E’ inutile Ferrero, con l’olio di palma non ce la farai mai

Un bel piatto di tagliatelle? Ma vuoi scherzare, con tutto quel coso  lì, quel glutine, e quella farina bianca di grano sicuramente OGM che potrebbe mandarmi dritto al Creatore così su due piedi!

O forse, un bel tagliere di salumi e formaggi? Ancora peggio! Con il latte e il suo carico di lattosio che potrebbe trapanarmi lo stomaco!

Allora… allora un pezzetto di dolce, magari una bella fetta di torta di mele, eh? Ma tu sogni, carica come è di zuccheri semplici, farina raffinata e grassi saturi, cioè burro, che manco Satan, l’ultima arma letale di Putin potrebbe essere peggio!

Ma allora almeno un cucchiaino di Nutella, per tirarci su il morale in mezzo a tutta ‘sta desolazione gastronomica?

NUTELLA? Hai detto.. Nutella??? Con tutto quell’orribile OLIO DI PALMA? MA STAI SCHERZANDO, RAZZA DI ERODE CHE NON SEI ALTRO!

E’ inutile, Ferrero, non ce la farai mai

Inutile che ti affanni ora a organizzare convegni, incontri e fior di dibattiti infarciti di studiosi, ricercatori e scienziati, anche autorevoli o di provata rettitudine, per ristabilire un po’ di ordine nella marea di opinioni confuse, luoghi comuni, chiacchiere da bar e banalità varie che l’olio di palma è riuscito a calamitare attorno a sé.

Inutile cercar di porre rimedio ora, ora che l’opinione pubblica si è mossa compatta come un sol uomo contro il famigerato olio, capitanata da “mamme informate” e premurose che mai, mai più permetterebbero ai loro pargoli di venire a contatto nemmeno lontanamente con l’olio letale e mortifero.

E pazienza se non è proprio così, non importa se l’olio di palma che, certo, non ha le virtù del più nobile olio di oliva, non sia in realtà  né meglio né peggio di tanti  altri oli utilizzati nell’industria.

Ormai la realtà scientifica comprovata da studi e ricerche è passata in second’ordine , e ciò che conta è solo quel che si legge e scrive su Facebook o su Twitter, nonché la crescita esponenziale di condivisione che i vari social network assicurano.

I consumatori, insomma, hanno deciso da sé, decretando la pericolosità dell’olio di palma prima ancora che la comunità scientifica fosse arrivata a un risposta certa ed univoca, prendendo in considerazione solo un lato della medaglia, vale a dire solo gli studi “contro”, e tacciando subito di irrilevanza o faziosità quelli a favore o comunque neutri.

La spesa “SENZA”

Ma l’olio di palma non è l’unico a essere finito nel tritacarne mediatico a base di like, risate e condivisioni, e  la scritta “SENZA OLIO DI PALMA” non è certo la sola che che possiamo vedere replicata centinaia di volte sugli scaffali dei supermercati.

Infatti, per i consumatori italiani e non, la lista degli alimenti percepiti, a torto o a ragione, come nocivi, è così lunga che si farebbe prima ad elencare solo quelli ritenuti sani.

Acquistiamo infatti più prodotti senza glutine, visto che ormai siamo diventati tutti celiaci o ci reputiamo tali, anche senza certificazione medica.

Andiamo alla caccia di prodotti senza zucchero, specialmente quello bianco, e poco importa che sia la stessa cosa dello zucchero di canna.

Ricerchiamo i prodotti senza grassi, perché grasso è brutto e sporco e malefico, e si sa, l’olio di palma è peggiore di tutti.

E ancora, teniamo d’occhio i prodotti senza lattosio, che potrebbe pure lui causare danni inenarrabili.

Per finire con i prodotti “senza calorie”, e poco importa se invece del malefico zucchero ci troviamo edulcoranti artificiali di dubbia salubrità.

Insomma, senza tutto.

Solo frutta, verdure e legumi parrebbero salvarsi in questo sfacelo.

“SENZA”: un mercato che vale qualche miliardo di euro

Ma per quanto riguarda tutti gli altri alimenti, soprattutto quelli lavorati o industriali, i timori dei consumatori sono diventati tali che l’industria ha dovuto inevitabilmente adeguarsi.

Con discreto profitto, a dir la verità: secondo l’ultimo rapporto Coop, nei primi sei mesi del 2016 il mercato dei prodotti “senza” qualcosa ha sfiorato i due miliardi di euro: il triplo cioè dell’equivalente di prodotti ordinari, fermi a 670 milioni di euro.

Tra i prodotti “senza”,  il 49% dei consumatori si è indirizzato verso quelli senza coloranti artificiali, il 43% han scelto quelli senza aromi artificiali, il 42% quelli senza grassi o a basso contenuto, il 41%  quelli senza OGM, il 36% i prodotti biologici, il 31% quelli senza zuccheri o a basso contenuto, il 25% quelli senza sale, il 21% quelli senza calorie, così come quelli senza lattosio e infine il 6% quelli senza glutine. Senza dimenticare un bel 21% che ha scelto la carne “vegetale”.

Un mercato dunque in rapida e costante crescita, quello dei prodotti “senza” o addizionati di componenti ritenute benefiche e salutari, che l’industria sta cavalcando con successo.

Mentre  invece l’olio di palma è oggetto  di una vera e propria  ondata d’odio, ed  è preso di mira prevalentemente per la sua elevata componente di grassi saturi –  che lo rendono solido a temperatura ambiente,  proprio come il burro –  e la capacità di sviluppare sostanze  contaminanti se sottoposto a temperature maggiori di 200 gradi.

In realtà, i nostri comportamenti non sembrano però  essere dettati da vera rilevanza scientifica, quanto da dinamiche psicologiche ed emotive , con scelte che si rifanno più a status symbol che non a vere evidenze razionali.

Dice infatti Vincenzo Russo, docente di psicologia dei consumi presso lo Iulm di Milano: “Nella ricerca di ciò che si ritiene più buono e salutare,  non avendo le competenze nutrizionali ci affidiamo ad altri, e finiamo per semplificare”.

E il web influisce sulle scelte: “Se cerchiamo una notizia su Google, in cima ai risultati troviamo quelle più viste, non quelle più veritiere. Se parte il passaparola, l’informazione farlocca diventa realtà scientifica”.

Se sia farlocca o no dal punto di vista scientifico,  la convinzione della nocività dell’olio di palma,  lo vedremo, ma ciò  che   è rilevante notare  è che  per la prima volta, e con una spinta senza precedenti partita da essi stessi, i consumatori hanno già deciso sull’olio di palma, costringendo molti marchi commerciali a bandirlo.

Fino a quando sarà conveniente per Ferrero rivendicarne apertamente l’uso?

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

2 Novembre 2016

commenti (63)

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  1. Trovo giusto che ognuno sia libero di credere quali elementi siano dannosi o meno alla sua salute.
    Non è schizofrenia italiota ma solo una reazione a decine e decine di studi “scientifici” che un giorno si e l’altro pure si smentiscono a vicenda.
    Che c’è da criticare?
    Di questa “scienza” sponsorizzata dai produttori non so che farmene, decido da solo.
    Tanto la Nutella, con o senza olio di palma, è un prodotto davvero mediocre qualitativamente parlando, già messa sotto accusa per l’altissimo contenuto batterico.

    1. Avatar Grammarnazi ha detto:

      Certo, è giusto che uno possa credere a quello che vuole.

      Però non sono d’accordo quando dici che non è schizofrenia italiota. Lo è eccome, perché se uno non ha solide basi scientifiche, non dovrebbe avvicinarsi a testi che mai capirà dal basso della sua ignoranza. Dovrebbe limitarsi a seguire i consigli dell’OMS. Che NON dice da nessuna parte di rinunciare alla carne né all’olio di palma.

      Ma del resto, di che stiamo a parlare? Di un popolo che ha sempre basato la sua dieta sulle glutine e che oggi, per non si sa quale motivo, ha deciso che fanno male a tutti, anche a chi non è celiaco?

      Caro Giorgio, se c’è scienza “sponsorizzata” dai produttori questa è quella di chi produce roba bio, no OGM, No olio di palma, no tutto. Ferrero di contro non ha sponsorizzato nulla: ha solo fatto quello che troppi giornalisti si sono rifiutati di fare, cioè spiegare cosa diceva l’AIFA sull’olio vegetale.

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Ciao Valentina, sono d’accordo. Oggi ci reputiamo tutti esperti in ogni branca dello scibile umano, e questo dopo aver letto solamente qualche articolo in rete o qualche post sui social. E questi sono i risultati. Ciao e grazie. Cinzia

    3. Avatar MAurizio ha detto:

      Batteri nella Nutella ?
      Hai una fonte ?
      Avevo appreso dalla rete che fosse radioattiva e fatta con prodotti OGM e scarti di lavorazioni industriali da lavoratori schiavi, ma quella dei batteri mi mancava.

    4. Avatar gumbo chicken ha detto:

      @MAurizio ….e pensa che io addirittura ero rimasta soltanto al sangue di maiale come ingrediente segretissimo visto soltanto dall’amico dell’amica dal cugino dell’amico in visita alla Ferrero mentre qualche operaio distratto scaricava i barili! 😀

    5. Avatar Christian ha detto:

      Mmm batteri…. Forse micotossine… Ma uno studio tedesco sembrava proprio dire il contrario…

      Cinzia bell articolo!

    6. Ciao Giorgio, gli studi scientifici si smentiscono a vicenda continuamente proprio perché il principio base della ricerca è l’autocritica. Ogni affermazione viene, giustamente, continuamente messa in dubbio e specialmente nel campo della nutrizione in cui gli studi si basano su dati statistici. E’ per questo che esistono vari passaggi di valutazione di uno studio che terminano con una revisione dei pari e poi vengono scritte le varie linee guida.
      Per farti un esempio recentemente ci sono studi che stanno smentendo il collegamento causale tra l’assunzione di grassi saturi e l’incidenza delle malattie cardiovascolari.
      La scienza non è statica ma in continua evoluzione.
      P.S. La nutella è risultata la migliore tra 21 marche analizzate per quanto riguarda la presenza di micotossine (per quel che può valere quella classifica).

    7. Avatar Angel ha detto:

      E’ stupido arrogarsi la libertà di credere quali elementi siano dannosi o meno alla sua salute! Stupido e presuntuoso.
      ps la Nutella mediocre? dica che non ama il prodotto invece di denigrarlo, magari è meglio?

    8. Avatar Raffaele D'Elia ha detto:

      La Nutella contiene il 56,7% di zucchero, che è un antibatterico e conservante (avete presente quanto si conservano a lungo marmellate e caramelle?). Mi chiedo come possa affermare che la Nutella abbia un altissimo contenuto batterico, senza citare una fonte. Con una banale ricerca su internet si può verificare tutto il contrario.

    9. Avatar Marco ha detto:

      Io trovo assurdo il concetto di “libertà di credere che qualcosa faccia male”, così come il suo contrario.
      Perchè alla fine TUTTO fa potenzialmente male o bene, dipende essenzialmente dal dosaggio.
      Questa novità che si deve essere per forza liberi di credere ciò che si vuole in ambito medico/scientifico/nutrizionale e quindi di agire di conseguenza è pericolosissima perché NON VIVIAMO ISOLATI e ogni scelta che facciamo in questi ambiti avrà sicuramente ripercussioni su chi ci sta intorno. Nella stragrande maggioranza dei casi ripercussioni negative.
      Rimango dell’idea che le scelte le si fanno DOPO essersi informati e i social network NON SONO le fonti migliori da cui attingere informazioni riguardo a cose delicate come queste…

  2. Avatar Enzo ha detto:

    Oramai “…l’ho letto su Internet..” ha soppiantato “…lo hanno detto in TV..” nel campionario di pressapochismi all’italiana. Notizie che si susseguono riguardanti studi di non ben precisati istituti che dicono cosa fa bene e cosa fa male, ma anche che ciò che per alcune ricerche fa bene per altre fa male.

    Nel dubbio io la Nutella continuo a consumarla. Dopo un’infanzia anni ’70 fatta di coloranti di vario genere dovrei temere l’olio di palma? Ma non credo proprio.

    1. Avatar ALE ha detto:

      Giornali sta a DC come TV sta a berlusconi e internet sta a m5s

    2. Avatar Gianmaria Fontana di Sacculmino ha detto:

      No, io no, e mica per olio di palma o ectoplasmi, solo perché non mi piace, è troppo collosa; trovo senza difficoltà creme spalmabili che al mio palato siano più gradite. In Italia abbiamo anche svariate eccellenze artigianali o piccolo industriali che fanno delle “nutelle” da sballo e a Perugia ho la fortuna di averne uno a portata di… cucchiaio. Peccato che le giornaliste di Dissapore, brave e simpatiche, da Perugia ci passino di rado perché di realtà di rilievo ce ne sono non poche; (nessun campanile, io sono siciliano). 😀

  3. Avatar Paolo ha detto:

    “Altissimo contenuto batterico” Giorgio?
    Ma persulserio?

  4. Avatar Andrea ha detto:

    Ricordiamo che la campagna è stata orchestrata in Italia dal Fatto Alimentare, supportato da Greenpeace. Io condivido l’avversione all’olio di palma per un motivo economico: è un ingrediente troppo a buon mercato e che consente una shelf life troppo lunga. Preferisco che i produttori siano incentivati a ridurre il tenore di grassi saturi (anche) attraverso un maggior costo degli ingredienti che li contengono.

  5. Avatar Mcop ha detto:

    L’odio verso l’olio di palma conferma in me il convincimento che i cosiddetti “social” sono la peste del terzo millennio. Spinti dall’anonimato ci si lascia andare a giudizi assoluti su cose di cui non si sa niente, spingendo masse di complottisti e faciloni ideologizzati a scegliere o non scegliere in base a pregiudizi. La Nutella può piacere oppure no, è una questione di gusti. Ma rifiutarla per via dell’olio di palma, quando la scienza spiega che quel grasso se trattato in modo corretto non fa assolutamente male, è l’ennesima dimostrazione che la stupidità umana è senza confine.
    Trovo assai più accettabile l’avversione per via dei disboscamenti dovuti all’ampiamento delle piantagioni. Ma andrebbe anche ricordato che la sua coltivazione è una fonte di reddito importante per le popolazioni che vivono in certe aree. E mi piacerebbe si riconoscesse che i diritti degli esseri umani non sono inferiori a quelli degli scimpanzé.

    1. Avatar Riflessione ha detto:

      Condivido…

      D’altronde è lo stesso identico motivo per cui da circa un mese a questa parte mi trovo quotidianamente circondato da emeriti professori di diritto costituzionale

  6. Avatar abi ha detto:

    Per me invece la Nutella ha un brand così forte che può farlo.
    -Piace
    -Costa sufficientemente poco per non andare verso succedanei più economici (o senza questo e quello)
    -Le versioni gourmet che ho provato non soddisfano mai quanto l’originale, se voglio qualcosa di buono davvero mangio del cioccolato.

    1. Avatar mercoledì ha detto:

      Davvero? Io l’ultima volta che l’ho comprata ci sono rimasta malissimo perché non l’ho più riconosciuta. Non si percepivano quasi il cacao e le nocciole… Solo dolce e grasso. Una tristezza!
      Ho provato la nocciolata bio che tutti adorano (é bio, sarà sicuramente più buona, no??) (é ironico), stessa cosa – d’altra parte, il primo ingrediente é sempre lo zucchero.
      Alla fine il sapore che ricordavo e cercavo l’ho trovato nella Novi. Primo ingrediente: nocciole. E vuoi mettere.
      Non avrei mai creduto di tradire la nutella. Ma é più lei che ha tradito me. Addio.

  7. Avatar angelo mirco ha detto:

    Comunque tutto ogni persona può scegliere ed a me piace è continuo a mangiarla .

  8. Avatar Constanze ha detto:

    Il discorso sull’olio di palma l’avete semplificato omettendo due cose fondamentali, uno che è un attivatore del diabete, e questo è uno studio medico, e che un’industria basata sull’olio di palma ha portato al disboscamento di grandi parti di Indonesia e Borneo, con conseguente morte di animali ed equilibri, ed anche questo è un dato di fatto.
    La Nutella poi, vasta leggere gli ingredienti, è composta da un sacco di zozzerie, in prevalenza grassi vegetali, due nocciole in croce e cacao, che costa poco. E su tutto ciò uno spot che punta sulla qualità, ma fatemi ridere!
    Poi arriva Mr. Ferrero e se ne frega di tutto ciò. Spero vivamente che si debba ricredere, perché grazie al cielo e anche grazie al web, noi consumatori finalmente abbiamo voce in capitolo, visto che alla fine, i soldi ce li mettiamo noi.

    1. L’olio di palma non è un attivatore del diabete ma si sospetta che lo sia l’acido palmitico ma è ancora tutto da dimostrare.
      Lo studio a cui ti riferisci è stato ritirato dallo stesso autore perchè dopo la pubblicazione si sono accorti che avevano utilizzato olio di palma idrogenato. E’ risaputo e ampiamente dimostrato che i grassi idrogenati sono dannosi e tra i tanti problemi che provocano c’è la “distruzione” delle cellule del pancreas responsabili della produzione di insulina.
      Per informazione l’acido palmitico è contenuto nell’olio di palma, nel burro, nelle carni e è perfino sintetizzato dall’organismo.
      Il problema della deforestazione invece è reale, purtoppo eliminare le coltivazioni di palme avrebbe l’unico effetto di veder comparire coltivazioni di ciliege, caffè, cacao, ecc. Il problema esiste ma va affrontato in tutto altro modo ricordandoci che intere comunità sopravvivono grazie a queste coltivazioni.

  9. Avatar Maurizio Pistone ha detto:

    L’olio di palma non farà male: ma una crema con più del 50% di zucchero non mi sembra il massimo come dieta, soprattutto per i bambini

    1. Avatar Roberta ha detto:

      Ma infatti , il problema della nutella è lo zucchero !!

    2. Avatar Raffaele D'Elia ha detto:

      Dipende da quanta te ne mangi di Nutella. Anche con il miele (che non mi pare sia demonizzato) puoi farti male se cominci a mangiarne a secchiate. Nella dieta serve trovare l’equilibrio di macronutrienti più adatto al proprio fabbisogno. Con moderazione, la Nutella la puoi mangiare, come mangi il gelato e la crostata della nonna. E sì che di zuccheri ne abbiamo bisogno per vivere.

  10. Avatar Riflessione ha detto:

    “Messa sotto accusa per l’altissimo contenuto batterico”…

    Secondo me sono state le sciekimike….