di Nunzia Clemente 1 Settembre 2016

I super-food non esistono. Fatevene una ragione.

Inutile che stiate lì a ingozzarvi di cavolo lesso o barbabietole crude mentre davanti a voi familiari impietosi quanto noncuranti delle proprie coronarie si strafogano di lasagne al ragù e melanzane alla parmigiana. Tutto inutile. Vano.

Avete sofferto stoicamente per anni, ingollando col (falso) sorriso sulla bocca bacche di goji, semi di chia e cereali integrali che manco un pollo all’ingrasso e ora, dopo che già nel 2011 l’Agenzia Europea Sicurezza Alimentare (EFSA) aveva dato la prima botta all’attendibilità dei cosiddetti super cibi, ci si mette pure il quotidiano The Guardian che, con l’aiuto delle tabelle nutrizionali fornite dalla British Dietitians Association (BDA), assesta il colpo finale alle  convinzioni del 61% degli inglesi, nonché alle nostre, riguardo a questi fino a oggi sopravvalutati cibi.

La corsa verso questi super alimenti nel corso degli ultimi anni è stata tale che negli Stati Uniti l’indicazione ‘superfood‘ può addirittura essere riporta in etichetta, mentre nell’Unione Europea (per fortuna) occorre essere in possesso di dati inoppugnabili e scientificamente provati perché un cibo se ne possa fregiare.

Insomma, dopo aver smontato pezzo per pezzo l’attendibilità di miti gastronomici riguardanti per esempio il pesce, i carboidrati o frutta e verdura ora tocca ai super-food.

E quindi, niente più cavoli, niente più semi, niente più beveroni verdi privi di ogni sapore se non  quello del disgusto, ma soprattutto, niente più commedie: a voi, in realtà, i super-cibi facevano discretamente ribrezzo e ora che qualcuno ha provveduto a sbugiardarli potrete finalmente rimetterli lì da dove non avreste mai dovuto levarli: nell’angolo più sperduto della vostra mente (e della vostra credenza).

Cavolo riccio, o  “kale”

kale

In tutta la gustosissima famiglia dei cavoli (???), il cavolo riccio, o “kale” per gli intenditori, è considerato il migliore, in quanto ricco di vitamine, antiossidanti, ferro e fibre.

Ma non certo  in quantità maggiori rispetto ad altri alimenti: le carote, infatti, contengono ben più vitamina A del cavolo riccio, mentre  gli spinaci contengono molto più ferro e magnesio, e persino gli invisi cavoletti di Bruxelles hanno maggiori quantità di fibre.

D’ora in avanti, quindi, non mangerete più il cavolo riccio per le sue proprietà nutritive, ma solamente per il vostro piacere e il suo ottimo gusto.

Avocado

Avocado

L’avocado in questi anni è diventato ormai come il prezzemolo dei detti popolari, o anche come la rucola: lo si trova dappertutto, in insalate, sughi, salse e persino nei dolci. Il tutto grazie anche, oltre che al suo innegabile buon gusto e alla morbida consistenza, alle notevoli quantità di acidi grassi sani che contiene.

Ma che si possono riscontrare anche in pesce, olio extravergine di oliva e frutta secca, oltretutto con una minor apporto di calorie: infatti, in un solo avocado, sono contenute ben 240 calorie.

Come una barretta di Mars o un morbido croissant. Sicuri che non sia un cibo un po’ troppo “super”?

Melagrana

semi di melagrana

La melagrana, secondo alcuni studi, aiuterebbe a ridurre gli effetti del colesterolo cattivo e rallenterebbe l’avanzamento di alcuni tumori, quali ad esempio quello alla prostata, favorendo inoltre un miglioramento generale della circolazione.

Spesso consumata sotto forma di succo, la melagrana è salutare anche per le numerose fibre contenute, che però sono concentrate in massima parte sulle bucce dei singoli chicchi, che vengono invece invariabilmente gettate.

Gli antiossidanti presenti, inoltre, non sono i certo in misura maggiore rispetto a quelli contenuti in altra frutta e ortaggi.

Bacche di goji

Bacche di Goji

Di solito, le bacche di goji si trovano facilmente nei supermercati in bustine mono-dose e forma essiccata e sono molto apprezzate dagli sportivi per le indubbie qualità energetiche (226kcal/100grammi).

In realtà,  però non ci sono prove scientifiche che ne attestino reali maggiori benefici rispetto ad altri frutti, e oltretutto sono state effettuate solo ricerche sporadiche sulla loro eventuale utilità nella lotta ai tumori.

Ricerche comunque sempre eseguite in laboratorio ed esclusivamente su animali, oltretutto effettuate somministrando   quantità improponibili in una normale dieta alimentare.

Semi di chia

Semi di chia

Una pianta originaria delle Americhe, in particolare del Messico e del Guatemala, i cui semi contengono quantità molto elevate di omega-3, categoria di acidi grassi ritenuti estremamente salutari e benefici per il nostro organismo, in particolare per il cuore. Un etto di semi di chia ne contiene circa  17 grammi.

Una concentrazione molto alta che però non è completamente assimilabile dal nostro organismo. Gli omega-3 contenuti nei semi di chia sono infatti di tipologia diversa rispetto a quelli contenuti nel pesce, e mentre nel pesce riusciamo ad assimilarne  anche 2,3 grammi per etto, dai semi è possibile assimilare solo 1,8 grammi per etto.

Insomma, un bel branzino al forno sarà più salubre e più saporito di una triste manciata di semi.

Barbabietola

Barbabietole

La dolce barbabietola compare in molte preparazioni, ma è soprattutto il succo di barbabietola a essere consumato dai seguaci dei super-food per l’elevata concentrazione di nitrati, che avrebbero l’effetto di riequilibrare il livello della pressione sanguigna.

Purtroppo, però, se consumate in abbinamento con alcuni alimenti, come la carne, le barbabietole diventano estremamente dannose per l’organismo umano. Infatti, i nitrati, in abbinamento con la carne, si trasformano in nitrosammine, composti mutevoli che possono contribuire all’insorgere del cancro all’esofago.

Per questo motivo, si consiglia il consumo di massimo 2 barbabietole al giorno. E se avete bisogno di regolare la pressione, meglio un po’ di esercizio fisico.

Alghe

Insalata con alga hijiki

Da qualche tempo a questa parte, le alghe, il cui consumo è molto diffuso tra le popolazioni orientali, stanno riscuotendo successo e popolarità crescenti anche sulle tavole occidentali, grazie anche al loro significativo apporto di  vitamina B12, che permette a schiere di vegani e vegetariani di fare a meno della carne, in cui la vitamina Bd2 abbonda.

Depauperando lentamente ma inesorabilmente  tutti  i fondali marini.

Bacche di açai 

semi di acai

Queste bacche provenienti da una tipo di palma dell’Amazzonia, sono spesso consumate in aggiunta a yogurt, latte o muesli. I loro sostenitori ne vantano gli elevati quantitativi di vitamine A, B, C, E, sali minerali, grassi monoinsaturi e  ferro.

Ma ….ci credete  se vi diciamo che in realtà non esistono praticamente ricerche scientifiche che dimostrino inconfutabilmente la loro superiorità rispetto ad altri alimenti?

Ma allora, non è forse meglio affidarsi ai nostri soliti, tradizionali serbatoi di vitamine e sali minerali, cioè frutta e verdura?

Quinoa

quinoa

Dite la verità: anche voi avete ceduto al fascino della quinoa, decantata ovunque come uno dei cibi più salutari sulla faccia della terra.

In realtà, la quinoa non rientrerebbe tra i super-food, pur essendo ricca di aminoacidi, antiossidanti e di vitamina E. Dalla quinoa, inoltre, pur non essendo un cerale ma una pianta appartenente alla stessa famiglia degli spinaci, si ricava una farina priva di glutine e quindi adatta ai celiaci.

Purtroppo però il contributo calorico è elevatissimo, 100 gr di quinoa apportano la bellezza di circa 368 calorie. Quanto basta a farle preferire un buon piatto si spaghetti.

Mirtilli

Mirtilli

Tra gli alimenti da sempre sopravvalutati in relazione ai pretesi effetti benefici sul nostro organismo, troviamo gli onnipresenti mirtilli. E in effetti i mirtilli sono ricchi di antiocianine, di  antiossidanti e di vitamina A e C., ma non in percentuali significativamente maggiori rispetto ad altri frutti o alimenti.

Inoltre,  non sussiste alcuna certezza rispetto a una loro pretesa capacità di impedire l’insorgere di vari tipi di tumore.

Una dieta equilibrata, quindi, ci consentirà di fare il nostro pieno di elementi nutritivi preziosi anche senza rimpinzarci di mirtilli, il più delle volte ovviamente surgelati.

[Crediti | Link: Il Post, The Guardian]