La Calabria della birra artigianale in cinque birrifici da non perdere

Esplorare i birrifici artigianali calabresi significa andare alla scoperta nella nuova generazione gastronomica che sta animando la regione. Ne abbiamo scelti cinque, tra veterani e nuovi arrivi.

La Calabria della birra artigianale in cinque birrifici da non perdere

Chiedete a un appassionato di birra artigianale di parlarvi della Calabria brassicola e, se è preparato, con ogni probabilità vi racconterà del legame della regione con la mitica Abbazia di Notre Dame d’Orval, luogo di produzione dell’omonima e peculiare birra trappista, la cui fondazione nell’undicesimo secolo si fa risalire a dei monaci benedettini partiti, si ipotizza, dalla zona di Castrovillari. Una storia affascinante, ma la cultura birraria calabrese non è certo tutta lì.

Anzi, esattamente come per la nuova generazione di vignaioli naturali, pizzaioli e ristoratori, -tanto nel fine dining quanto in un’accoglienza decisamente più pop- la nouvelle vague del movimento craft locale sta contribuendo alla rinascita della gastronomia della regione, al netto di folklore al peperoncino e passatismi vari. Un movimento che potrebbe avere anche una data e un evento preciso con cui identificarsi: quell’edizione di EurHop del 2022 in cui una compagine di birrifici calabresi, capitanata da Daniel D’Alù e Alice Agostino del Bark – Beer & BBQ di Gioiosa Ionica si sono affacciati a uno dei più importanti palchi europei del settore senza timori reverenziali.

Sono passati pochi anni da quell’evento fondante, un’era geologica per il mondo della birra artigianale, e vi segnaliamo cinque realtà della birra artigianale calabrese da provare, tra veterani e nuovi arrivi.

Lametus Beer Co

lametus

Un birrificio giovane, nato nel 2021 dopo un paio d’anni di rodaggio come beer firm, la creatura di Niccolò Crapis è una dimostrazione della funzione socializzante della birra e del potere aggregante che un buon birrificio può avere per la propria zona.

Forno Crosta a Siderno: dalle stelle Michelin al pane della “restanza” Forno Crosta a Siderno: dalle stelle Michelin al pane della “restanza”

Siamo a pochissimi minuti dal centro di Lamezia Terme, e il birrificio Lametus anima la città con una vivace taproom, dove serate di stand up comedy, concerti e food truck sono accompagnate da birre che uniscono semplicità di bevuta e rigore produttivo. Le basse fermentazioni sono impeccabili, dalla classica keller pils alla rice lager da 2,5 gradi prodotta con riso di Sibari. Le luppolate tradiscono la passione di Niccolò per gli Stati Uniti brassicoli, e trovano equilibrio anche in uno stile complicato come la sour IPA. Non perdetevi la Smoked Porter, golosa ma elegante.

Funkydrop

funky drop cover

Probabilmente il birrificio calabrese della nuova generazione più conosciuto al di fuori dei confini regionali, forte di un progetto imprenditoriale che raccoglie diverse anime e professionalità, dalla sommellerie alla ristorazione, oltre all’esperienza del birraio Demetrio Crea, che già si era fatto conoscere sulla scena craft con le sue produzioni presso il brewpub “Gli Sbronzi” di Reggio Calabria, altro punto di riferimento della cultura birraria locale.

Provate la loro Plink, keller prodotta con malto italiano, e la Prsdé, con segale non maltata dell’aspromonte e scorze di bergamotto provenienti direttamente dai dintorni del birrificio. Oltre a delle ipa ben fatte, grazie alla passione di Demetrio potrete assaggiare anche una ottima Scotch Ale, stile sempre meno diffuso, impreziosita da un tocco affumicato. Se siete a Reggio, non perdetevi la loro Urban Taproom, a due passi dal lungomare.

De Alchemia

de alchemia

Siamo a Saracena, nel Parco Nazionale del Pollino, dove dal 2015 i fratelli Guido e Biagio Gagliardi insieme al socio Marco Giangreco conducono questo piccolo ma eclettico birrificio. Il birraio è Guido, e le sue birre tradiscono una formazione basata prima sull’assaggio che sulla produzione, rivelando equilibrio, grande bevibilità e attenzione ai dettagli, e danno il meglio di sé quando i prodotti locali si fondono con gli stili classici.

Nelle birre con l’uva (le IGA) c’è l’uva, ma solo da oggi si può scrivere in etichetta Nelle birre con l’uva (le IGA) c’è l’uva, ma solo da oggi si può scrivere in etichetta

È il caso della Her, american IPA con scorze di cedro e bergamotto, o della Lunare, blanche con l’antica varietà di orzo “Rossetta”, coltivata proprio a Saracena, e Piretto di Civita. Lo spirito da beer geeks dei tempi che furono emerge nel progetto “Trip in Barrique”, legato ai passaggi in botte e alle fermentazioni miste.

Brillo Parlante Brewing

brillo parlante

Un birrificio giovanissimo, inaugurato nel 2023, che si inserisce del ristorante già esistente dal 2007, da sempre attento alla selezione delle birre artigianali ed evidentemente destinato all’autoproduzione. Le definiscono “Birre artigianali d’alta quota”, prodotte come sono a più di 1300 metri d’altezza, in una fortunata posizione affacciata sullo splendido lago Arvo. Largo dunque a birre golose e gastronomiche come la Focera, una rotonda dubbel, o la Stizza, una complessa Belgian Strong Ale. Non manca ovviamente una Italian Pils, la Chiarìa, e una IGA con uva Gaglioppo, la Piennula.

Limen Brewery

limen

Nicola Ferrentino può ormai considerarsi un veterano della scena brassicola calabrese, avendo aperto il suo birrificio Limen ormai nel 2012, dopo il canonico percorso da homebrewer, ispirandosi all’origine latina  del toponimo Limina, confine naturale dell’Aspromonte e della catena delle Serre Calabre tra il versante Jonico e quello Tirrenico. La passione di Ferrentino per le tradizioni birrarie belga e angloamericana è evidente, in una gamma produttiva con un’ampia presenza di birre ad alta fermentazione: referenze ormai classiche come la Bitter Peel, Session IPA con pompelmo rosa calabrese, la Fester, una Belgian Strong Ale strutturata, e la Neither the Dogs, una fruttatissima Pacific IPA.

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