Birra artigianale: 5 nuovi birrifici da provare nel 2023

Una manciata di birrifici artigianali aperti nell'ultimo anno che ci sentiamo già di consigliarvi per il 2023.

Birra artigianale: 5 nuovi birrifici da provare nel 2023

La giornata della birra artigianale ha certo meno seguito del Nutella Day, ma qualcuno deve pur ricordarla. E se questo incipit vi pare lagnante tenete a mente che i piagnistei sono intrinseci di un movimento – più che un settore – che tuttavia ancora ci prova, a farci notare la differenza.

Differenza che in effetti fa, quando è buona. Per celebrare la birra craft, con l’estate appena iniziata, ho pensato ai birrifici aperti nell’ultimo anno (dal 2022 ad ora, passatemela per buona) che meritano quel gap di spesa che li separa da una Beck’s al minimarket o da una Nastro media in pizzeria. Uno – due – tre euro talvolta che ci paiono tantissimi, quando davvero non sappiamo distinguere il divario gustativo.

Quelli che seguono sono dunque i nuovi birrifici che valgono la pena di essere provati, ovunque vi capiti di trovarli. Non troverete beer firm (produzioni di birra per conto terzi) e noterete, se vi parrà, una certa tendenza ad affiancare la somministrazione sul posto al novizio birrificio, che sia attraverso un pub con cucina anziché un semplice locale con le proprie vie per la mescita: la tap room, si dice così, sembra in effetti un buon metodo per sopperire al problema dei problemi dalla birra artigianale. Vendere la birra artigianale.

Si tratta in ogni caso di aziende che danno già cenni di solidità, sia nella costanza produttiva (fondamentale considerando la categoria merceologica), sia nel marchio tutto. Birre che trovate e troverete ai festival e nei locali dedicati, chiaramente.

De Lab Fermentazioni

De Lab Fermentazioni

Diano D’Alba (CN)

Grafiche altamente distintive, lattine che valgono una mensola dedicata, il budget sufficiente per aprire una gran bella tap-room con birrificio a vista appena fuori da Alba, famosa per tutta un’altra gastronomia: tanto basterebbe per rendere De Lab Fermentazioni un progetto vincente, ma pure la birra non è niente male.

Sarà la consulenza di Marco Marengo, ex socio e fondatore del Birrificio Citabiunda (ad oggi vi suggerisco di provare la loro nuova osteria a San Rocco Seno D’Elvio, che merita una deviazione tra le Langhe), sarà la prospettiva entusiastica e già affinata di Stefano Furlanetto e Lorenzo Padovani, che hanno fatto le cose per bene: prima hanno testato ricette come beer firm e poi, le luppolature ben dosate, hanno investito in fermentatori.

Bastian Contrario

birra bastian contrario

Parma

Allo storico pub parmense “Bastian Contrario” si è aggiunto, nel 2022, l’omonimo birrificio con taproom correlata. Una scelta che sembrerebbe volta alla produzione per il consumo locale, ma le novelle birre artigianali di Parma, territorio che certo nel settore è sempre brillato, sono emerse tra le tante ai recenti eventi dedicati. Così, se vi capita di scorgerla, vi consiglio la Bierkemaier, lager di ispirazione fantozziana, e la session IPA Volo Via.

Zona Mosto

Zona Mosto birrificio

Rho

Gli appassionati di birra artigianale sembrano convenire sul potenziale di Zona Mosto, birrificio fuori Milano aperto poco più di un anno fa dai due fratelli Eris ed Aris, birraio che ha fatto dalla sua esperienza londinese pare aver tratto una vocazione per luppolature americane, con una predilezione per le basse fermentazioni.

Nama Brewing

Nama Brewing

Treviglio (BG)

Il primo birrificio indipendente di Treviglio inaugura nel 2022 in grande stile, con un’elegante tap room dalla proposta gastronomica golosa, decisamente più ampia rispetto al solito hamburger gourmet (basta!) e particolarmente improntata su olive all’ascolana, Abruzzo in genere e Marche. Basse tedesche e (buonissime) IPA per tutti i palati: si può sbagliare?

Collerosso

Birrificio Collerosso

Rieti

Una storia che (re)inizia nel 2022 quella di Collerosso. Anzi, quella di Matteo Corazza, ex birraio di Birra del Borgo – il noto birrificio di Rieti che nel 2016 fu acquisito dalla multinazionale delle multinazionali, Ab InBev – che si è ripreso quello che era dell’artigianato. Almeno in parte.

Birra del Borgo: i lavoratori scioperano, l’Osteria chiude Birra del Borgo: i lavoratori scioperano, l’Osteria chiude

Collerosso è infatti il marchio cui Birra del Borgo dedicava la linea di birre sour e a fermentazione spontanea (per i birrofili praticanti, un po’ come nel caso di Cantina Errante e Bifficio San Gimignano), il segmento premium per certi versi, che il birrario e imprenditore sta ora estendendo anche agli stili più quotidiani.

D’altronde l’altro marchio, Birra del Borgo, resta industriale. Tra licenziamenti e rinunce, non si sa bene che fine farà la Lisa, che oramai troviamo in ogni supermercato a meno di un euro. Di certo c’è solo che se fino a poco tempo fa, su queste pagine, mettevamo i puntini sulle i per far si che sceglieste consapevolmente tra birra artigianale e industriale – ché le acquisizioni confondono le acque e i ristoratori non aiutano granché – , distinguendo le birre di “Borgo” dalle craft, ora ci tocca esortarvi nella direzione opposta: se volete bere artigianale (e bene) bevete Collerosso.