di Dario De Marco 24 Febbraio 2021
Grilli nel piatto

Ogni giorno l’internet ci insegna qualcosa di nuovo, per il diritto o per il rovescio. Bazzicando tra gli hashtag, noto in trending topic uno strano #menozecchepiùbistecche. Clicco, e mi si apre una galleria degli orrori: si parla di persone obbligate a mangiare insetti, di una resistenza clandestina a base di fiorentine al sangue, di una sostituzione razziale, culturale, gastronomica. Marò.

Ricostruisco a fatica: è uscito un pezzo sugli insetti come trend gastronomico del 2021, non c’è nessuna news in verità, nessuna novità di rilievo su quando inizieremo a mangiare insetti, è un post di uno dei blog dell’Huffington, spazi personali di solito riservati non a giornalisti bensì a esperti in vari campi. Ma evidentemente il popolo di Twitter non aspettava altro. L’hashtag fa una battutona, giocando sul doppio senso zecca insetto / zecca comunista: la lettura è chiara, è la solita, qualsiasi novità culinaria o tentativo di mettere un argine all’apocalisse climatica è roba da radical chic. Sui contenuti, è superfluo qualsiasi commento, mi limito a selezionare alcuni dei tweet più belli.

zecche bistecche twitter

zecche bistecche twitter

Come vedete si va dal classicissimo “Anche Hitler era vegetariano” (ma sarà poi vero? E soprattutto che ci azzecca, visto che pure gli insetti sono animali?) alla visione complottista per cui gli insetti sono il grimaldello per far collassare il nostro modello sociale, passando per la pura e semplice ostensione della bistecca. Come vedete, ho oscurato per pietà le foto e i nomi degli account, anche se molti di loro non sembrano neanche persone, ma i soliti bot: su uno però c’è una cosa divertente da notare. Ha come immagine del profilo il volto stilizzato di Jake Angeli, il “vichingo” pro Trump che è stato il simbolo dell’assalto al Campidoglio lo scorso gennaio. Lo stesso Angeli che ha fatto andare in crisi i preconcetti di mezzo mondo quando si è scoperto che non mangiava il cibo del carcere perché non era biologico: ebbene sì raga, esistono gastrofighetti anche a destra.

Notiamo anche, en passant, che l’autrice del blog sull’Huffington post Maria Caramelli, medico veterinario presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino, diventa per alcuni “lo stagista di Repubblica”. Ora, io sono un onnivoro riluttante, scandalizzato dalla sorte degli animali negli allevamenti intensivi e grande amante del bollito misto, preoccupato per il destino del pianeta e autore di una ricetta del tonno scaloppato che non vi rivelo. Però nel leggere questi pensieri, non so a voi, ma a me per spirito di contraddizione mi è venuta una grandissima voglia di grilli fritti. Grazie internet, per averci insegnato anche oggi da che parte stare.

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