di Nunzia Clemente 29 Marzo 2016
Cruciani, vegani

C’è una radio spazzatura fatta di risse verbali e insulti, di ti piscio in testa. Una radio che disturba, mette ansia, è antiestetica. Avete riconosciuto nella breve descrizione la radio che fa Giuseppe Cruciani? Non siete i soli.

Ma questo cosa c’entra con il presidio sotto la sede di Radio 24 del gruppo di animalisti vegani che si sono sentiti presi di mira durante le sue trasmissioni? Cosa c’entra con l’evidente intenzione di picchiare il conduttore de La Zanzara, costretto a scappare dopo essersi presentato con un salame in mano?

E cosa c’entrano le minacce e gli insulti rivolti allo scrittore Camillo Langone sul suo profilo Facebook per essersi opposto alle opinioni vegetariane di Giulia Innocenzi nella trasmissione Fuori Onda, trasmessa da La 7 la sera di Pasqua? (La puntata più vista della stagione con 834.000 telespettatori, 3,94% di share).

O per tornare a qualche giorno fa, cosa c’entra il picchetto di malintenzionati pseudo-animalisti che gridava fuori dal locale milanese di Carlo Cracco Questo è un ristorante di merda oppure Cracco è un assassino perché cucina gli animali, dopo che lo chef aveva preparato un piatto a base di piccione a Masterchef?

E cosa pensano di questi Nazivegani persone Umberto Veronesi, Jovanotti, il rugbista Mirko Bergamasco, Serena Williams, Paul McCartney o Prince, tutti vegetariani o vegani convinti?

Cosa pensano di chi, anche in nome e per conto della loro stessa causa, pratica estremismo sguaiato e minaccia violenza fisica?

Una cosa è la scelta vegana, altro è, sebbene provocati da un fanfarone, brandirla come un’arma pretendendo che il mondo intero la condivida. O che capisca, specie di questi tempi, un altro fanatismo.

Il suggerimento di mangiare cibo vero, non troppo, per lo più vegetale (à la Michael Pollan) è pieno di buon senso e messo in pratica perfino da carnaioli assidui come noi di Dissapore.

I 4,5 milioni di italiani che non mangiano più carne per rispetto verso gli animali o per ragioni di salute, che frequentato le notti vegan o i ristoranti vegetariani, se propio devono fare proselitismo, usino questi argomenti per convincere le tante persone, al mondo, che vegetariane e vegane non sono.

Per fortuna diventarlo è ancora una scelta, rispettabile, ma sempre una scelta. Non c’è aggressività, questa sì bestiale, che possa renderla obbligatoria.  

Cosa ne pensano vegetariani e vegani pieni di buone intenzioni e che non fanno della loro scelta una ragione di disprezzo verso gli altri? Si sentono rappresentati da questi animalisti bellicosi come bestie?

[Crediti | Link: La 7, Facebook, Giornalettismo, Dissapore]