di Nunzia Clemente 28 Giugno 2016

Prima fu lo spot ministeriale, per essere precisi la campagna #oradellatte, lanciata dal Ministero delle Politiche Agricole per promuovere il consumo di latte fresco, con testimonial che andavano da Carlo Cracco a Cristina Parodi.

E subito dopo le polemiche, con il Presidente della LAV (lega antivivisezione ) Gianluca Felicetti a chiedere l’intervento dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria contro le scritte mendaci, apparse sul sito della campagna pro latte, dove la bevanda veniva definita un alimento “fondamentale in tutte le fasi della vita degli individui” e “indispensabile per il nostro organismo nella fase dello sviluppo e nell’età adulta”.

Oggi il Giurì della pubblicità ha accolto le richieste della LAV di bloccare la campagna pubblicitaria perché, in effetti, l’apporto proteico e di nutrienti fornito dal latte non è né fondamentale né indispensabile in quanto “può essere sostituito senza inconvenienti da altri cibi non di origine animale”.

La LAV aveva citato il precedente di Mellin, che nelle informazioni date sul proprio sito internet definiva “fondamentale” l’apporto proteico della carne: anche qui si dichiara che l’apporto, secondo l’organismo regolatore della pubblicità, “può essere sostituito senza inconvenienti da altri cibi non di origine animale”.

La campagna, sponsorizzata da volti noti come Carlo Cracco, la conduttrice Benedetta Parodi e il medico Giorgio Calabresi, è costata 120 milioni al Ministero, che sarà tenuto a cambiare la homepage.

[Crediti | Link: Dissapore, Il Test Magazine]