di Anna Silveri 15 Giugno 2018
pasta-norma

Walter Longo lo conosciamo. È il ricercatore italiano arrivato giovanissimo a Chigaco per suonare il jazz, e finito invece a dirigere il Longevity Institute della University of Southern California a Santa Monica, passando per una laurea in biochimica e un dottorato in neuroscienze.

Ma Walter Longo lo conosciamo soprattutto per dieta mima digiuno, o meglio, per “La dieta della longevità“.

Ora il professore che ha rivoluzionato la ricerca sull’invecchiamento fa il bis, sempre guardando, come già nel primo fortunato libro, alle abitudini alimentari degli over-70 delle zone blu d’Italia, quelle dove gli arzilli ultracentenari si concentrano più che in ogni altra parte del mondo.
[Com’è la dieta “mima digiuno” di Walter Longo]
Proprio da una di queste Longo ha iniziato la sua ricerca, si tratta di Molochio, il paesino incastonato nell’Aspromonte in cui vivevano i suoi nonni e dove il “guru della longevità” (copyright della rivista americana Time), ha scoperto il segreto dei centenari.

Lo trovate nel nuovo libro “Alla tavola della longevità“, che raccoglie 200 ricette anti invecchiamento della tradizione regionale, provenienti da 10 zone italiane con caratteristiche di longevità fuori dal comune.

Quindi, per una volta, ricette superfood-free, niente nomi esotici, bacche colorate, semi e frutti dall’aspetto insolito.

Il corpo si mantiene in forma con i piatti, spesso trascurati per non dire dimenticati, che fanno parte della nostra storia.

Seguiteci in questo itinerario della longevità.

1. Abruzzo / Linguine alle triglie

Perché fa bene: Gli acidi grassi Omega -3 delle triglie, insieme alle vitamine del pomodoro, con le sue proprietà antiossidanti, e infine il tocco delle linguine di farro, cereale ricco di proteine rispetto al normale frumento, rendono questa preparazione un piatto completo e salutare.

Non però per i celiaci: il farro, per quanto benefico, contiene comunque glutine. Per tutti coloro che non soffrono di celiachia, invece, semaforo verde.

2. Basilicata / Ciaudedda

Perché fa bene: Zucchini, pomodori, melanzane ma anche fave, carciofi, peperoni e patate il tutto cotto a fuoco lento e insaporito da aglio e erbe aromatiche. È la ciaudedda lucana, un saporito stufato di verdure che apporta il pieno di vitamine. E con l’energia assicurata dai carboidrati delle patate, il piatto unico è assicurato.

3. Calabria / Zuppa di asparagi

Perché fa bene: Antiossidanti e diuretici grazie al contenuto di un amminoacido chiamato asparagina, e generosi in fatto di vitamina C, gli asparagi sono ricchi di fibre e anche di fosforo, essenziale per l’azione dei reni e per la struttura delle ossa.

4. Campania / Minestrone napoletano

Perché fa bene: Piselli freschi, fagioli, zucchine, pomodori, carote, sedano e anche riso per questo concentrato di vitamine a cui si aggiunge l’azione rinfrescante ed energetica del riso. Adatto anche ai celiaci.

5. Emilia – Romagna /Crostini con gambi di carciofi

Perché fa bene: Depurativi, digestivi e disintossicanti per la loro azione sul fegato, i carciofi, ricchi di calcio, sono abbinati ai crostoni in questa ricetta emiliana dove i gambi di carciofo vengono cotti in padella con scalogno, olio e basilico. L’abbinamento con il pane completa la ricetta facendone un piatto completo.

6. Friuli Venezia Giulia / Polenta e radicchio

Perché fa bene: Gusto e salute per questo piatto tipico friulano, dove l’effetto dei carboidrati della polenta viene equilibrato dalla fibra contenuta nel radicchio e nei fagioli.

7. Lazio / Insalata di puntarelle

Perché fa bene: Ricche di vitamina B9, ovvero di folati, le puntarelle sono un piatto tipico del Lazio, condite con aglio e acciughe.
[Puntarelle: 5 errori da non fare]
Attenzione a non farle riposare troppo nell’acqua, a differenza di quanto prevede la ricetta originale: la vitamina B9 è idrosolubile, cioè si disperde nell’acqua.

8. Liguria / Cipolle in salsa di noci

Perché fa bene: Un’accoppiata vincente quella tra la cipolla, ricca di vitamina C, e le noci, con il loro apporto di grassi omega-3, efficaci per tenere sotto controllo il colesterolo. Con una sola porzione, viene assicurato il fabbisogno giornaliero.

9. Lombardia / Baggianata

Perché fa bene: A base di taccole, o piselli mangiatutto, questo piatto tipico lombardo oltre a essere ricco di vitamina C e B9 favorisce il transito intestinale grazie all’azione delle fibre. Presente anche una buona dose di ferro, utile contro stanchezza e affaticamento.

10. Marche / Brodetto sanbenedettese

Perché fa bene: Il pesce azzurro di piccola pezzatura, che dovrebbe essere almeno meta di quello impiegato in questa ottima zuppa marchigiana, assicura un ricco contributo di grassi omega-3.

Largo quindi a triglie, sugarelli e sgombri. Il piatto si completa con l’aggiunta dei crostini di pane.

11. Molise / Pizza e minestra

Perché fa bene: Un piatto dal sapore inconfondibile, preparato da secoli nella regione e oggi presente nei menu di molte trattorie molisane. È composto da verdure di campo semplicemente sbollentate e saltate in padella e una pizza dall’impasto molto semplice a base di farina di mais. Tutti alimenti a basso indice glicemico che aiutano a prevenire diabete, obesità e malattie cardiovascolari.

12. Piemonte / Peperonata

Perché fa bene: Ogni piemontese reclama la ricetta perfetta della peperonata, piatto popolare preparato con grossi pezzi di peperoni freschi, gialli e rossi, cipolla, polpa di pomodori maturi e spellati per risultare più digeribili. Ricchissima di vitamina A, utile a numerosi funzioni dell’organismo, dalla vista alla pelle, la peperonata si consuma in genere come contorno caldo, ma viene spesso usata per farcire pizze, tramezzini e bruschette.

13. Puglia / Linguine al pesto di fave

Perché fa bene: Il pesto di fave è una salsa della tradizione per alcune regioni italiane, Liguria e Puglia tra tutte. In genere si prepara unendo poco olio extravergine di oliva alle fave, che anche dopo la cottura mantengono il contenuto di vitamine. Aglio e menta completano gli ingredienti, in alcuni casi si aggiunge la cicoria.  Mantenendo la pasta al dente, l’assorbimento degli zuccheri semplici rallenta abbassando l’indice glicemico.

14. Sardegna / Couscous alla carlofortina

Perché fa bene: Una delle ricette più complete di tuta la lista dal punto di vista nutrizionale. Il cous cous di Carloforte, piccola e rinomata località turistica della costa sud-ovest, unisce verdure, cereali, legumi, erbe e spezie. Dai ceci alle zucchine, dal cavolo verza al finocchietto selvatico, dal couscous (ovviamente) a coriandolo e chiodi di garofano.

15. Sicilia / Pasta alla Norma

Perché fa bene: “Profumo di basilico, colore di pomodoro, sfrigolio del fritto di melenzane: “Mi calassi na Norma”, pensa tutto contento il catanese imbottigliato nel traffico del ritorno a casa, mentre chiama casa per sapere se ci sono tutti gli ingredienti”.

Abbiamo scritto tutto questo per presentarvi uno dei piatti più amati della cucina catanese. Ecco, per considerare la pasta alla Norma un piatto salutare, perché ricco di fibre, le melenzane non vanno fritte, ma cotte alla piastra, senza togliere la buccia.

16. Toscana / Pappa al pomodoro

Perché fa bene: Diceva Indro Montanelli dei contadini toscani che consideravano la pappa al pomodoro un patrimonio della tavola: “Nient’altro che asciuttezza è la loro stessa parsimonia, che non va confusa con l’avarizia perché più che calcolo economico è un abito mentale”.

Il noto giornalista si riferiva agli ingredienti del piatto povero: pane raffermo, rigorosamente “sciocco”, aglio,  profumo di basilico e pomodori maturi, che cuocendo liberano gli antiossidanti così utili al nostro organismo.

17. Trentino Alto Adige / Insalata di cetrioli

Perché fa bene: I vacanzieri innamorati della montagna conoscono la classica insalata trentina che unisce freschezza e leggerezza dei cetrioli (composti per il 96% di acqua) al gusto leggermente piccante della paprika. Condisce tutto una salsina a base di olio, aceto, pepe e sale.

18. Umbria / Purè di lenticchie

Perché fa bene: Le proprietà benefiche di questo legume tipico dell’Umbria sono note: elevato è il contenuto di proteine e fibre, e contribuiscono ad abbassare l’indice glicemico. Legume e verdure, in particolare pomodori, carote e sedano si cuociono in acqua, tutto viene poi passato al passaverdure. Si mangia spalmato grossolanamente sul pane tostato a fette.

19. Valle d’Aosta / Gnocchi di ortiche con salsa di porcini

Perché fa bene: Le ortiche, piante erbacee ricche di fibre che fioriscono da maggio a ottobre, sono alla base di questo piatto valdostano tipico della primavera. Leggermente sbollentate completano l’impasto degli gnocchetti di patate, fatti con farina integrale e conditi con aglio, porcini e olio di oliva.

20. Risi e bisi – Veneto

Perché fa bene: Ricetta di conio veneziano se ce n’è una, la minestra di risi e piselli, che combina cereali e legumi con un apporto completo di amminoacidi essenziali, prevede che il riso venga versato a caldo in un soffritto leggero, per poi aggiungere il brodo e i piselli.