di Carlotta Girola 7 Aprile 2016
polizia vegana

Gli scontri tra vegani e carnivori a suon di salamate inaugurati dalla stagione nazi-food de La Zanzara, il programma radiofonico di Radio24, non sono finiti.

Abbiamo avuto le crucianate in pieno stile insetto tigre, fastidiose come poche e almeno altrettanto ipnotizzanti, poi le provocazioni al mondo vegano, e ancora le botte minacciate più che date davvero dai nazivegani (quelli che mettono sullo stesso piano la morte di una scrofa e quella della propria cugina).

Ora siamo al capitolo serie tv. Anzi, web serie.

I redattori di Cruciani (Andro Merkù e Olga Mascolo), rimestando il coltello nella trippa di seitan, stanno girando dei video istituzionali a modo loro (quindi tendenti all’urticante, soprattutto se rientri tra i carnivori che hanno poco tempo per discutere con minus habens dal piglio inquisitorio.

Il nazivegano, o meglio, l’esponente della polizia vegana, è interpretato da un incalzante e fastidiosissimo moralizzatore da grande distribuzione.

Uno che, piazzato davanti al reparto carni, sputa sentenze contro chi si avvicina alle bistecche, e le condisce con virtuali schiaffi morali tipo “ma non si vergogna?“.

Insomma, alla maniera de La Zanzara, la web serie sul disturbatore da spesa provoca, provoca, provoca.

Senza il piglio sopra le righe di Cruciani, in maniera esasperante ma non andando a cercare con foga lo schiaffo. Il risultato è un fastidioso e pedante grillo della coscienza (?) che rovina la festa a chi aveva voglia di ossobuco.

La gente, o meglio i carnivori, non sembrano soffrire particolarmente il finto poliziotto in versione VEG, lo evitano, lo schifano, lo trattano come fosse un povero scemo messo lì apposta a fare lo scemo.

E il punto è proprio questo: il format, meno calcato, più spontaneo, più naturale, avrebbe potuto essere interessante.

Chi di noi, davanti ad un vegano pacato e un po’ anemico, non si sentirebbe in dovere di giustificare l’acquisto del tenero maialino morto immolandosi per la causa?

polizia vegana, la zanzara

Queste giustificazioni sarebbero interessanti, non perché i carnivori debbano scusarsi di qualcosa, ma per capire gli argomenti delle coscienze alimentari. Invece no, perché qui il vegano è presentato come lo scemo del villaggio coi paraocchi d’amianto e il pippone pronto in tasca per l’atto di moralizzazione quotidiano.

Ad essere Cruciani, si finisce per credere che anche il resto del mondo lo sia. No, caro il mio uomo-zanzara, ci sono vegani che non rompono le uova a nessuno, mangiano quello che par loro e siedono anche al tavolo degli amici carnivori.

Il nazivegano è una minoranza che, con o senza la battaglia martellante di Radio24, prima o poi soccomberà, anche per noti problemi di malnutrizione allo svezzamento, di cui i giornali hanno ampiamente parlato.

Nel frattempo, possiamo vedere i video con lo stesso spirito con cui osserviamo la decadenza di Striscia la Notizia: provare empatia con il poveretto beccato in flagrante, desiderare le punizioni staliniane per l’incalzante moralizzatore.

La verità vera è che vogliamo Cruciani di nuovo in tv: i suoi inviati sono surrogati della domenica. Lui, lui si che farebbe scattare la rissa del supermercato da milioni di visualizzazioni su Youtube.