di Massimo De Marco 13 Gennaio 2021
Hop Water

2021: l’anno della riscossa. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, noi, come Artemio da Borgo Tre Case, stiamo caricando letame. L’anno appena battezzato potrebbe essere quello in cui, in una sorta di beffardo miracolo al contrario, la birra si trasforma in acqua: dalla birra analcolica alla Hop Water.

Esattamente come sembra, l’hop water è acqua luppolata. Pare sia nata come alternativa analcolica e dopolavoristica per birrai americani che, alla lunga, si sarebbero risparmiati volentieri la milionesima pinta dopo averne prodotta qualche migliaio di ettolitri. Un infuso che vanta già molteplici interpretazioni: tra chi lo fa leggermente zuccherato, chi ci mette una goccia di caramello per dargli un aspetto più simile a una pale ale, chi si è già avventurato in versioni alla frutta. Il confine tra birra analcolica, hard seltzer zero alcol e acqua aromatizzata al luppolo, già abbastanza sfumato, è ormai definitivamente scomparso.

Chi la produce?

Hop Water

Negli Stati Uniti dove, manco a dirlo, questo fenomeno ha le sue origini, la produzione sembra già essere molto trasversale. Per un Against the Grain Brewery, birrificio del Kentucky noto per i suoi prodotti estremi e la sua immagine sboccata (dalle etichette con mutande con inequivocabili chiazze marroni, alle bottiglie ornate con vere piume di pollo), che ha cominciato a servire la sua acqua luppolata ai festival di settore, c’è anche Lagunitas, marchio dall’immagine decisamente meno bucaniera e comunque di proprietà Heineken, che la promuove come vera soluzione ai problemi delle birre analcoliche: i processi di dealcolizzazione complessi e costosi i risultati, va detto, abbastanza penosi.

Non sono tardati ad arrivare anche produttori specializzati: armati dell’arrembante marketing tipico dei birrifici craft, aziende come H2OPS producono solo Hop Waters, ed anche in Germania, così reazionaria nei confronti della birra artigianale ma comunque molto affezionata ai propri luppoli, è nato il primo produttore europeo, Hopster, fiero degli aromi dei Tradition, Taurus, Perle e Cascade direttamente provenienti dall’Hallertau, regione leggendaria per i suoi luppoleti.

In questa già variegata rassegna, c’è un solo punto in comune: la luppolatura è aromatica, abbondante e tutta a freddo, niente bollitura e conseguente estrazione di amaro. Un profilo molto simile a certe IPA di ultima generazione.

Quanto rapidamente sparirà?

Hop Water

Immagino che molti si augurino il prima possibile, ma abbiamo già visto come sia previsto un boom di consumi proprio per la birra analcolica. Una nuova generazione di bevande senza o a basso contenuto di alcol si sta affacciando sul mercato, e al momento è ancora impossibile discernere cosa sia avanguardia e cosa siano cazzabubbole da nerd.

A onor del vero, il feticismo per il luppolo di una certa branca di birrai aveva già fornito gli elementi per immaginare, seppure per iperboli, un’evenienza del genere. Birre sempre più secche in cui il malto era un lontano ricordo, la tendenza a ridurre l’amaro usando sempre meno luppolo in bollitura, IPA ascrivibili senza timore di smentita alla categoria degli infusi di erbe. L’avvento degli hard seltzer ha annullato ogni resistenza residua. Insomma, ce la siamo cercata.

Permettetemi un’ultima considerazione da bevitore di medio/lungo corso: forse Brewdog con la sua Nanny State, 0,5 gradi alcolici e una luppolatura da pino silvestre, ci aveva visto troppo lungo.