di Massimo Bernardi 1 Aprile 2009

dissapore al vinitalyDissapore è un pupo ma se al Vinitaly si comportasse come un duesettimanenne e mezzo, non me ne farei una ragione. A che serve allora una redazione? Difatti tutti stanno viaggiando in direzione Verona, condizione non negoziabile: seguire il Vinitaly con aggiornamenti continui e molto 2.0. Su Twitter, su Flickr, su YouTube (cliccando, scoprite ummamma!, quanto siamo sociali). In particolare, nelle ultime settimane, ho sviluppato una seria dipendenza da Twitter (Twitter? Immaginate qualcosa che sta tra la messaggerria istantanea tipo MSN Messenger e un blog. Qui trovate la spiega di Wikipedia). Dove ho scoperto un tot di food/wine blogger che scrivono ancora con lo spirito del dietro le quinte. Così, poco fa, ho lanciato un tweet (insomma, un post nel linguaggio dei blog): “Se siete food o wineblogger e usate Twitter, prego rispondete @dissapore e diteci per cosa usate Twitter”. L’intenzione è scoprire altri blogger golosi—rispondete!—e capire cosa fare con Twitter.

Vorrei anche suggerire di scrivere un tweet che dice semplicemente #foodblogger oppure #wineblogger, visto che siamo alla vigilia del Vinitaly, usando il cosiddetto hash mark, cioè il segno # in modo da taggarvi (okay: etichettarvi) come food o wineblogger. Se fate così, chiunque cerchi “#foodblogger” su Twitter potrà trovarvi e cominciare a seguirvi.