di Luca Iaccarino 19 Marzo 2018

Io lo capisco che questa cosa di mangiar cavallette e larve sia strana e simpatica. E divertente. E notiziabile. Notiziabilissima.

“Sbatti il grillo in prima pagina” è diventato il motto di tutte le redazioni. E dagli torto: ormai uno scorpione glassato fa più click di un gattino, una farfalla fritta più like di quella di Belen.

Ciononostante la realtà rimane questa: nel prossimo futuro, in Italia, non mangeremo insetti.

[Siamo stati in Svizzera per provare i costosissimi burger a base di insetti]

Perché? Perché mangiare insetti HA senso, tant’è che lo fanno già miliardi di persone. Lo fanno in tutti quei paesi in cui gli insetti sono già parte della dieta, perché è facile trovarli in natura o allevarli.

Ricordo con allegria le vacanze in Thailandia passate per mercatini a sgranocchiar spiedini strani, per fare il fenomeno con gli amici. Ricordo anche i giorni passati con i contadini del Triangolo d’oro che mangiavamo praticamente solo riso con le larve, loro primaria fonte di nutrienti.

[Allevare in cucina vermi e insetti da tavola? Fatto]

Ma mangiare insetti ha senso proprio in questi paesi, dove il clima e di conseguenza le usanze li hanno già messi nella dieta. Gli abitanti di quei paesi crescono, dunque mangeranno più insetti? Probabile. Benissimo.

Ma pensare che gli insetti diventeranno parte consistente della dieta europea –dove possiamo ottenere proteine animali e vegetali da animali e piante più amiche del nostro clima e del nostro palato– è solo una trovata giornalistica.

Ascoltate uno stupido.

[Piatti stellati a base d’insetti, troppo belli per dire no]

Se poi la cosa vi diverte, per carità: siamo in un paese libero, studiate le ricette con le formiche e sbizzarritevi con le farine di grilli.

Io mi contenterò di mangiar i fagioli e gamberi che avanzeranno.