di Giovanni Puglisi 17 Maggio 2020
tripel

Alzi la mano chi ha cominciato a bere birre artigianali dopo aver provato una trappista: molti, giustamente, il Belgio brassicolo è una terra di grande tradizione e sin da che il movimento di casa nostra era agli albori ha esercitato un grande ascendente su bevitori e birrai. Ma la birra belga è assai composita, ben oltre gli stili pingui dubbel e tripel.

Vero, le birre del Belgio si caratterizzano in generale per corpo pieno, gradazioni alcoliche medio-alte, aromi fruttati intensi donati dai lieviti ad alta fermentazione, epperò sono belghe anche le più famose birre a fermentazione spontanea, ossia i Lambic, che fanno leva su texture, aromi e gusti decisamente diversi (beva snella, acidità, profumi “selvatici”), nonché le blanche e le saison.

Proveremo a riassumere adesso i principali stili di birra belga, scuola brassicola da conoscere se ce n’è una, accanto a quella tedesca, inglese e americana:

Saison

saison birra

Birre originarie della Vallonia (Belgio francese). Come suggerisce il nome, le Saison sono storicamente legate a produzioni agricole stagionali. Il nome fa riferimento più che a uno stile preciso a una famiglia di birre, tradizionalmente brassate in Inverno e Primavera nelle fattorie belghe di confine francese includendo le spigolature della raccolta dei cereali; che venivano servite in Estate ai braccianti come parte della paga. Secche, acidule, rinfrescanti si connotano per una gamma di colori che va dal paglierino chiarissimo all’ambrato, schiuma abbondante e persistente, note di limone o agrumi, talvolta frutta, e tipiche sfumature di pepe nero.

Fermentazione: alta

Grado alcolico: 3,5% – 9,5%

Wit/Blanche

Hoegaarden

Le blanche sono birre prodotte con una percentuale di frumento crudo, sono uno degli stili belgi di maggior successo internazionale. Leggere, lattiginose, opalescenti ed arricchite tradizionalmente con coriandolo e scorza di arancia amara, si rivelano rinfrescanti e particolarmente beverine grazie al finale sottilmente acidulo che smorza l’abboccatura iniziale.

Fermentazione: alta

Grado alcolico: 4,5% – 5,5%

Blond

maltus faber blond

Di storia recente, le birre blond sono interpretate come la reazione dell’industria birraria belga al diffondersi delle lager di stampo tedesco, in un tentativo di arginarne la diffusione. Rotonde, chiare, di medio corpo e decisa effervescenza, dall’aroma fruttato che culmina in un finale leggermente amaro (per quanto non manchino invece versioni contemporanee decisamente luppolate) sono birre di pronta beva destinate al consumo quotidiano.

Fermentazione: alta

Grado alcolico: 3,8% – 5,5%

Dubbel

tipi_di_birra_dubbel

Quella di “Dubbel”, o “doppia”, è una classificazione convenzionale di un tipo di birre facenti parte della tradizione monastica belga. Il nome indicava in origine genericamente una birra più forte della “Enkel”, o “singola”, birra leggera e semplice servita quotidianamente come parte della dieta in monastero. Col tempo questa classificazione ampia si è cristallizzata in un vero e proprio stile, caratterizzato da una gamma di colori che spazia dall’ambrato al bruno, ricco di note di frutta essiccata (prugna, ciliegia), fenoliche (spezie, fiori sotto spirito) leggeri accenni tostati (pane nero, melassa) derivanti dall’azione dei lieviti e dall’impiego di zucchero candito.

Fermentazione: alta

Grado alcolico: 6% – 7,6%

Tripel

tripel

Analogamente allo stile precedente, anche la denominazione “Tripel” (“tripla”) identificava una classe di birre dalla grande complessità, e dal grado alcolico superiore alle precedenti, che solo in tempi più recenti si è cristallizzata in uno stile dalle caratteristiche ben definite. Le tripel si presentano di colore oro carico e sormontate da schiuma abbondante e pannosa, grande struttura, aromi di cereale, frutta gialla e bianca, intense note speziate contribuite dal lievito, eco floreali/erbacee, finale secco e amaro che bilancia il grado alcolico e l’abboccatura iniziale.

Fermentazione: alta

Grado alcolico: 7,5% – 9,5%

Quadrupel/Belgian Dark Strong Ale

Birre Rochefort

Arriviamo al vertice della piramide degli “stili multipli” del Belgio con le Quadrupel: ancorate come le precedenti alla tradizione monastica, questo genere di birre assume la denominazione “quadrupla” solo nel 1991; con la messa in commercio de La Trappe Quadrupel. Ciò non significa, assolutamente, che le birre cui l’etichetta si riferisse non esistessero storicamente: è il nome dello stile, semmai, ad essere stato appiccicato in maniera posticcia, in età contemporanea, su queste birre di tradizione monastica ricchissime e complesse. Di color bruno/tonaca di frate venato di sfumature rubino, sono caratterizzate da ricche tonalità di frutta rossa sotto spirito (prugna, dattero), frutta secca, cioccolato, spesso completate da note ossidative (porto, madeira) che ne incrementano la complessità “da meditazione”.

Fermentazione: alta

Grado alcolico: 9,1% – 14,2%

Lambic/Gueuze e famiglia

lambic, cantillon

Anche le birre a fermentazione spontanea del Pajottenland (regione del Brabante fiammingo) sono, più che uno stile, una galassia di stili e varianti accomunati da una caratteristica: la fermentazione del Lambic, e degli assemblaggi o variazioni che ne derivano, avviene spontaneamente. Le birre a fermentazione spontanea, a differenza delle precedenti, non vengono prodotte tramite inoculo di specifici ceppi di lievito nel mosto ma fermentano grazie a miscele di lieviti selvatici e microorganismi presenti nell’ambiente; che aggrediscono il mosto lasciato a contatto con l’aria. All’interno della microflora responsabile della produzione di questo tipo di birre, entrano a vario titolo in base alla tipologia batteri lattici, acetobacter, e i lieviti selvatici del genere Brettanomyces.

Ognuno di questi microorganismi sviluppa particolari qualità aromatiche e/o gustative, che includono infinite sfumature di acidità e una gamma di profumi che può spaziare dalle note di frutta esotica a quelle cosiddette di “coperta di cavallo”, o di stalla.

Ll lambic, la birra “di base” dalla quale origina la famiglia, è prodott0 con un mosto arricchito con luppolo invecchiato (che non aggiunge quindi aroma o amaro, ma contribuisce proprietà batteriostatiche)  fermentato in ampie vasche aperte per azione della microflora indigena. Il lambic si presenta tipicamente “piatto”, di consistenza oleosa e gradazione alcolica media o bassa; e caratterizzato dagli aromi tipici provocati dal brett.

A questo fanno corollario le suggestioni originate dagli altri microorganismi: sensazioni acetiche, lattiche e via dicendo che possono ricordare i fiori, gli agrumi freschi, le erbe aromatiche, lo yogurt; che si presentano al gusto sotto forma di un’acidità spiccata.

La gueuze è un assemblaggio di lambic di varie annate invecchiato in botte, caratterizzato da maggior frizzantezza e complessità. La Faro è una bevanda preparata miscelando lambic con zucchero candito. Kriek e Framboise sono basi lambic alle quali viene aggiunta frutta fresca (ciliegie nel primo caso, lamponi nel secondo), con risultati che vedono il già ricco bouquet aromatico della birra di base arricchito dagli aromi e dalla texture della frutta.

Fermentazione: spontanea

Gradazione alcolica: 5% – 8%

Oud Bruin/Flemish Red Ale

tipi_di_birra_oud_bruin

Acetiche, vinose, complesse: le Oud Bruin delle Fiandre orientali, e le loro declinazioni “rosse” delle Fiandre occidentali (Flemish Red Ale) derivano i loro colori da lunghe bolliture del mosto e da passaggi in legno interminabili: caratterizzate da aromi di frutta rossa essiccata, melassa, fiori e frutta secca presentano in bocca un’acidità acetica da sottile a decisamente presente, talvolta in aperto contrasto con un residuo zuccherino presente.