Champagne: resteremo davvero senza bottiglie per le Feste?

Mettere una bottiglia di Champagne sotto l'albero quest'anno non sarà facile, per via del boom di richieste post pandemia, insieme alla cosiddetta crisi delle materie prime.

Champagne: resteremo davvero senza bottiglie per le Feste?

“É vero, fatichiamo a trovare tappi, capsule, gabbiette. Il motivo è semplicissimo: siamo stati fermi un anno, e all’improvviso tutto è ripartito, con volumi di richieste altissime”. Nicolas è un vigneron dello Champagne. La sua è una piccola maison, dai volumi contenuti (18mila bottiglie l’anno), principalmente dedicati al mercato francese.

Visitando le sue cantine, ho avuto modo di chiedergli una testimonianza sul tema delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime che allarmano gli amanti delle bolle francesi. Non è che restiamo senza Champagne? “Ma no – mi dice – non è una situazione così drammatica, però è vero che con il boom improvviso di richieste che abbiamo avuto quest’anno ci siamo trovati in affanno”.

Anche Eleonore, che lavora in una delle più grandi maison de Champagne francesi, una realtà completamente diversa da quella di Nicolas, conferma che probabilmente mai come quest’anno, a sua memoria, è stato difficile trovare etichette e tappi. Il necessario per imbottigliare lo champagne e portarlo in tutto il mondo, insomma. Anche loro, di certo, ce la faranno, ma il problema esiste, ed è sentito.

Certo, anche se manca il vetro non mancherà lo Champagne – direte voi. Le bottiglie, non è il caso di ricordarlo, sono lì a riposare da 15 mesi almeno, quindi il brindisi del Natale 2021 pare essere salvo. Ma poi, quelle bottiglie che riposano vanno tappate e confezionate. E comunque una carenza di vetro rischia di mettere in difficoltà una macchina che si muove con ritmi molto precisi, scanditi da sempre dalle stagioni dell’anno.

Un problema non solo dello Champagne, in realtà. La pandemia ha messo – e continua a mettere – in seria difficoltà la produzione e i trasporti di materie prime di vario genere in tutto il mondo. Per la prima volta le generazioni della globalizzazione sperimentano l’impossibilità di avere tutto e subito, e questo significa ridefinire le proprie abitudini di consumo. Anche quando si tratta di bollicine, forse. E in quest’ultimo caso, una difficoltà non può che fare rumore, soprattutto a ridosso delle feste, quando stappare lo Champagne è un gesto rituale a cui pochi sono disposti a rinunciare.

champagne pupitre

Eppure, non sembra sia il caso di farsi prendere dal panico. Nonostante i vigneron francesi confermino le difficoltà, la produzione e l’export tengono il passo, almeno per il momento.

A rassicurare i consumatori italiani è il Bureau du Champagne. “I consumatori troveranno lo Champagne per festeggiare le feste e il nuovo anno”, assicura Domenico Avolio, direttore del Bureau du Champagne Italia, il quale comunque conferma un boom delle richieste delle bolle più celebri del mondo nel dopo pandemia. “Nei primi dieci mesi del 2021 le spedizioni di Champagne a livello globale sono cresciute del 36,5%rispetto allo stesso periodo del 2019”, spiega. “Nonostante questa forte domanda e le conseguenze del Covid – aggiunge – non ci sarà nessuna carenza generale di Champagne per Natale: ci sono 1,2 miliardi di bottiglie di Champagne che maturano nelle cantine, quindi c’è abbondanza per soddisfare la domanda mondiale, che è di circa 300 milioni di bottiglie l’anno”.