I 50 cocktail bar migliori del mondo

E’ di nuovo weekend. Buona notizia se amate ciondolare per cocktail bar alla ricetta del cocktail perfetto.

Anzi, le buone notizie sono due, c’è anche la World’s 50 Best, classifica che tra i ristoranti ha messo l’Osteria Francescana di Massimo Bottura al numero 1 del mondo, ma questa volta riservata ai cocktail bar.

A esprimere il loro giudizio nell’ottava edizione della classifica sono stati 476 esperti tra bartender, esperti di miscelazione e studiosi della materia, che hanno confermato capitale del bere miscelato Londra, dove si è svolta la cerimonia di premiazione, precisamente nella Chirst Church Spitalfields, una gigantesca chiesa sconsacrata ora adibita a grandi eventi.

Londra si è confermata capitale dei cocktail bar in quanto città con il maggior numero di locali presenti nella lista, mentre il Paese che fatto incetta di bar menzionati, ben 14 su 50, sono gli Stati Uniti.

Seguono il Regno Unito e staccati Cina, Australia e Singapore con tre bar.

La top ten vede alternarsi Stati Uniti e Regno Unito con l’unica eccezione di un cocktail bar greco: The Clumsies di Atene.

Primo in classifica: il raffinatissimo e, ovviamente, newyorkese Dead Rabbit, nel cuore del distretto finanziario della città. Da fuori può sembrare un ritrovo per broker facoltosi, l’interno invece rivela il locale per quello che è: un paradiso della miscelazione dove sono nati alcuni dei cocktail più popolari degli ultimi anni quali Gangsta’s Paradise –nome ripreso da un celeberrimo motivo del rapper Coolio e preparato con triple sec, dark rum e sciroppo di lamponi– oppure Son of a Gun e Man on the Dancefloor.

Risultato poco soddisfacente per l’Italia, dove importare la cultura del bere miscelato continua a essere un’operazione complicata, con due bar nei 50.

Jerry Thomas Project a Roma, primo nella classifica dei 15 migliori cocktail bar di Dissapore, e Notthingam Forest a Milano.

Al numero 33 della classifica, Jerry Thomas rientra tra i locali cosiddetti speakeasy, nati durante il proibizionismo negli Stati Uniti, il periodo fra il 1919 e il 1933 in cui era vietato vendere le bevande alcoliche, e lista dei cocktail a parte organizza serate a tema e workshop sul bere miscelato.

Notthingam Forest, veterano della classifica, dov’è presente dal 2007, propone miscelazioni di livello in un locale che mescola atmosfere diverse, dai Caraibi all’Oriente.

[Crediti | Link: The Post Internazionale]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

8 ottobre 2016

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