di Nunzia Clemente 10 Settembre 2016

Tra tutti i cibi “miracolosi” che si sono diffusi negli ultimi anni, in Italia come nel resto del mondo, sicuramente le bacche di goji meritano il posto d’onore.

Assieme ad alcuni altri alimenti, sono state infatti inserite tra i cosiddetti super-food, cibi estremamente salutari e ricchi di elementi nutritivi particolarmente benefici per l’organismo umano.

Per quanto proprio di recente queste proprietà siano state ridimensionate da uno studio riportato dal quotidiano The Guardian sulla base dei dati forniti forniti dalla British Dietitians Association (BDA), le bacche rimangono un piccolo scrigno di elementi salutari, ricche  come sono di nutrienti quali ad esempio la vitamina C ed E, i  numerosi minerali quali rame, ferro e fosforo, nonché una buona dose di proteine e acidi grassi omega-3.

Vale a dire che non saranno forse un “super-food” in odore di santità, ma di certo il loro consumo può essere utile al nostro organismo.

Ricavate dalla pianta di Lycium Barbaricum, detta anche pianta della giovinezza, e particolarmente coltivate  in Cina, Tibet e regioni limitrofe, il loro consumo si è progressivamente diffuso ovunque, e in modo così capillare che proprio nel nostro Paese si trova oggi la più grande piantagione di bacche di tutta Europa, nata  grazie al progetto “Gojiitaliano“, messo a  punto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Salerno e quella di Reggio Calabria.

Grazie a questo progetto, nel Sud Italia, in particolar modo in Calabria, verranno coltivate bacche di gojii completamente biologiche, in seguito commercializzate da Lykion, una rete di trenta imprese dislocate in Sicilia, Calabria e Basilicata, che si occuperà dell’assistenza tecnica nonché del marketing e della promozione.

L’area dedicata alla coltivazione delle bacche “miracolose” ha un’ampiezza di 15 ettari e presenta la particolarità di godere del favorevole clima mediterraneo, clima che permette alle preziose bacche di essere coltivate per ben sei mesi di seguito, con una crescita che va da una decina di centimetri a giugno agli oltre due metri di settembre.

Inoltre, le bacche italiane avranno il pregio di sottostare alle normative europee in tema di coltivazione e conservazione, più stringenti rispetto a quelle medio orientali da cui, attualmente, la maggior parte delle bacche proviene, garantendo quindi una maggiore salubrità del prodotto.

Commercialmente, le bacche di goji rappresentano un settore proficuo e in costante crescita.

Ad  un investimento di 30.000 euro per ettaro necessario alla coltivazione, corrisponde infatti un prezzo di vendita al consumatore di circa 20 euro al chilo, mentre una vaschetta di due etti viene poi venduta al dettaglio a poco meno di 5 euro.

Uno dei canali maggiormente diffusi per la vendita delle bacche di goji risulta curiosamente essere il web, dove non mancano siti specializzati nelle vendita on line di prodotti ortofrutticoli quali Fruttaweb, partner  del progetto stesso, ma possono anche essere reperite in  qualunque supermercato ben fornito.

Da oggi, quindi, potremo assaporare le bacche di goji e godere dei loro benefici anche in versione  completamente biologica e soprattutto 100% made in Italyun ulteriore elemento a favore delle bacche miracolose.

[Crediti | Link: Dissapore, Wired]