La macchia di Brunellopoli sul vino italiano: associazione a delinquere

Nel Brunello c'è il tranello, l'inchiesta dul Brunello di Montalcino tagliato de L'Espresso Rumorosa conclusione delle indagini per “Brunellopoli”, il caso del Brunello di Montalcino 2003 e 2007 tagliato da alcuni produttori con uve provenienti da vitigni francesi. Come anticipa Intravino—l’altro blog della famiglia di Dissapore—la Guardia di Finanza di Siena ha ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio per il direttore del Consorzio e per due ispettori del comitato di certificazione. 17 persone e 7 aziende sono state denunciate alla Procura di Siena mentre più di 1,3 milioni di litri di Brunello di Montalcino sono stati declassati a Igt.

Le conclusioni della Guardia di Finanza preannunciano il più significativo scandalo nella storia del vino italiano dopo quello del metanolo.

“L’aspetto piu’ delicato di tutta questa storia”, ha detto Giovanni Padula, comandante della Guardia di Finanza di Siena, “e’ la catena dei controlli interni, che è evidente, sono mancati del tutto”. Il Presidente del Consorzio all’epoca dei fatti (il Conte Marone Cinzano?), dovrà assumersi la responsabilità penale di non averli fatti.

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

18 Luglio 2009

commenti (23)

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  1. consideriamo questa brutta notizia una base per ricostruire una nuova immagine, una nuova credibilità, ma soprattutto una nuova etica del fare vino, per Montalcino e per il suo Brunello. Questa la riflessione più importante che mi sento di fare in questo momento

    1. Avatar PREPOSTO ha detto:

      Nuova etica ?

      Ma di che stiamo parlando ?

      Vogliamo scherzare ?

      E chi sarebbero questi SANTONI che hanno il potere di battezzare i produttori ETICI da quelli che ETICI NON SONO ?

      Lei, ne conoscese qualcuno ?

    2. Avatar reietto ha detto:

      Che cazzate sono mai queste ?

      Il vino è buono o meno.
      Che c’entra l’etica ?

      Ci vuole solo sapienza, correttezza e professionalità !

      LASCIAMO STARE L’ETICA PER L’AMOR DI DIO!

  2. Quoto Franco Ziliani completamente, ma credo sia opportuno fare alcune considerazioni:

    1)non è che le indagini della GdF siano “conclusive”, dovrà essere celebrato un processo.
    3)il metanolo lo lascerei stare, se permetti, lì si uccisero delle persone…qui sicuramente si è uccisa la credibilità di un prodotto, ed è per questo che sono d’accordo con Franco Ziliani.

  3. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

    E’ esattamente il parallelo tra le due morti che volevo evidenziare. Del processo sapevamo anche noi, sei stato didascalico.

    1. Beh, è opportuno precisarlo per chi legge…non tutti lo sanno, e spesso si finisce con il condannare prima del tempo…
      Sul metanolo resto della mia idea, in quel caso non si faceva vino, ma veleno.

  4. Avatar Vincenzo Pagano ha detto:

    Alcuni produttori non sono la totalità. Forse si potrebbe applicare la sanzione di buttarli fuori dal consorzio e fare loro causa per danni chiedendo a un giudice di inibire l’uso del marchio brunello che potrebbe essere anche registrato. Vediamo in parallelo con la cucina molecolare come risponde un’altra associazione…

    1. Avatar alfredo ha detto:

      Si, “ma alcuni produttori” fanno sempre parte del Consorzio così come gli ispettori, che prima si fanno le loro regoline da tradizionalisti del vino di classe, e poi le modificano per fare un vino più commerciale da vendere magari in U.S.A. La cucina molecolare è un’altra storia: Non c’è nessun consorzio che ha modificato un “disciplinare”. La cosidetta cucina molecolare vende solo lucciole per lanterne. Chi vuole le compra.

  5. Alcuni produttori non sono la totalità… ma quasi. Anche i produttori che ne sono usciti completamente puliti hanno le loro colpe, e cioè quelle di aver tenuto le bocche chiuse per mesi, mesi, e mesi, senza mai lamentarsi almeno non pubblicamente. Secondo voi potevano non sapere? La risposta è semplicemente no!!! Se io fossi stato un produttore di Montalcino, anche con solo 1 ettaro di vigneto, sarei diventanto un bestia vedendo quello che vacenvano quei “signori”. Purtroppo per anni, praticamente tutti i produttori di Montalcino hanno sfruttato anche a loro favore gli sforzi economici, dal punto di vista del marketing e della comunicazione, fatto dalle grandi aziende del posto a livello nazionale, e soprattutto internazionale. Presumo infatti, potrei anche sbagliarmi che le aziende implicate siano di grosse dimensioni.

  6. vorrei far notare le novità della conclusione delle indagini:

    non solo il brunello non era fatto solo col sangiovese, ma sono stati declassati anche il Rosso, il Chianti docg e il Toscana Igt cito:

    “l’inchiesta ha portato al declassamento di 500.000 litri a Igt; stessa sorte per 150.000 litri di Chianti Docg; declassati anche 100.000 litri di Igt Toscana Rosso, così destinati alla
    distillazione”. ovvero, vino non toscano…

    agli scrittori qui sopra, dopo gli attacchi alla stampa “irresponsabile” da montalcino, vorrei ricordare anche che alcuni produttori hanno “patteggiato”. dall’agenzia Dire: “sette le imprese coinvolte, i cui responsabili (13 soggetti) hanno già patteggiato la pena”.

  7. Domanda banale. Ma si può sapere quali sono le aziende o le persone accusate? Così per sport….. naturalmente.

    1. Avatar il lettore - anche - di intravino ha detto:

      Intravino ne riporta cinque su sette:
      Gli elementi nuovi a Brunellopoli, dopo la fine indagini della Guardia di Finanza, hanno qualcosa di tellurico. I nomi delle aziende coinvolte, segnalati da Franco Ziliani, sono

      1. Antinori
      2. Argiano
      3. Banfi
      4. Casanova di Neri
      5. Frescobaldi

      Franco Ziliani ne completa il lotto:
      le due ulteriori imprese, i cui vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento; i prodotti di tali aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo non essendo emersi elementi probatori che inducessero a ritenere che il prodotto fosse stato miscelato con vini di diversa origine, sono

      6. Il Greppo di Biondi Santi
      7. Col d’Orcia

    2. Avatar Enrico ha detto:

      quindi le sette aziende sono le più sotto molti aspetti..
      Bene…per fortuna questo scandalo non ha nulla a che vedere con quello del metanolo,cioe’ rischio salute per i consumatori uguale a zero….anzi forse addirittura migliorativo dal punto di vista del godimento al momento del consumo…allora cosa ci indigna veramente (sempre ammesso che vengano attribuite responsabilita’ penali a fine processo)…ci si indigna per il sotto e fuggi,il continuo ammorbidimento del disciplinare,la scappatoia o la trovata mettetela come volete…
      Occorre quindi un’inversione di tendenza,anzi un vero e proprio retromarcia visto che fattori determinanti come continuo incremento delle vendite con conseguente plauso di fette sempre maggiori di mercato,autenticita’ del prodotto e lavoro svolto dalla natura non sono (a mio avviso) gli ingredienti per una ricetta di successo!!!