Tutti i Negroni sbagliati che vale la pena ricordare, oltre allo Sbagliato

E se vi dicessimo che il "Negroni Sbagliato" non è l'unico "Negroni" sbagliato della storia? Tutti i Negroni sbagliati che vale la pena ricordare, oltre allo Sbagliato chiaramente.

Negroni

Un Negroni Sbagliato con dentro il Prosecco”. È diventata virale in appena qualche ora la risposta della star di House of the Dragon, Emma D’Arcy, che con un tono seducente e un’innocua confessione ha (ri)portato alla ribalta un cocktail nato per errore, ma diventato nel corso degli anni un’icona del bar. Almeno in Italia.

Grazie ai social, in particolare Tik Tok, il personaggio della popolarissima serie fantasy americana tratta da Game of Thrones ha scatenato i fan di tutto il mondo. Tutti a caccia di informazioni, aneddoti e curiosità sul “Negroni Sbagliato con dentro il Prosecco” che poi, tutto sommato, ha una storia piuttosto recente.

Il drink tanto caro alla D’Arcy è nato ufficialmente nel 1972. Fu il barman Mirko Stocchetto, deceduto nel 2016, a idearlo a seguito di un presunto errore, dopo aver versato dello Spumante brut al posto del Gin in quello che avrebbe dovuto essere un Negroni. Ebbene, si racconta che Stocchetto non ebbe neanche il tempo di accorgersi del suo “sbaglio” che riscontrò un feedback gradevolmente sorpreso da parte del cliente e decise così di ripetere più e più volte quella ricetta, da allora in poi intenzionalmente. Tutto questo, in una location non certo qualsiasi per gli amanti del bar, ovvero nello storico Bar Basso (Via Plinio 39, Milano) che proprio sul Negroni Sbagliato ha costruito col passare del tempo le sue fortune.

Tuttora marchio registrato del Bar Basso, più leggero rispetto al Negroni classico e spesso chiamato anche solo Sbagliato,  differisce dal Negroni in un solo elemento, componendosi quindi di Spumante brut, Vermouth rosso, bitter Campari e una fetta d’arancia a guarnire.

 

Ma lo Sbagliato, avvertite la D’Arcy, non è l’unico Negroni sbagliato. In Italia, in Europa e nel resto nel mondo sono nati infatti cocktail altrettanto validi e parimenti apprezzati, non a caso in grado di vivere di vita propria senza più essere considerati dei “cugini di”. Il gioco tanto è semplice: basta togliere il Gin e aggiungere un altro distillato di base.

Andiamo dunque ad analizzare le rivisitazioni (guai a chiamarli twist) del Negroni classico e tutti i Negroni Sbagliati che, chi per un motivo e chi per l’altro, si fanno valere nel mondo della mixology:

 

Boulevardier

Il Boulevardier è un cocktail nato nel 1927 come variante del Negroni, quindi ben prima dello Sbagliato del Bar Basso, e anche il drink preferito di chi scrive (rigorosamente in coppetta e senza ghiaccio). La sua ricetta prevede l’utilizzo del Bourbon Whisky al posto del Gin, coi soliti bitter Campari e Vermouth rosso in accompagnamento, per una bevuta importante, morbida e avvolgente. La parte della storia più interessante sta però nel nome: si racconta infatti che a inventarlo fu Harry Mc Elhone, allora barman dell’Harry’s Bar di Parigi, che preparò il primo Boulevardier di sempre allo scrittore Erskine Gwynne. Il suddetto cocktail venne così riportato nel libro “Barflies and Cocktail” del 1927 con il nome “Boulevardier”, proprio in onore dell’omonimo mensile di moda redatto dallo stesso autore.

Boulevardier

3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Campari
3 cl di Bourbon

Negroski

Il Negroni dell’est non poteva che avere come suo ingrediente principale la Vodka. Meno affascinante e strutturato rispetto al Negroni classico, in primis perché il suo distillato di base ha una carica aromatica nettamente inferiore rispetto a quella del Gin o del Bourbon, il Negroski risulta senza dubbio un cocktail più ruvido e meno aggraziato del precedente, ma con una personalità tale da abbinarsi bene a tanti piatti della sapida cucina russa e non solo a un semplice aperitivo.

3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Campari
3 cl di Vodka

Japanese Negroni

Restiamo a est, ma non d’Europa, semmai del mondo. Il Japanese Negroni, come si può intuire già dal nome, omaggia un’icona giapponese quale il sake. Bevanda alcolica ottenuta da un processo di fermentazione che coinvolge riso, acqua e spore koji, con la sua complessità aromatica il sake apporta a questa rivisitazione orientale del Negroni un sapore più secco, che ben contrasta le note dolci del Vermouth e in parte anche quelle del bitter Campari.

3 cl di Campari
3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Sake

Bencini

Meno aspro e più gradevole al palato, il Bencini è sicuramente uno dei Negroni sbagliati più apprezzati dai bevitori di Negroni. Il Rum bianco, un po’ ruffiano, porta dolcezza e trasporta al contempo chi lo degusta fino al sole dei Caraibi. A guarnire il tutto troviamo la fetta d’arancia tipica del Negroni classico, che ben si sposa col Rum ma non col Bourbon e non è infatti presente nel Boulevardier.

3 cl di Campari
3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Rum bianco

Dutch Negroni

Questa variante del Negroni ci porta in Olanda, come indica l’aggettivo Dutch indicato già nella denominazione del drink. La sua particolarità è l’utilizzo del Bols Genever, scelto al posto del Gin ma comunque non così distante dal Gin. Si tratta pur sempre di un distillato al gusto di ginepro, molto diffuso nei Paesi Bassi e in Belgio. La nascita di questo cocktail è piuttosto recente, essendo datata 2011 e localizzata ovviamente ad Amsterdam.

3 cl di Campari
3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Genever

Mexican Negroni

Chiudiamo il nostro viaggio in giro per il mondo, del bar ma non solo, con un Negroni dai forti sentori affumicati. Il distillato di base, in questo caso, è lo spirito messicano ottenuto dalla pianta dell’agave e prodotto principalmente nello stato di Oaxaca. Il Mezcal, a differenza del più conosciuto tequila, si produce solo con la parte centrale dell’agave conosciuta come espadín e proprio a questa deve le sue sfumature uniche, in grado di aggiungere carattere e sapidità a un cocktail che già di per sé non mostrerebbe certo sintomi di timidezza.

negroni sbagliato in bicchiere

3 cl di Campari
3 cl di Vermouth rosso
3 cl di Mezcal

Queste sei sono solamente le più famose e contemporanee, ma le rivisitazioni del Negroni non si esauriscono certo qui. Il segreto di tanto successo? La ricetta semplice, duttile e facilmente replicabile che sta alla base di ogni drink. Il Negroni del Conte Cammillo, d’altronde, deriva a sua volta dall’Americano, il cocktail per eccellenza dell’aperitivo all’italiana. Niente più che 3 cl di Campari, 3 cl di Vermouth rosso e 3 cl di Seltz (acqua frizzante) o acqua tonica.