di Nunzia Clemente 24 Agosto 2016
zucchero, soda

“Se ci fossero mele, mangerebbero mele!” Così  affermava sicuro Jamie Oliver, lo scanzonato cuoco inglese con una trentina di ristoranti sparsi in tutto il mondo, riguardo alla pessima abitudine degli inglesi, in età adolescenziale e non, di ingozzarsi a dismisura di merendine, bevande, snack e ogni altro genere di schifezze a elevato tasso glicemico (abitudine peraltro allegramente condivisa con molti altri Paesi industrializzati), con immancabile ricaduta sulla salute pubblica e inevitabili costi per la sanità statale.

Purtroppo, però, finché le mele non ci sono, o per meglio dire, finché saranno affiancate da merendine e bevande zuccherine, per gli inglesi potranno marcire dentro il contenitore della frutta, mentre loro continueranno imperterriti a sgranocchiare morbide caramelle o fragranti biscottini da tè.

E se di fronte alla gola e alla lussuria da dolci nessun potere sembrano avere tasse e balzelli, ecco allora il governo inglese interviene con una scelta radicale: tagliare del 20% gli zuccheri in una serie di alimenti, al ritmo del 5% ogni anno per quattro anni, per raggiungere l’obiettivo nel 2020.

Gli alimenti che il Ministero della Salute inglese ha inserito nella blacklist sono 9, e comprendono prodotti di largo consumo quali cereali confezionati da colazione, yogurt, biscotti, torte, caramelle, dolci, gelati e creme spalmabili (anche salate) tutti cibi addizionati con zucchero per renderne il sapore gradevole e invitante.

E per rendere la sua azione più incisiva, il governo inglese ha anche promesso controlli periodici semestrali, per monitorare le aziende fino a oggi incuranti dei ripetuti appelli a una maggiore attenzione verso l’eccesso di zuccheri nei prodotti industriali.

Un fenomeno che, ricordiamo, in Gran Bretagna ha assunto dimensioni preoccupanti, con 70,000 morti l’anno per patologie legate a una scorretta alimentazione e una altrettanto preoccupante percentuale di obesità infantile.

Obiettivo della nuova disposizione è ridurre sensibilmente le patologie legate a una scorretta alimentazione, con inevitabili benefici sulla salute pubblica e sui conti statali.

E chissà che gli inglesi non comincino a preferire, per i loro snack, delle dolci e succose mele, piuttosto che delle anonime merendine di anno in anno –è il caso di dirlo–  sempre più scipite ed insapori.

[Crediti | Link: Dissapore, Grub Street]