di Nunzia Clemente 26 Novembre 2015
The Vegetarian Butcher

I macellai sono in crisi. No, non è solo il nostro ridotto potere d’acquisto. Fisco e burocrazia pesano, la concorrenza dei supermercati ancora di più, poi ci siamo noi consumatori, sempre più decisi a depennare le carni rosse dalla lista della spesa perché inadatta all’alimentazione moderna. L’OMS ha fatto il resto.

E come si reinventa una macelleria? Non nella vetrata fronte strada, non nel bancone retrò, non nella mannaia in bella vista – ma nei contenuti. Vende ancora carne, adesso però è vegetariana.

Chi segue Dissapore sa che avevamo già parlato di Herbivorous Butcher, l’insolita macelleria americana dei fratelli Walch dove si troveranno alimenti realizzati con materie prime al 100 per cento vegetali, che simulano il più possibile le fattezze, la consistenza e il gusto dei corrispettivi in carne.

Questa invece è la storia di una macelleria vegetariana su larga scala che arriva da The Hague, Olanda. Nome in codice, The Vegetarian Butcher.

the vegetarian butcher, nuovo negozio rendering

L’idea viene nel 2010 a un olandese visionario e determinato, Niko Kofferman, oggi il macellaio vegetariano vende le sue creazioni a 3000 negozi disseminati in 13 Paesi dalle tendenze veg più o meno accentuate.

Molti i prodotti: bocconcini di pollo, polpette, hamburger, noodle, wurstel, straccetti, crocchette, tutta carne rigorosamente finta.

E gli avventori? Anche gli onnivori sono accaniti compratori di carne vegetariana. Perché nel sapore e nella consistenza somiglia, sostiene Kofferman senza batter ciglio, alla carne tradizionale.

Ma di cosa è fatta questa carne vegetariana?

the vegetarian butcher, hamburger

Si parte dalla soia, dai fagioli, dai ceci e dai lupini ridotti in farina, con piccole aggiunte di proteine e uova. Poi aromi e fantasia dello chef, mentre per riprodurre il sapore del tonno si usano le alghe di mare.

I macellai (come dobbiamo chiamarli altrimenti? Assembla-carne? Assembla-piante?) mescolano gli ingredienti in appositi macchinari, simili a quelli in dotazione ai pastifici. Si usano impastatrici diverse per ogni “carne”, dipende dal tipo di aroma. L’unica certezza è che ogni componente è al 100% vegetale.

Nella macelleria vegetariana dal look immacolato e volutamente retrò a The Hague, gli affari vanno benone, e complici le tendenze della moderna nutrizione Kofferman è convinto che andranno ancora meglio, tra le cause cita l’inquinamento del pianeta, dovuto al 18% proprio agli allevamenti animali.

“Non riusciresti a distinguere la nostra carne da quella normale”, afferma spavaldo, “anzi, potrebbe anche essere migliore”.

[Crediti | Link: Business Insider, Dissapore]