Cos’è la birra artigianale secondo la nuova legge

E alla fine definizione di Birra Artigianale fu! Nella giornata di ieri il Senato ha approvato in via definitiva e senza modifiche rispetto al testo approvato qualche mese fa alla Camera la tanto bramata definizione di Birra Artigianale.

Per i microbirrifici e per molti appassionati non sarà una novità comunque si definisce birra artigianale “la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione.

Proviamo a essere più precisi .

Secondo la nuova legge “Birra Artigianale” dev’essere:

— prodotta da birrifici “piccoli” (sotto i 200.000 ettolitri di produzione annua). A oggi 200.000 ettolitri sembrano una enormità dato che i microbirrifici più attrezzati ne producono circa 17/18.000 annui, ma il dato va visto in prospettiva, prospettiva di crescita ovviamente, da qui a qualche decennio.

— prodotta da birrifici che siano anche indipendenti da altri birrifici: quindi eventuali microbirrifici che dovessero essere acquisiti in parte o del tutto da altri birrifici non potranno fregiarsi del dizione “Birra Artigianale”.

La mente di molti va al recente caso di Birra del Borgo.

[Crediti | Link: Il Sole24Ore, Dissapore]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

7 luglio 2016

commenti (3)

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  1. Mic ha detto:

    Che significato ha definire “artigianale” un qualcosa funzione degli ettolitri o della indipendenza finanziaria non lo capisco

    Ha ovviamente senso definire il processo produttivo, anche molto in dettaglio, che deve essere condotto “on the premises”, sulla proprietà, entro un tot dalla lavorazione della materia prima.

    Oppure, ha ovviamente senso definire un “artigiano”

    E quindi chiamare “birra artigianale” quella che segue un preciso processo produttivo o che abbia bisogno di alta qualificazione per essere prodotta.

  2. andrea ha detto:

    non capisco proprio la parte sull’essere acquistati…se una birra è artigianale oggi,e non vengono alterati i modi di produzione , cosa cambia quale è il nome del proprietario di domani?

  3. Germano ha detto:

    Scusate, ma come la mettiamo con la legge quadro sull’artigianato, in vigore in Italia dal 1985?
    All’art. 5 la legge prevede che:
    “Nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all’artigianato, se essa non è iscritta all’albo di cui al primo comma; lo stesso divieto vale per i consorzi e le società consortili fra imprese che non siano iscritti nella separata sezione di detto albo.”
    e, per iscriversi all’albo bisogna avere determinate caratteristiche produttive, dimensionali, di “indipendenza”, etc.
    Come faranno alcune multinazionali a fregiarsi del termine “artigianale”?

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