di Antonio Tomacelli 23 Aprile 2009

ricci1E tre! Il plenipotenziario dell’associazione italiana sommelier di Roma, Franco Ricci, ne ha detta un’altra delle sue: in neanche un mese di tempo è un bel record. Sentite questa: “Abbiamo la certezza che più di 50 milioni di italiani non sappiano cosa sia il vino. Una cultura ignorata da ogni fascia economica declinata tra la ricchezza e la povertà”. E ancora quest’altra: “Malgrado i nostri accorati messaggi i poteri dello Stato, Regioni e Province continuano a preferire sostanziosi investimenti in eventi che siano redditizi un po’ per tutti. Mentre la cultura è a carico dei privati, pochissimi in verità, che si affannano a raccontare questo prodigio della natura Italia.”

Adesso apro il Dizionario FrancoMariaRiccese – Italiano e traduco per voi: “con i corsi da sommelier a 1.600 euro a botta non ci sto dentro. Si, lo so, più di ogni altro ho contribuito ad allontanare la gente comune dal vino, a farne un prodotto d’elite, ma ora sono sinceramente pentito: datemi un po’ di finanziamenti a pioggia, qualche programma televisivo co’ Vespa a famme da valletta, quarcosa da fà, ‘nzomma! Voglio diventare il maestro Manzi del vino e per farlo sono  disposto a buttare a mare pure Albano.

Beh, magari la forma che Lui ha usato è più elegante, ma io sono un comunicatore dal linguaggio semplice: però vuoi mettere, vengo giù aggratis!