di Lorenza Fumelli 14 Aprile 2011

Soluzione POPOLARE
Si tratta dei molti bar, self-service e paninoteche di servizio. Un panino costa 4 € e la scelta è varia: cotoletta, mozzarella e pomodoro, prosciutto e formaggio, fontina e speck e tutto il repertorio delle classiche farciture. I panini sono di gomma, va detto.
Cliente ideale
Non c’è un cliente ideale per questo tipo d’offerta ma volendo proprio trovarci qualcosa di buono: costa relativamente poco, la qualità è del tipo allappante, ideale quindi per assorbire l’alcol, e se poi abbiamo assaggiato più di 15 vini senza sputare direi che è la soluzione consigliata, tanto ormai…

Soluzione ISTITUZIONALE
Quasi ogni regione ha il suo ristorante fuori dal padiglione con tanto di apparecchiatura elegante, cibo tradizionale, aragoste, abbacchi e granchietti. Il prezzo varia dai 28€ ai 45€ circa a menù fisso.
Cliente ideale
Chi è in fiera per motivi di lavoro ne può approfittare per un pranzo d’affari o per riposarsi con le gambe stese sotto a un tavolo. Io però non vedo come, dopo antipasto, primo, secondo, contorno, caffè e ammazzacaffè, si riesca a rialzarsi, camminare, assaggiare e comunicare con il prossimo. E’ comunque una scelta possibile.

Soluzione CLASSISTA
Si tratta degli stand dei produttori di vino. E’ qui che si può avere la migliore delle offerte. Oltre a vere chicche gastronomiche, negli stand si nascondono chef che allietano i visitatori preparando sfizi da sogno. La notorietà dello chef e la qualità delle materie prime sono direttamente proporzionali alla ricchezza dell’azienda.
Cliente ideale
Mi verrebbe da dire: tutti, ma la triste verità è che per superare il muro di prosciutto e bibanesi è quasi sempre necessario l’invito, quindi questa terza soluzione non solo non è per tutti ma a tutti ricorda fastidiosamente il proprio ruolo in fiera.

A questa edizione o a quelle del passato, voi lettori gastronomicamente incontentabili, come vi siete arrangiati per la questione cibo? Panino da casa?