di Chiara Cajelli 5 Dicembre 2019
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Dieta vegana e vegetariana sono due mondi molto lontani anche se all’apparenza non sembra. Approfondiamo perché sono diverse andando oltre alle ovvietà che – probabilmente – non tutti han ben presente e scopriamo come comportarci e cosa aspettarci se si scelgono questi percorsi durante una fase dimagrante.

Dieta o stile di vita?

In 30 anni di diete e ricerche e osservazione diretta o indiretta, ho notato una formula che si ripete spessissimo: stare a dieta alimentare ma rovinarsi la salute con altre abitudini discutibili oltre al cibo. Si tratta di cose evidenti o impercettibili: tra le prime evidentissime c’è il classico “mangio l’insalata per non ingrassare ma bevo 2 calici di vino tutte le sere per l’aperitivo“, tra le altre impercettibili c’è “no il dessert non lo prendo perché ingrassa, ma il cucchiaino di zucchero ogni mattina nel caffè e nel pomeriggio con il tè però sì“. Questa introduzione per esprimere non un giudizio ma un concetto: le diete (dimagranti, per benessere, per salute) di per sé non possono funzionare, se non c’è un assetto mentale a 360°: e vale soprattutto per dieta vegetariana e vegana. L’industria e il mercato veggie e vegan è ai massimi livelli storici, mettendo in commercio ora come non mai prodotti confezionati compatibili con chi segue queste filosofie alimentari. I prodotti vegetariani contengono spesso lieviti, albumi o latte in polvere… mentre quelli vegani contengono insaporenti, coloranti, addensanti, oli.

La moda veggie o vegan

E a proposito di prodotti industriali veggie o vegan (soprattutto vegan), a ben vedere c’è un po’ da mettersi le mani nei capelli. Non perché ci sia qualcosa di male nel mangiare surrogati o altro – sia chiaro – ma perché la filosofia vegetariana e vegana comportano anche scelte di vita che riguardano ambiente, etica, benessere, naturalità. Purtroppo, chi si dichiara – è un esempio – vegano per etica ma si nutre con burger vegan da fast food o con 30 ingredienti e usa cosmetici sperimentati su animali o indossa indumenti di pelle vera, capite che non veicoli proprio un bel messaggio. Quindi la moda è un conto, la vita da vegani o vegetariani è un altro.

Healty: etichetta o sana per davvero?

Un’altra cosa che noto spesso è l’associazione tra vegan (o veggie) e healthy (ovvero salutare). Certo, verdure e frutta non possono che portare ad una vita più healthy se proprio vogliamo includere tale termine, ma l’alimentazione vegana e vegetariana non è detto che lo siano se fatte senza consapevolezza. Torniamo ai punti precedenti: si conosce davvero il seitan? E la quinoa? Cosa c’è dentro al salame vegano o simili? O al contrario: veggie non vuol dire solo insalata e carote crude… avete mai fatto caso che molti dei nostri piatti tradizionali son definibili vegetariani? La pasta alla Norma ad esempio, i cannelloni con besciamella e spinaci, la pizza margherita.

Veggie e vegan: perché sono diversi

Fatte tutte queste premesse, cerchiamo di rispondere alla domanda che ha dato inizio al presente articolo. La dieta vegetariana differisce da quella vegana per molti aspetti, alcuni ovvi, altri meno.

  • i vegetariani ammettono proteine di origine animale nell’alimentazione: uova formaggi;
  • i vegani non ammettono alcun tipo di prodotto di origine animale: no uova, no formaggi;
  • i vegetariani non hanno eccessive restrizioni ad esempio nei dolci o nei condimenti: sì a zucchero, grassi, preparati per dolci, miele, lieviti, caramelle;
  • i vegani hanno ristrettezze: no zucchero semolato (per salute e perché raffinato con carboni di origine animale), no caramelle (sono addensate spesso con cartilagini animali, come gli orsetti gommosi), no lieviti di un certo tipo, no miele industriale perché prodotto sfruttando le api, no a margarine e sostituiti di panna e burro (per salute)

Cosa tenere presente e a cosa stare attenti per dimagrire

Se si vuole dimagrire mantenendo una dieta vegana o vegetariana, è necessario tener conto di alcuni fattori da sottoporre al proprio nutrizionista. O interessandosi bene di cosa siano alcuni ingredienti. Qualche esempio:

  • seitan: il seitan è chiamato carne vegana per colore e consistenza (ho dubbi, ma quest’è). Tuttavia non tutti sanno che il seitan è ottenuto dal germe di grano, e quindi è un concentrato di glutine. Tenetelo a mente…
  • quinoa: la quinoa è diventata regina dell’healty ma, come spiego in questo articolo, non sostituisce le proteine e soprattutto bisogna prestare attenzione a come la si mangia… ad esempio, sciacquatela bene.
  • bevande vegetali: sono ottimi sostituiti del latte, ma attenzione a cosa contengono perché spesso sono addizionati con zuccheri e oli;
  • cosa c’è dietro ai vari “senza”: la dicitura senza olio di palma non equivale ad un’alternativa migliore (di certo nel prodotto non c’è olio extravergine di oliva); la dicitura senza burro non equivale a salutare (perché il più delle volte non c’è burro ma margarina o burro surrogato pieno di grassacci; la dicitura senza zucchero non equivale a “migliore” perché gli edulcoranti non sono proprio amici dell’organismo (e non lo dico io ma i medici e geni come Dario Bressanini).

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