Elisa IsoardiQuesta volta non siamo noi i cattivi ma il critico televisivo Aldo Grasso, che ieri sul Corriere della Sera ha bocciato senza appello il Papa dell’Associazione Italiana Sommelier e “Grande Comunicatore del Vino”: Franco Ricci. A quel criticone di Grasso, cui spettano i diritti per il titolo di questo post, è andato di traverso il Premio Internazionale del Vino trasmesso la scorsa domenica da RaiUno, e dargli torto è impossibile, specie quando accusa Ricci di aver organizzato un gigantesco “marchettone” pro aziende. Come definire altrimenti i video di presentazione dei candidati che mostravano onesti contadini alle prese con slogan che pefino i pubblicitari del Mulino Bianco avrebbero trovato banali e costruiti? Non sono cose da “Grande Comunicatore del Vino” queste, e magari un cambio di autore gioverebbe.

Con il resto del programma non è andata meglio. Errori di pronuncia dei presentatori (spiegare a Elisa Isoardi de La prova del cuoco e a Massimiliano Ossini di Linea Verde che si pronuncia sommelié, no?), battute che nemmeno al Bagaglino: “Che vino abbinare a Obama, un Brunello ma forse si poteva pensare a un Nero d’Avola” o ancora: “Questo vino ha un retrogusto di Malgioglio”. Insomma, puro danielepiombismo. Noi pensiamo che non ci sia modo migliore di nuocere al vino, trattato senza rispetto, sincerità e pure con il genere sbagliato di leggerezza.

Se permette sig. Ricci, sarebbe tempo di smetterla con le splendide cornici “per una magnifica manifestazione”. Il vino è lavoro, fatica e mani callose cui non servono penose manicure. Sarebbe tempo anche per lei di tornare tra le vigne, dovesse farle difetto la memoria. Che c’è, ha forse paura di sporcarsi?

commenti (28)

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  1. ho appena parlato al telefono con Franco Ricci, al quale continuo a suggerire di dare maggiore trasparenza al meccanismo per cui dalle tre nominations si passa al vincitore, ma lui (e la Rai) non credo vogliano cambiare la formula e lui si é detto molto soddisfatto dell’andamento dell’edizione 2009 del Premio (ex Oscar del vino) che lui ha ideato.
    Quanto ai testi dei video di presentazione dei candidati, mi ha detto che sono stati “concordati con i produttori”, come mi ha confermato qualche produttore, non proprio felicissimo di dover recitare testi dove le banalità e la rettorica (con due t) erano di casa. Che dire?

  2. Povera Isabella, in questa foto neanche il decolte’ (come vedete so pronunciare decollete) le rende giustizia.

    1. In effetti ho cominciato a leggere l’articolo nove volte ma mi sono sempre poi fatto distrarre
      Qualcuno mi fa un riassunto in tette righe….pardon sette…

  3. Antonio, ma non mi sembra che in tv si vada oltre la mediocrità…
    probabilmente rientri tra i fortunati che sono talmente impegnati da non vedere neanche di striscio un tg con notizie copiaincollate, pronuncie improvvisate, scoop che hanno già 2 settimane…o peggio, qualche trasmissione d’intrattenimento serale. Ho beccato tempo fa un premio di non socchecosa, presentanta nonsodachi, farcita di comici che non facevano ridere nessuno, e con una serie di politici da sembrare di essere davanti al Parlamento…
    Quindi credo che Ricci si sia adeguato al livello attuale…

  4. voglio aggiungere che non concordo con la negatività affermata nel titolo di questo post e in gran parte dell’articolo di Grasso. Il vino é sicuramente una cosa importante, ma non é vero che essendo importante non possa essere lasciato in mano ai sommelier. I quali possono e devono occuparsene, insieme ai giornalisti, ai wine blogger,ai produttori, agli appassionati, perché sono una figura centrale, un tramite fondamentale, nel rapporto tra chi produce e chi consuma. Pensare di tagliarli fuori, come sembrerebbe proporre il titolo di questo come sempre simpaticamente “canagliesco” post di Antonio T., é non solo impossibile, ma insensato.

  5. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

    Un sommelier dovrebbe raccontare storie, non storielle.
    Un sommelier bravo dovrebbe riconoscere nel bicchiere la terra e gli uomini, non solo arrampicarsi attraverso gli schematici equilibri dell'”abbastanza”.
    E’ necessario cambiare linguaggio, insegnare l’alfabeto, ma anche avviare a scrivere: sarebbe giusto introdurre nelle prove d’esame, almeno quelle da degustatore, anche una prova scritta descrittiva, privilegiandola rispetto a quella tecnica.
    Tentativi di nuovi percorsi ci sono, ma spesso non sono capiti: anzichè un abbinamneto, quello sì spettacolare e nuovo, tra musica e vino, si preferisce l’abusato confronto tra pigato e vermentino delle solite aziende (tanto per fare un esempio che riguarda la mia delegazione)
    Franco Ricci ha criticato qualche tempo fa il ruolo dei sommelier al Vinitaly, perchè relegati in ruoli di semplice servizio: quale sarebbe l’alternativa? Dare spettacolo diventando caricature, dandosi di gomito e cazzeggiare col Bigazzi di turno?

    1. Mi sembra che ne avessimo già parlato, trovandoci d’accordo.
      Non mi pare che si faccia qualcosa in questo senso, almeno come divulgazione

  6. Sono d’accordo con Franco Ziliani, per fortuna il mondo dei sommelier non è soltanto quello che traspare dalla trasmissione in questione, che, com’è prevedibile, risulta essere un po’ un gran circo Barnum… in cui va a finire di tutto, compreso il “Vino con retrogusto Malgioglio”. I sommelier seri, quelli che non appaiono in TV e magari – per questo Premio Internazionale – spediscono a Ricci & Bibenda le segnalazioni dei vini preferiti, si chiedono in genere qualcos’altro : il loro voto conta in una prima fase e in una seconda; viene compilata una prima rosa di sei finalisti (una per tipologia di vini), poi da sei si passa a tre, ma non è ben chiaro come si decreta il vincitore nella terna finale e non si capisce perchè, anche nella terza fase, i voti degli iscritti non contino. Dice bene Franco Ziliani, una maggiore trasparenza non guasterebbe. Ripeto, il mondo reale dei sommelier non è quello che traspare da mega-operazioni mediatiche di questo tipo. Proprio per questo, pur votando volentieri non guardo la trasmissione…

    1. Io non ho visto la trasmissione “oggetto del contendere”, ma, da quel che leggo, non mi sembra un buon servizio al vino…

    2. Avatar Leonardo Ciomei ha detto:

      Io ne ho vista un po’. Divertente ma i pezzi d’antan con i fratelli De Rege o Walter Chiari e Carlo Campanini erano un’altra cosa: c’era molta più professionalità nel fare i siparietti comici. Ah, come dite ? non era un programma comico ?

  7. Avatar massimo lanza ha detto:

    concordo con Grasso !
    ho visto buona parte della trasmissione, ed ho pensato che per fortuna a quell’orario lo share doveva essere lo 0 virgola qualcosa !

    1. Avatar fabrizio scarpato ha detto:

      Anche questo è un dato significativo. Non importa che qualcuno ti ascolti, che magari impari qualcosa: importa solo la promozione, perchè a quell’ora di domenica sicuramente lo share sarà stato altissimo ( pochi ascoltatori ma in buona percentuale sintonizzati su raiuno), e quindi il passaggio pubblicitario conveniente.

  8. Sarebbe l’ora che l’AIS decidesse che strada prendere. Liberarsi di Ricci una volta per tutte e affidare ai suoi quasi 40mila sommelier il destino della guida e della gestione oppure riconoscere che l’AIS è Ricci è perdere definitivamente di credibilità.

  9. Aspettaspettaspetta…ma si sta parlando dello stesso Ricci che in tempi di Vinitaly tuonava contro gli ignoranti/analfabeti del vino? quel Ricci che condannava il Vinitaly perchè espressione dello star system?
    No, vero? devo aver sbagliato pianeta un’altra volta. Questo è il Ricci di un mondo parallelo.
    Quoto Filippo e compiango i miei amici dell’AIS (veri professionisti che fanno onore alla sommellerie).

    L.