di Cinzia Alfè 11 Agosto 2016
bambina vegana

“Ma vai a quel paese, cretina! [Con la dieta vegana] i figli crescono sani e non mangiano schifezze. Sei tu che dovresti andare in galera. Questa non sa proprio niente di nutrizione! Tutte le vitamine, i sali e le proteine (mancanti) si possono assimilare con la dieta vegana e gli integratori!”

Oppure “E allora, chi fa mangiare carne e altre schifezze varie ai propri figli?”

E ancora “e perché, allora la dieta onnivora non è una imposizione? I bambini in sovrappeso sono tutti onnivori!”

Avete appena letto alcune reazioni scatenate dalla deputata di Forza Italia Elvira Savino con la sua proposta di legge che, se approvata, punirebbe con la reclusione fino a sei anni i genitori che impongono la dieta vegana ai figli minori di 16 anni.

La proposta è arrivata, accolta con un misto di stupore e ironia dai media internazionali, dopo i recenti casi di bambini nutriti con alimentazione vegana e giunti all’ospedale in condizioni talmente critiche da necessitare di cure intensive.

Come prevedibile, la proposta di legge –il cui semplice intento sarebbe tutelare i più piccoli dalle diete “fai da te” imposte da genitori che s’improvvisano nutrizionisti– non è stata gradita dal popolo vegano, che sentendosi unico depositario della verità in tema di alimentazione ha reagito subito e in modo compatto.

Ma qual è allora il meglio per i nostri figli?

Solo un decennio fa, nessuno si sarebbe sognato di assimilare la carne a non meglio definite “altre schifezze”, come nessuno si sarebbe sognato di imporre agli infanti un’alimentazione priva di latte o uova, mentre oggi, gli stessi alimenti un tempo percepiti come necessari, vengono spesso considerati nocivi.

Sulla faccenda è intervenuto Andrea Ghiselli, presidente della Società italiana di Scienza dell’Alimentazione, non un componente del club del bovino allo spiedo, che in merito alla proposta di legge presentata da Forza Italia, ha detto a Repubblica:

“Sta sempre più prendendo piede la credenza che una dieta senza prodotti animali sia più salutare di una che li comprenda. Ebbene non solo non c’è la minima prova che una dieta vegana sia migliore di una onnivora, ma c’è più di una prova che la dieta vegana esponga a rischio di carenza“.

Del resto, continua Ghiselli, anche “la dieta occidentale così come la facciamo oggi espone a rischi ben maggiori e la vegana è proprio la risposta a questi eccessi.

In altre parole in occidente si consumano così tanti prodotti animali da mettere in serio rischio la salute, ben più di una dieta vegana.

La risposta quindi non deve essere abolizione dei prodotti animali, ma la  giusta quantità: la dieta mediterranea, che è finora il modello alimentare con il maggior numero di evidenze scientifiche favorevoli”.

Attenzione però a interpretazioni strumentali di queste parole: Ghiselli non sta affermando che una dieta onnivora sia più rischiosa di una dieta vegana, ma al contrario che una dieta onnivora squilibrata, carica di eccessi, così come viene seguita oggi, risulta senza dubbio più nociva di una dieta esclusivamnte a base di vegetali.

Ma ben diverso sarebbe il confronto tra una dieta onnivora equilibrata e una totalmente vegana. Infatti, sempre Ghiselli indica come modello proprio la dieta mediterranea, una dieta non certo esclusivamente a base di vegetali ma che prevede un apporto equilibrato di tutti i nutrienti, proteine animali incluse.

Ghiselli riconosce inoltre le carenze di elementi nutritivi della dieta vegana, precisando però che questi elementi sono facilmente reperibili facendo uso di integratori, così come riconosce che la dieta vegana è adottabile in ogni età della vita ma solo se monitorata da un medico o da un esperto.

Non da un genitore nutrizionista “fai da te”.

Soprattutto Ghiselli si è soffermato sull’argomento che più ci sta a cuore: i nostri figli.

“Per un bambino o comunque un organismo in crescita la faccenda è ancor più delicata e pur se è vero che in teoria una dieta vegana ben pianificata possa essere idonea a tutte le età, nella pratica può essere comportare più di un problema.

Insomma –continua Ghiselli– una mediazione tra prodotti animali e vegetali è la cosa migliore per la salute: dobbiamo consumare una minore quantità di carne, non eliminarla, sostituendola con alternative vegetali come i legumi, ma lasciando soprattutto per l’età evolutiva un adeguato consumo di latte/yogurt e pesce”.

Parole di buon senso che, guarda caso, arrivano da luminari della scienza della nutrizione non da genitori di buone intenzioni ma con basi scientifiche nulle o, ancora peggio, da popolari quanto superficiali guru votati alla fede più trendy e popolare del momento: il veganesimo.

[Crediti | Link: Reuters, Guardian, Grub Street, Bbc, Repubblica, Dissapore]