Regali di Natale a meno di 60 euro: due libri per chi ama molto il vino

Sapere e sapore sono una coppia affiatata. Sin dal principio, da quando Eva colse la mela, i due termini viaggiano insieme in un intreccio di molteplici e reciproci legami.

Non fa eccezione il vino. Il suo mondo è intimamente legato al sapere e alla riflessione. Gli animali bevono, l’uomo assaggia. Bere consapevolmente aumenta il piacere che ne ricaviamo. Lo approfondisce e lo amplifica mettendoci in comunione con il mondo esterno.

Una qualsiasi bevanda non richiede particolari conoscenze per darci soddisfazione. Col vino invece non funziona così. Non basta berlo.

Come scriveva già Mario Soldati in Vino al Vino, per conoscere un vino dobbiamo procurarci “alcune fondamentali nozioni geologiche, geografiche, storiche, socio-economiche” e occorre collegarle alle nostre esperienze fatte nei luoghi di produzione. Solo così lo riconosciamo come un prodotto di cultura autentica. Unico e irripetibile altrove.

[2 libri per chi ama molto il vino da regalare a Natale]

Natale è alle porte, vi propongo due libri che vi accompagnino in questo viaggio fatto di saperi e sapori.

Le carte del vino

(Atlante dei vigneti nel mondo)

Grant Smith Bianchi, Jules Gaubert-Turpin, Slow Food Editore, 29,00 €.

Scritto da due appassionati di vino e di cartografia, l’Atlante dei Vigneti del Mondo è un libro utile, intelligente e bello.

È un libro utile perché presenta l’enografia mondiale con una lente di ingrandimento, tenuta alla giusta distanza. Non è da poco. Anzi, forse è l’impresa più difficile per chi scrive un atlante: non entrare troppo nei dettagli delle singole zone vinicole né cadere nella superficialità di una descrizione a sole grandi linee.

Gli autori presentano le singole aree vitivinicole con una propria carta enografica, accompagnata da alcune informazioni sulla produzione, sui vitigni principali e una breve descrizione degli aspetti storici più salienti.

È anche un libro intelligente perché compone il puzzle del vigneto mondiale attraverso una presentazione non solo geografica ma anche storica. La descrizione dei singoli paesi segue infatti l’ordine cronologico della loro comparsa sul palcoscenico del vino.

[Vino e panettone: 3 ipotesi per chiudere il caso entro stasera]

Dalla Georgia dove il vino entra in scena già nel 3000 a. C. fino a Uruguay, Giappone e Brasile, paesi in cui la viticoltura appare a fine Ottocento, gli autori ci spiegano legami commerciali, stabiliti nella storia, e affinità stilistiche che accomunano produzioni lontane.

Particolarmente istruttiva l’idea di seguire anche il corso dei fiumi più rilevanti come il Danubio, il Duero o Douro, la Loira, il Rodano e il Reno.

Infine è un libro bello. La grafica delle illustrazioni è accattivante. Gli occhi non si stancano e la mente non si perde nei particolari. Così tutto si salda facilmente nella memoria.

Peccato solo che l’atlante non sia completo.

Nel gruppo dei tre paesi leader che si spartiscono la metà della produzione mondiale di vino mancano per la Spagna le descrizioni delle regioni vitivinicole Estremadura, Valencia e Aragona, mentre l’Italia i trova senza una mappa della Valle d’Aosta e delle regioni Liguria, Lazio, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Solo la Francia è al completo. Una scelta editoriale incomprensibile di fronte all’attenzione che gli autori prestano anche ai paesi vinicoli minori come il Belgio e la Polonia a cui vengono riservate a ciascuna ben due pagine.

Il grande libro dei vini dolci d’Italia

(Un viaggio sensoriale fra territori e tradizioni)

Massimo Zanichelli, Giunti Editore, 29,00 €.

Massimo Zanichelli è un saggista, docente di cinema e documentarista. Per molti anni una firma del settimanale Espresso e di “Cantine d’Italia”, la guida enoturistica di GoWine, ma soprattutto autore del volume “Effervescenze. Storie e interpreti di vini vivi” (Bietti editore).

Presentandosi come “il grande libro dei vini dolci”, la completezza è d’obbligo. Le aspettative non vengono deluse. A mio vedere, su 352 pagine, l’autore tratta praticamente tutte le sfaccettature dei vini dolci italiani.

Ci fa conoscere le diverse versioni del Vin Santo e dei Moscati ma anche le produzioni più piccole come la Malvasia di Bosa o lo Sciacchetrà delle Cinque Terre. Una vera enciclopedia dei vini dolci.

Per quanto riguarda l’elenco delle singole aziende, l’appassionato troverà sempre qualche lacuna. È inevitabile. Un mondo così complesso come quello dei vini dolci va condensato per renderlo accessibile.

Certo, inserire, per esempio, nelle pagine dedicate al Marsala, oltre a Florio e De Bartoli anche Francesco Intorcia Heritage non sarebbe stato un errore e l’azienda Arrighi avrebbe senz’altro arricchito il quadro dell’Aleatico Passito dell’Elba. Si tratta comunque di scelte che non distorcono un quadro complessivamente imparziale e equilibrato.

Il più grande valore di questo libro è però da ricercarsi nella regia, nella maestria con cui Zanichelli struttura la materia. Una volta il libro tra le mani, ci si aspetterebbe un indice alfabetico dei vini o un loro ordine geografico. Invece no.

[Guida ai vini dolci per bohèmienne certificati come voi]

L’autore sceglie un approccio cromatico, cioè una suddivisione dei vini per i loro colori, perché, come afferma giustamente, “nessun’altra tipologia possiede uno spettro cromatico così ampio” come i vini dolci.

È così che il lettore intraprende un viaggio sulla tavolozza dei vini dolci iniziando dal giallo paglierino del Moscato d’Asti, per poi proseguire con la grande famiglia dei vini dorato-aranciati composta dai passiti piemontesi, veneziani e friulani nonché dai vari moscati su e giù per lo Stivale.

Non manca certo l’ambrato del Marsala, del passito di Pantelleria e del Greco di Bianco o il mogano tipico per l’ampio gruppo del Vin Santo, toscano sì, ma anche veneto, emiliano e umbro.

Il libro chiude con lo spettro dei vini dolci rossi che va dalle tonalità porpora di un Recioto della Valpolicella fino alle infinite sfumature tra il granato e il rubino ben rappresentate dal Moscato Rosa e dall’Aleatico Passito dell’Elba.

Ulrich Kohlmann

29 Novembre 2018

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