Dall’olio all’odio di palma: Ferrero vuole sapere perché

Ferrero ha organizzato a Milano un convegno dal titolo: "Olio di palma: una scelta responsabile, basata sulla scienza", in cui alcuni scienziati hanno sostenuto che non è dimostrato che l'olio di palma sia effettivamente dannoso per la salute. Ma cosa sappiamo finora sull'olio di palma?

“Terrorismo alimentare”. Alla fine qualcuno lo ha detto. Alla fine qualcuno ha affermato forte e chiaro che la campagna denigratoria in atto da alcuni anni contro l’olio di palma è una bufala, un romanzo, una chiacchiera priva di rilevanza scientifica.

Lo ha detto un manipolo di autorevoli scienziati, insieme al ministro dell’agricoltura Andrea Olivero e a una rappresentante di Greenpeace, nientemeno, che ieri mattina si sono ritrovati a Milano per un convegno organizzato dal Gruppo Ferrero dal titolo: “Olio di palma: una scelta responsabile, basata sulla scienza”.

L’obiettivo di Ferrero, che come ormai sanno anche i muri utilizza il “famigerato” olio per la produzione della sua Nutella, è stato quello di riportare ordine nella percezione del più demonizzato ingrediente degli ultimi anni, accusato di varie nefandezze come causare problemi cardiovascolari –data la sua natura di grasso saturo– nonché la deforestazione di intere aree di terreno.

A contribuire alla triste fama dell’olio di palma era intervenuto un recente rapporto dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) segnalando che ad alte temperature l’olio avrebbe potuto sviluppare sostanze tossiche.

Il convegno: la tesi di Ferrero sull’olio di palma

olio di palma

Logico quindi che Ferrero si sia sentita sul banco degli imputati, e abbia ritenuto di intervenire organizzando un incontro, a cui ha invitato fior di scienziati, per cercare di rimettere ordine sulla questione, che ormai in Italia sta prendendo le forme di una vera psicosi, tale da indurre le aziende a riportare a caratteri cubitali, sulle confezioni dei loro prodotti, la scritta “senza olio di palma”.

Come ha affermato infatti Alessandro d’Este, amministratore delegato di Ferrero Italia, l’olio utilizzato nei prodotti della società è ricavato soltanto da frutti spremuti freschi, lavorato a temperature controllate e più basse possibili, ottenendo livelli di contaminanti significativamente meno elevati di quelli dell’olio di palma di solito disponibile sul mercato.

Senza contare, ha aggiunto d’Este, che la fase finale del processo è svolta in Italia, a garanzia della qualità del prodotto,

Oltretutto, Ferrero si è anche dotata di un dettagliato disciplinare, la Ferrero Oil Charter, contenente 10 punti a cui si devono attenere i fornitori, e tra le cui indicazioni ci sono ad esempio  la tracciabilità completa, la scelta di fornitori che non disboschino foreste, rispettino i diritti umani, riconoscano i diritti dei lavoratori e combattano la corruzione.

Si’, okay, questo è quanto ci racconta Ferrero.

Ma un parere più neutro e imparziale? Come si è espresso il mondo scientifico su uno degli argomenti più caldi della nostra era?

Il convegno: la tesi degli scienziati

olio di palma, frutti

Sorpresa: a sentire gli scienziati presenti in sala, nessuno ha mai provato che l’olio di palma fosse dannoso, anzi: la relazione tra il consumo di acidi grassi saturi e rischio di malattie cardiovascolari, che sempre viene evocata in tema di olio di palma, non sarebbe  affatto dimostrata.

La campagna denigratoria sull’olio di palma –ha affermato Elena Fattore, ricercatrice dell’Istituto Mario Negri– basata sul fatto che quest’olio contiene una percentuale maggiore di acidi grassi saturi rispetto ad altri oli vegetali, non ha alcun riscontro nell’evidenza scientifica”.

Certo, rimane la regola del buon senso, per cui, essendo comunque un grasso saturo, come il burro, il suo consumo deve essere contenuto entro limiti ragionevoli, vale a dire circa il 10% dei grassi totali ingeriti.

Ma non solo: anche gli altri ricercatori e scienziati presenti in sala hanno illustrato come non solo l’olio di palma sia ricco di antiossidanti, preziosi per dare stabilità al prodotto e a contrastare lo sviluppo di sostanze nocive durante il processo di lavorazione industriale, ma che sia anche una valida e sana alternativa ai grassi idrogenati –nocivi per il loro contenuto di acidi grassi trans– presentandosi già in natura allo stato solido e non necessitando quindi di poco salubri processi di idrogenazione.

E in tema di deforestazione e danno ambientale?

Anche qui Ferrero ha incassato un altro punto, grazie nientemeno che a Greenpeace, la cui rappresentante, Chiara Campione, ha affermato che Ferrero, così come altri grandi marchi e associazioni, tra cui Greenpeace stessa, fa parte dal 2013 del POIG (Palm Oil Innovations Group), che intende spezzare il legame tra la produzione dell’olio di palma e la deforestazione, l’accaparramento delle terre e la negazione dei diritti di lavoratori.

Il convegno: una cronaca vivace

convegno ferrero olio di palma

Dunque assoluzione piena, sembrerebbe, per l’olio di palma, almeno a detta di ricercatori e scienziati presenti in sala, tra cui anche Dario Bressanini –il chimico prestato alla gastronomia e presente in sala in qualità di “pubblico” e non di relatore– che ha intrattenuto i suoi follower sui social con una vivace cronaca dei momenti salienti dell’incontro.

Come quando, in seguito alle parole del prof. Carlo Agostoni, Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Bologna, che ha specificato come “l’acido palmitico, presente nel latte materno, sia centrale nella nutrizione infantile rappresentando il principale acido grasso saturo”, ha commentato:

Gustoso anche il teatrino tra Roberto La Pira, direttore del Fatto Alimentare, noto per la sua campagna contro l’impiego dell’olio di palma e i rappresentati della Ferrero:

“La cosa più divertente è stato lo scazzo finale tra La Pira del Fatto Alimentare, che ha evocato la “lobby dell’olio di palma” –scrive Bressanini– e la risposta di Ferrero, che ha replicato al direttore che i suoi articoli non sono mai stati pubblicati sull’American Journal of Medical Nutrition, come invece quelli degli scienziati intervenuti (che La Pira ha accusato di avere dei legami con le industrie)”.

Il nuovo spot Ferrero

 

E oggi Ferrero continua per la sua strada verso la riscossa dell’olio di palma con un nuovo spot, fresco di giornata, dove dipendenti felici e sorridenti mangiano Nutella a cucchiate e si ribadisce l’alta qualità dell’olio impiegato.

Tutto contornato da immagini della morbida, peccaminosa crema spalmata sul pane.

Ma al netto delle demonizzazioni, così come degli spot pubblicitari e dei convegni organizzati da chi, come Ferrero, impiega l’olio di palma in uno dei suoi prodotti più venduti e intende continuare a farlo, come risponde la letteratura scientifica alla domanda se l’olio di palma fa male?

Domande e risposte sull’olio di palma

coop manifesti olio di palma

Cos’è l’olio di palma

È un olio ottenuto dal frutto della palma da olio, impiegato per l’80% della produzione nell’industria alimentare, perché costa poco e migliora consistenza e durata degli alimenti.

La palma da olio, pianta dalla resa molto elevata, si sviluppa soltanto nelle aree tropicali umide, la quasi totalità si concentra in Indonesia e Malesia. Il Wwf ha stimato che 12 milioni di ettari, una superficie impressionante, quasi metà dell’Italia, vengono destinati alla coltivazione della palma da olio, con la conseguente distruzione di ampie zone di foresta tropicale.

Dall’inizio del 2016 molte aziende italiane hanno rinunciato all’impiego dell’olio di palma nei loro prodotti.

Olio di palma e burro: quale fa più male?

L’Istituto superiore di sanità ha precisato nel febbraio scorso che il 50% circa dell’olio di palma è composto da acidi grassi saturi, una percentuale simile al burro. Eccedere con questi grassi è pericoloso per il cuore.

Le percentuali in altri oli sono molto inferiori (quello di oliva arriva al massimo al 26%), la raccomandazione dei nutrizionisti è di non superare il 10% delle calorie giornaliere assumendo acidi grassi saturi, e già con carni e formaggi è facile andare oltre questa quota.

Con l’olio di palma aumenta il colesterolo?

Se ci atteniamo a una ricerca del 2014 svolta dall’Istituto Mario Negri l’eventualità sembra esclusa, la coordinatrice Elena Fattori, presente all’incontro organizzato da Ferrero, sostiene di non aver riscontrato rischi particolari collegati all’olio di palma rispetto ad altri olii vegetali.

L’olio di palma è cancerogeno?

Uno studio dell’Efsa reso pubblico a marzo 2016 ha rilevato alcune molecole dal potenziale cancerogeno nell’olio di palma, considerevolmente superiori a quelle presenti negli altri olii vegetali.

Le grandi accusate sono tre sostanze generate durante il processo di raffinazione, nel momento in cui vengono superati i 200 gradi di temperatura. L’Efsa ha comunque precisato che consumiamo dosi quotidiane di olio di palma inferiori alla soglia di rischio.

Stefania Ruggeri, altra ricercatrice presente all’incontro organizzato da Ferrero, ha spiegato che spremere a freddo l’olio di palma ha un costo molto superiore.

[Crediti | Link: Ansa, Dissapore, Facebook]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

28 Ottobre 2016

commenti (69)

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  1. Avatar Antonio ha detto:

    Tutto giusto e tutto bello… quindi almeno nei vostri articoli (vedi quello di ieri sui cioccolatini) smettetela di perorare le fandonie anti olio di palma!

    Anche voi siete responsabili della campagna di odio verso l’olio di palma.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      E pensare che abbiam cercato di essere imparziali…Ciao e grazie.

  2. Avatar Paolo Parma ha detto:

    Io pongo solo una domanda: perché viene utilizzato questo grasso al posto di altri?

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Paolo, bella domanda. Certo, il costo sarà minore ma non per questo pare sia peggio di tanti altri grassi vegetali utilizzati nell’industria. Ciao, grazie del commento.

    2. Per 3 motivi fondamentalmente:
      -insapore e incolore (dopo opportuno trattamento)
      -elevata resistenza all’irrancidamento
      -costo

    3. Avatar Orval87 ha detto:

      A Mattia Colombo: quindi la Nutella di 50 anni fa aveva un sapore peggiore e irrancidiva?
      Quindi Novi, Caffarel, Castagna, Amedei, ecc. fanno prodotti dal gusto alterato (no, perchè non usano grassi vegetali extra, basta il burro di cacao che Nutella non usa e basta il grasso della generosa percentuale di nocciole utilizzate) e che irrancidiscono? Strano, non mi è mai capitato finora.
      L’unica risposta vera è nei costi, è sempre e solo questione di costi.

    4. Orval se vuoi vedere a un palmo dal naso la risposta è sì altrimenti se ragioniamo in ottica impenditoriale ti propongo questo ragionamento.
      Appurato che salutisticamente tra burro e olio di palma non esce nessuno vincitore, tu azienda cosa sceglieresti quando hai un grasso che strutturalmente è uguale al burro, non ha sapore quindi maggior controllo del gusto finale, costa molto meno e infine garantisce una conservabilità del prodotto migliore?
      A me la risposta sembra ovvia.
      P.S. fortunatamente sono troppo giovane per ricordare la nutella del ’64 ma non ho trovato da nessuna parte che inizialmente utilizzavano il burro. Che si usasse da subito olio di palma è molto probabilmente vero visto che la sua diffusione è avvenuta proprio nel XX secolo.

    5. Avatar Paolo Parma ha detto:

      Risposta esatta! Allegria!

    6. Avatar Claudio Pistocchi ha detto:

      Mattia Colombo, usavano le nocciole e l’olio di nocciole… ma siccome costano troppo per mero profitto si è scelto l’olio di palma… il burro non c’entra nulla con la Nutella.
      Che se va bene che è lecito che ogni produttore ci guadagni il più possibile deve anche andare bene che i consumatori facciano notare che la qualità è quella che è… quindi si torna al punto di partenza, quell’olio viene scelto solo perchè costa nulla…

    7. Beh mi sembra più che giusto tale scelta per il target di clienti a cui Ferrero si rivolge.

    8. Avatar Alessandro ha detto:

      Il burro di cacao (non parlate di burro, non c’entra niente) costa molto più dell’olio di palma e ha una vita inferiore.
      Ecco l’unica ragione per cui la Ferrero lo usa.
      Chi ha provato una crema di nocciole vera, sa la differenza. Ma se è un consumatore medio, preferirà comunque la Nutella: oleosa, dolce, appiccicosa.
      Ma non è che il burro di cacao sia un toccasana.

      D’altra parte è molto delicata la questione, ed è anche economica: i consumi di massa sono molto più attaccabili, pubblicamente, di quelli èlitari. La ragione credo sia che ormai siamo tutti coscienti che l’industria offre cibo “per tutti” e quindi la qualità non può che essere inferiore.

      Il problema è che questa inferiorità qualitativa, a ben vedere, spesso nuoce alla salute, più che per gli ingredienti in sè, per l’abuso.
      Questa cosa è socialmente tragica, perchè ci sono milioni di dipendenti dall’industria dolciaria “di bassa qualità” nel mondo. Semplicemente perchè costa poco.

      Nell’articolo si parla di medici che consigliano un consumo moderato, ma non diciamo fesserie: quanti dipendenti cronici ci sono di Nutella (chili a settimana, credetemi) a 7€/kg e quanti di Creme di nocciola da pasticceria da 35€/kg?
      Basta una tabellina con i nutrienti per far capire a un consumatore medio e povero che già un cucchiaino al giorno è troppo?

      Il problema, ripeto secondo me socialmente tragico, è che industrie come Ferrero, mantenendo una qualità opinabile e non facendo alcuna comunicazione per limitare l’abuso (ovviamente…) creano milioni di (poveri) drogati. Mentre chi può permetterselo mangia altro.

  3. Avatar luca63 ha detto:

    Io credo che,come tutti gli oli vegetali ,ci siano dei pro e dei contro. E ovviamente dipende moltissimo anche dalla qualita’ degli stessi.
    Le sponsorizzazioni e le demonizzazioni fanno parte del business.Semplicemente,secondo me,sarebbe bene consumare prodotti industriali il meno possibile.
    Questo (per me)vale ad esempio per dolciari,succhi di frutta,spremute.
    Surgelati e cibi in scatola non li prendo neanche in considerazione,con scarsissime eccezioni.
    Infatti possiamo porci degli interrogativi anche sulla farina ,le uova e il burro che usiamo per fare dei dolci,lo zucchero per fare delle marmellate,la frutta delle stesse o delle spremute.
    Ma resto comunque dell’avviso che siano migliori dei prodotti che utilizzera’ l’industria.Per non parlare dell’elenco enciclopedico degli additivi,conservanti ecc…ecc….che fanno da corollario agli ingredienti di cui sopra (quando ci sono…)

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Concordo su tutta la linea. Sul prodotto “fresco” abbiamo un minimo di controllo (per quanto anche lì frodi e abusi non siano sconosciuti, immagino..)
      Ciao 🙂

  4. Sorpresa? Tutto questo si sapeva da anni però a qualcuno evidentemente faceva comodo ignorare e creare tutto il teatrino mediatico che è sfociato in questa folle crociata contro l’olio di palma.

    1. Direi più voglia di apparire diversi/etici/espertoni che “complottesca”. Ciao, bell’articolo comunque.

  5. Avatar Claudio Pistocchi ha detto:

    Forse, dico forse, se la moderna industria alimentare non avesse abusato di questo grasso infilandolo praticamente in ogni prodotto di panificazione, pasticceria, biscotteria, gelateria…
    Forse allora non sarebbe stato demonizzato come lo è stato.
    Che Ferrero difenda i suoi interessi è normale e sacrosanto, ma perchè non ci spiega anche per quale motivo ha rimpiazzato le nocciole che usava quando ero bambino io con l’olio di palma?
    Il fatto che il sapore sia rimasto quasi uguale non giustifica mica la sottrazione di nocciole a favore dell’olio miracoloso o no? O dire che costa meno, ma parecchio meno, non è bello? Il profitto non è un demone, se non danneggi il prossimo…
    E poi… questo affannarsi a rifare verginità ad un prodotto che, finalmente, è stato ridimensionato? Tutti bramosi di giustizia tardiva o semplicemente interessati?
    L’EFSA dice che ad alte temperature (e 200 gradi non sono affatto un alta temperatura se sei un biscotto o una merendina o fetta biscottata/cracker che vola veloce in un forno industriale eh) sviluppa cancerogeni… ebbene, dove e a che temperature pensate vengano cotti tutti quei prodotti?
    Ma, cosa ben più importante, dal momento che quel grasso ERA praticamente ovunque, non credete che un accumulo fosse praticamente sicuro specie in coloro che come i bambini (per colpa dei genitori, ovviamente) consumavano quei prodotti? E un bambino mi dicono abbia una soglia 10 volte inferiore ad un adulto… o sono fesserie?

    Onestamente non è da demonizzare, ma fa sorridere (parecchio) vedere come adesso tutti si affannino a dire che non lo usano più… Ma lo usavano a mani basse, eccome se lo usavano, e lo hanno scritto solo a dicembre scorso quando la LEGGE ha imposto loro di specificare cosa fossero i generici “grassi vegetali” in etichetta… strano no?
    E allora perchè questo clamore adesso? Mica è stato vietato il suo utilizzo no?
    Si è solo preso atto che c’è di meglio… poi lo usino pure se vogliono, ma rimane una grande vittoria aver dato potere di scelta alla gente. Si poteva fare meglio? Ovvio che si, ma io mi accontento e meglio di prima mi pare di sicuro…
    Detto da uno che merendine e biscotti ne compra pochissimi, ma che avendo una bimba di 5 anni sa benissimo cosa mangiano la maggioranza dei suoi amichetti…

    1. Avatar Paolo Parma ha detto:

      Parole equilibrate, ancora più importanti perché scritte da lei. Non è una questione di demonizzare, ma nell’avere libertà di scelta, se voglio stopparmi le vene con un grasso saturo, potrò farlo con un bel frollino al burro? Almeno avrà un sapore delizioso. L’inganno nasce dall’utilizzo massivo del grasso tropicale e dalla mancata indicazione negli ingredienti, addirittura alcune aziende con immagine salutista, evidenziavano “senza burro, uova, latte”, ma pieni di grassi saturi. L’industria io la demonizzo quando per guadagnare sempre di più , riempie i prodotti di schifezze, la crema Novi non è artigianale, ma sicuramente non contiene schifi vari….

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Claudio, quello che volevamo evidenziare è che l’olio di palma è stato oggetto di critiche non sempre fondate. L’industria, per sostituire l’olio di palma, la cui colpa principale è di essere ricco di grassi saturi come il burro, può utilizzare anche altri oli, ma non sono solidi a temperatura ambiente, come l’olio di soia o di girasole, e quindi devono subire un processo di idrogenazione per essere resi tali. Processo che non è affatto salubre. Eppure non è stata mai fatta una campagna contro l’olio di soia o di girasole idrogenati pari a quella dell’olio di palma? Perché ? Qual è il reale motivo per cui solo l’olio di palma è stato preso di mira? Certo che in grandi quantità non fa bene, come tutto, certo che l’olio extravergine di oliva è più sano, ma tutti gli altri oli più o meno lo equivalgono. Era solo questo il nocciolo del discorso. La Nutella è stata presa di mira praticamente per l’utilizzo di un grasso al pari di tanti altri -eccetto sempre l’olio evo-. Riportare un po’ di chiarezza non è stata una cattiva idea, nonostante gli interessi di parte. Ciao e grazie del commento.

    3. Claudio, non sono informato sul cambiamento delle quantità di nocciole nella nutella ma non ci vedo molto il nesso con l’olio di palma ma a parte questo il resto del tuo commento non lo condivido.
      I prodotti da forno vengono cotti a temperature intorno ai 200 gradi è vero ma un conto è la temperatura di cottura e un altro è la temperatura effettiva che raggiunge il prodotto; sicuramente molto lontana dai 200 altrimenti venderebbero carbone e non biscotti.
      Non c’è di meglio in senso assoluto, ci sono delle alternative. Tipo il burro che di composizione è molto simile al palma ma non ha le caratteristiche di conservabilità di quest’ultimo (giusto per farti un esempio).
      Il sovradosaggio di grassi per un bambino non è certo colpa dell’olio di palma ma di genitori irresponsabili, sarebbe lo stesso se avessero usato burro o margarine e il fatto che contenga molecole classificate potenzialmente cangerogene non fa differenza anche perchè praticamente tutti i vegetali ne contengono eppure nessuno si è mai sognato di eliminarli. E’ un discorso di rischio/beneficio ben più ampio.
      L’obbligo di legge di dichiarare il tipo di grasso utilizzato è si di dicembre ma 2014 con una legge del 2011.

    4. Avatar claudio pistocchi ha detto:

      Cinzia, l’articolo va benissimo, io mi preoccupo per quello che c’è dietro alla pressante campagna pro palma… tutta sponsorizzata dai suoi utilizzatori… non ci vuole troppa fantasia per immaginare il perché.
      Il motivo è solo economico, della salute dei consumatori frega nulla a nessuno, purtroppo.

    5. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Amara constatazione….Però gli studiosi intervenuti provengono comunque da enti affidabili, tipo l’Istituto Mario Negri. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. Ciao 🙂

    6. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Beh, allora abbiamo la consolante rassicurazione che tra 50 anni sapremo la verità;-) Orval, è sempre tutto da pesare, certo, proprio per questo l’eccessiva demonizzazione non era corretta, così’ come anche, ovviamente, l’esagerata esaltazione…

    7. Avatar Claudio Pistocchi ha detto:

      Mattia Colombo, scusa ma davvero non è con i giri di parole che si rende giustizia a nessuno…
      La Ferrero è scesa in campo per difendere l’olio di palma poichè ne fa un massiccio uso e al contrario degli altri è per lei impossibile sostituirlo se vuol mantenere l’attuale segmento di mercato (prezzo). Di per se non ci vedo nulla di male, ma la parata di “scienziati” scesa in campo puzza di prezzolato mica poco… anche perchè l’EFSA mi pare ben più titolato di loro…
      Ma non è la Nutella il problema, specie perchè lo usano crudo. Fermo restando quanto detto prima.
      IL problema è il massivo utilizzo di questo miracoloso grasso fatto in passato, quando il passato è ieri eh…
      La Legge del 2011 è stata disattesa (la Legge lo ha consentito) fino all’ultimo giorno esatto oltre il quale non era più lecito non specificare il tipo di grassi vegetali usati. Tutta la malafede dei vari produttori è immediatamente venuta a galla il momento in cui, obbligati a farlo, hanno TUTTI dovuto ammettere che usavano quell’olio…
      La mia domanda è talmente semplice da apparire ingenua… se come sostengono l’olio di palma è tutto questo portento che vogliono farci credere… perchè ne hanno OCCULTATO l’utilizzo fino alla fine??? Tutto legale eh, ma da un azienda che si vuol porre sul mercato con ETICA ci si attende di meglio.
      O il profitto viene prima?
      La risposta è sotto agli occhi di chiunque la vuol vedere.
      L’EFSA ha il compito di legiferare sulla SICUREZZA ALIMENTARE, non sulla responsabilità dei genitori. Appurato che quel grasso era in ogni preparazione quali: Biscotti, merendine, crackers, prodotti da forno, gelati etc etc ha anche fatto capire che il sovradosaggio in un bambino diventa quasi scontato data l’errata abitudine al consumo elevato di quelle tipologie di prodotti durante la giornata.
      Utopia vorrebbe che fossero i genitori a fare fette di pane e marmellata al posto delle merendine, ma sappiamo tutti che questo non avviene, e siccome un organismo come quello SI DEVE preoccupare anche di questo, stabilito l’abuso di fatto nella presenza quasi universale, ha fatto benissimo a porre l’attenzione sui sui rischi.
      O era meglio lasciar fare profitto ai privati e poi magari fra venti anni iniziare a spendere soldi di pubblica sanità per riparare i danni?
      Il discorso è lungo e complesso ed implica anche aspetti molto poco etici e simpatici…
      E mi pare assai fuorviante insistere a dire che anche il burro, il vino, lo zucchero… tutto fa male se a dosi errate… il fatto certo è che nessun grasso era cosi onnipresente come quello.
      E questo è un dato certo.
      Non mi scandalizzo che provino a difenderlo nè a salvare la faccia, ma non aspettatevi che smetteremo di difendere le nostre convinzioni.

    8. Avatar Roberto La Pira ha detto:

      Non voglio entrare in polemica sarebbe però corretto nei confronti dei suoi lettori ricordare che il parere di Elena Fattore del Mario Negri, che al convegno ha riportato gli studi di duee anni fa sul palma finanziati anche da Ferrero, dove si salvano i grassi saturi del palma, è in contrasto con i pareri espressi da cinque istituti nazionali e internazionali. Stiamo parlando del dossier pubblicato dall’Agenzia francese per la sicurezza alimentare (Anses) nel 2011 su acidi grassi e palma, dal Consiglio Superiore della Sanità in Belgio nel novembre 2013 (“La problématique des acides gras saturés athérogènes et de l’huile de palme” – Il problema degli acidi grassi saturi aterogeni e dell’olio di palma). C’è anche il documento del 2016 firmato dall’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente (RIVM), il parere dell’Istituto superiore di sanità del febbraio 2016 e infine quello dell’Efsa del 2016.
      Roberto La Pira ( ilfattoalimentare.it)

    9. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Grazie Roberto per le precisazioni. Nel post abbiamo però riportato quanto emerso dal convegno – questo era l’oggetto del post – non tutti i pareri e gli studi, di varie parti, in relazione all’olio di palma usciti negli ultimi anni. Anche perché probabilmente a tanti studi in cui l’olio viene considerato nocivo, potremmo probabilmente contrapporne altrettanti di orientamento opposto o comunque facenti riferimento alle quantità ingerite e non solo alla sua composizione. Grazie comunque per il contributo.

    10. Allora…
      Appurato che un eccesso di grassi saturi fa male.
      Appurato che la composizione di burro e olio di palma è molto simile come percentuali di saturi.
      E’ una scusa additare quel grasso o l’altro come colpa di tutti i mali invece di consapevolizzarci e scegliere un alimentazione migliore.
      Dopotutto è solo la storia che si ripete, campagne pro burro (che lubrifica il sangue) poi burro demonizzato quindi l’industria si è buttata sui grassi vegetali. Guardacaso il migliore allo scopo è l’olio di palma ma non si è risolto il problema dell’abuso di grassi saturi ovviamente.
      Alternative al palma?
      Burro di cacao che ha un costo improponibile per la grande distribuzione.
      Grassi idrogenati che questi si sono cangerogeni.
      Margarine quindi oli con emulsionanti per renderli solidi (tipicamente girasole o mais) alternativa abbastanza valida.
      Burro che ha problemi di conservabilità (e di gusto per alcune prodotti) ma con un paio di conservanti lo si può usare tranquillamente.
      E la questione delle temperature elevate non è all’utilizzo ma nella raffinazione.
      Comunque vi consiglio un ripassino su cosa è un trigliceride e la sua classificazione in saturo, monoinsaturo e poliinsaturo.

    11. Dato che sostanzialmente il primo motivo per il quale si usa l’olio di palma è di natura economica, qualcuno mi vuol dire perché il risparmio dell’industriale non si traduce in un ribasso del prezzo? Avvelenarci più di prima allo stesso prezzo? No, grazie.

  6. Avatar marco ha detto:

    in fondo basta dare alle cose il nome corretto, quindi nutella da quello che ho capito è oggi sinonimo di crema a base di olio di palma aromatizzato al cacao e nocciole. che non farà male a livello medico, ma personalmente credo che i prodotti di eccellenza siano altro, con altro costo per le materie prime. ed altro prezzo di vendita ovviamente, poi ciascuno scelga com’è giusto che sia, basta essere informati.

  7. Avatar grendizer70 ha detto:

    Questo articolo in realtà fa molti passi indietro . Che ci sia la Ferrero a sponsorizzare questo convegno mi sembra un chiaro dato di parzialità visto che ne usa in abbondanza dato il basso costo e la resa. Circa la dannosità ( direi acquisita) per il danno ambientale della coltivazione mi sembra superfluo scrivere. Per quanto riguarda invece la certificazione di prodotto ecosostenibile e la pericolosità per la salute, soprattutto in giovane età, basta andare a rivedersi qualche puntata di report e, se non ricordo male, presa diretta

    1. Avatar grammarnazi ha detto:

      Non ti lasciar ammaliare da Report. Hanno degli autori bravissimi, un montaggio impressionante, ma l’onestà intellettuale non è il loro forte.
      Non fanno indagini: si limitano a supportare tesi che esaltano l’uomo medio e lo portano a scandalizzarsi. Lo dico perché quando hanno trattato argomenti sui quali avevo un po’ di competenza ho notato parecchi scivoloni. E non piccolezze, dettagli: proprio errori di concetto, ma necessari per sostenere le loro tesi.

    2. Avatar luca63 ha detto:

      @grammar e’ la tattica che usano tutte le trasmissioni di questo genere.Ho visto come lavorano quelli di presa diretta.
      Gli vanno fatte grosse tare,sempre meglio usare il buonsenso ,ascoltare piu’ punti di vista e poi farsi un’idea di testa propria.

  8. Avatar Mauro ha detto:

    Questa mi piace, leggete con attenzione cosa fa quest’associazione, cito dall’articolo

    “…POIG (Palm Oil Innovations Group), che intende spezzare il legame tra la produzione dell’olio di palma e la deforestazione, l’accaparramento delle terre e la negazione dei diritti di lavoratori.”

    Se i risultati ottenuti sono stati questi, possiamo essere tranquilli.
    La realtà è che la deforestazione massiccia è giù avvenuta e purtroppo continua, magari ad opera di altre sigle, poi la continua domanda, anche dei “buoni”, non fa che alimentarla.

  9. Avatar MAurizio ha detto:

    Gerry Scotti sulla questione ironizza da giorni: “Siamo l’unico quiz televisivo senza olio di palma”
    La questione non è in assoluto se l’olio di palma “faccia male” (che come dicevano gli antichi saggi e’ sempre la “dose a fare il veleno”) ma con che cosa sostituisco l’olio di palma, dimostrando di usare un prodotto che “faccia meno male”.
    Che poi questa politica possa fare “molto male” a chi nel terzo mondo produceva olio di palma e’ sicuro. Magari gli oranghi potrebbero inizialmente ringraziare, ma se per sopravvivere poi parte la caccia all’orango …

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Infatti è sempre una questione di misura, come in tutto. Ciao Maurizio, grazie.

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      L’ho sentito…non mi stupirebbe che qualcuno gli abbia detto di fare il simpatico ogni sera.

    3. Avatar Claudio Pistocchi ha detto:

      IO dico che possono ricominciare ad usarlo da quando vogliono, adesso che un po’ più ne sappiamo saremo in grado di scegliere…
      La verità è che non hanno smesso di usarlo perchè fa male, ma solo perchè tanta gente ha iniziato a pensare che potrebbe far male e le merci che ne contenevano restavano sugli scaffali…
      Per me resta una grande vittoria dei Consumatori ed una grande sconfitta del fare profitto a etica zero.
      Ma magari sono solo un sognatore eh…
      Che in Africa, Asia e cosi via avranno problemi di lavoro perchè ne useremo meno non spendo commenti, mi preoccupa molto di più la salute di mia figlia che non l’occupazione di qualche parte di mondo, e non mi sento razzista per questo 😉

    4. Avatar MAurizio ha detto:

      Claudio. Uno dei motivi “scientifici” per demonizzare l’olio di palma e’ che le colture intensive compromettono flora e fauna locale (oranghi compresi). Ma se NON coltivano piu’ le palme cosa coltiveranno “invece” ?
      Giusto preoccuparsi della nostra salute (per quanto basterebbe scegliere oculatamente cosa consumare e a chi farlo consumare) ma se questa campagna determina poi uno stravolgimento delle economie locali, con annessi e connessi in termini di occupazione che da quelle parti vuol dire sopravvivenza, bisognera’ pur tenerne conto. O dopo si piangono le lacrime di coccodrillo ?

    5. Avatar claudio pistocchi ha detto:

      Maurizio, onestamente delle implicazioni di chi lo produce non è che freghi molto… o dovremmo continuare a usarlo per garantire loro il lavoro?
      Se ritieni non sia sano non lo usi e non compri prodotti che ne contengano, se lo vuoi usare o acquistare resta in libera vendita

    6. Avatar MAurizio ha detto:

      Claudio. Magari a te puo’ anche non fregarne niente. Forse a chi basava la propria economia domestica (e “magari” la sopravvivenza familiare) sulla produzione dell’olio di palma frega un filino di piu’.
      Punti di vista, come sempre.
      Magari tra qualche anno i fautori dell’attuale crociata, valutandone tutte le conseguenze e le implicazioni, faranno marcia indietro e si pentiranno, ma tanto chi se ne frega.

    7. Avatar Orval87 ha detto:

      Maurizio, la maggior parte dell’olio di palma prodotto è nelle mani di multinazionali, che pagano gli operai uno sputo e un tozzo di pane.
      Tu dirai forse “ora non prenderanno manco quello sputo”, ma vedrai che gli troveranno un nuovo lavoro sottopagato, le multinazionali non si fermano.

    8. Avatar Claudio Pistocchi ha detto:

      Davvero tu consumeresti un prodotto che ritieni dannoso (a torto o a ragione) solo per mantenere l’occupazione di chi lo produce?
      O sei un marziano tu o lo sono io…

    9. Avatar Claudio Ramoni ha detto:

      Cinzia Alfe’, al netto del dramma inequivocabile della deforestazione incontrollata (12.mln di ettari!!!!!) e della certa fornazione di sottoprodotti cancerogeni del processo di raffinazione, se biologi nutrizionisti affermano che dei grassi assunti con la dieta quelli saturi devono essere al massimo il 10% del totale (e concordo, sono biologo) e se lei continua a sostenere la giusta tesi che se assunti con moderazione gli alimenti contenenti grassi saturi (come anche il burro) male non fanno (e con questo s’intende ineludibilmente che non causano danni alla salute, in particolare danni cardiovascolari), allora una corretta dieta (soprattutto in chi è in fase di crescita) determina il raggiungimento del famoso 10% di grassi saturi da assumerzi giornalmente solo assumendo carne (anche bianca) e latticini. Va da sé che se questa è la sua (giusta) tesi automaticamente andrebbero eliminati dalla dieta tutti i restanti alimenti ricchi di grassi saturi, soprattutto se non indispensabili per il corretto apporto fisiologico di proteine, grassi e carboidrati, oltre a vitamine, sali minerali e svariati altri micronutrienti. La crema spalmabile della Ferrero, quindi, secondo questo corretto metro di valutazione nutrizionale sarebbe la prima da sacrificare. E per me le assicuro sarà un enorme sacrificio!
      Cordiali saluti

    10. Avatar MAurizio ha detto:

      Claudio. Quotidianamente consumiamo prodotti potenzialmente dannosi.
      Dagli insaccati, alle carni rosse, dagli alcolici agli altri tipi di grassi saturi, dalle proteine (in eccesso) agli zuccheri (in eccesso) ai grassi saturi (tutti – in eccesso). Per non parlare di eccipienti, coloranti, conservanti.
      Anche la banale acqua di sorgente, assunta in eccesso, ti fa morire (affogato, ma non solo).
      Un conto e’ scegliere e limitare i consumi potenzialmente a rischio (soprattutto NON sostituendoli con prodotti altrettanto potenzialmente a rischio) un altro e’ demonizzare UN determinato ingrediente portando a una forma di “isteria” collettiva che puo’ sconvolgere le economie di intere aree. E questo solo perche’ un gruppo di occidentali ha deciso “che quel determinato prodotto fa male” (e solo QUEL prodotto, non le sue alternative o succedanei) ragionando in termini se non isterici, abbastanza poco scientifici.
      Poi e’ ovvio che ciascuno per se e per i figli decide secondo la propria coscienza. Ma dovrebbe farlo “coscientemente” di cio’ che tali decisioni possono avere, anche su scala planetaria.

  10. Avatar Toni ha detto:

    Nutella non dovrebbe finanziare questi meeting perché tutto fa supporre ad un convegno a favore. Che non sia accertato faccia male non vuol dire che l’olio di palma faccia bene (lo vedremo tra qualche anno tra diabetici e cardiopatici). Il corpo umano lo riproduce (endogeno), ma come il colesterolo (cellule, cervello etc) è autoregolato ed ha una sua funzione ben precisa come quantità, oltre diventa patologico (vedi come il colesterolo alto porta colesterolemia). Poi, il rapporto più pericoloso lo hanno i bambini (quantità/peso) perché ovunque c’è olio di palma su tutto ciò che i bambini mangiano e da qui scatta l’allarme (MacDonald, merendine, Nutella (con oltre il 40% del totale), cracker, patatine, liquirizia etc etc.) non mi si venga a dire che la carne tutti i giorni faccia bene (colesterolo) eppure è un grasso che viene prodotto dal corpo paritetico al palmitico!!! Tutto è veleno nulla è veleno, solo la dose fa in modo che non faccia effetto! (Paracelso)