L' 80% degli spumanti italiani fa parte del sistema Prosecco, con una produzione annua che si aggira intorno agli 800 milioni di bottiglie. Ma se è lo spumante preferito dagli italiani i motivi, secondo noi, sono molteplici.
Abbiamo comprato i vini di Tenute Carrisi (sì, la cantina del cantante) per dirvi come sono. La nostra recensione del Salento Bianco IGP “Felicità”, del Negroamaro Rosato IGP “Mediterraneo” del Primitivo di Manduria DOP “La riserva di Al Bano dal 1973".
Avete 10 euro e dovete comprare una bottiglia al supermercato, magari per le Feste natalizie. Abbiamo selezionato per voi ciò che si salva, e in qualche caso merita, per portare a casa capre e cavoli.
Portare una bottiglia di vino quando si è invitati a cena parrebbe sempre la soluzione migliore, ma a pensarci bene non è un'idea così brillante.
Il futuro del vino passa dal tappo a vite e no, non è detto che un vino invecchi meglio con il sughero. I vantaggi del sigillo in metallo superano decisamente quelli della classica chiusura, nonostante le reticenze.
Per una volta il Chianti coglie la palla al balzo, aprendo il proprio disciplinare al rosé. Per quanto una delle denominazioni rossiste più antiche d'Italia, in versione rosata, rischi di perdere un po' di identità.
Il Governo fa il punto, dopo 3 anni di insediamento, e Francesco Lollobrigida dà i suoi numeri, vedendo il bicchiere mezzo pieno dove tanti motivi per essere ottimisti non ci sono.
Presentate sostanzialmente in concomitanza, quelle che ad oggi ci risultano le due principali guide al vino italiano - Slow Wine di Slow Food e Vini d'Italia di Gambero Rosso - ci raccontano novità e qualche trend di settore, ciascuna a proprio modo.
Tra i pionieri italiani dell'e-commerce, nel vino e non, Tannico è diventato nel tempo un marchio conosciuto. La sua storia, fino all'acquisizione da oltralpe.
La gioia di Lollobrigida, la cupezza di Cotarella e il Manifesto per il vino italiano, il cui primo punto è chiaro quanto in contraddizione con il Ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare: l'Italia deve produrre meno vino.
L'aggressione a Giuseppe Luciano Aieta di Cà du Ferrà ci conduce a una riflessione sul difficile rapporto con omofobia e maschilismo delle piccole comunità agricole. Un tema che affrontiamo anche con Roberta Bruno di Gringhigna e Silvia Pragliola e Lisa Gentili, proprietarie di Poggio Bbaranèllo.
Se anche Angelo Gaja si esprime sul vino invenduto italiano, allora la questione si fa seria: come propone di risolvere la questione il celebre barolista e cosa significherebbe.