di Francesca Frida 9 Settembre 2009

ewanPeggio che l’influenza A.  Sono a Venezia, alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e penso sempre a mangiare. Colpita da improvviso virus gastrofanatico,  penso al cibo che mi capita di vedere nei film. E anche a quello che non c’è. In 90 minuti di The men who stare at goats, una delle pellicole più attese della mostra, i protagonisti mangiano una sola volta. La coppia George Clooney – Ewan McGregor consuma un frugale pasto scatoletta in auto, tra le dune del deserto iracheno. Poi, mai più.

Io mi sfamo con gli occhi, divoro Ewan McGregor alias il cavaliere Jedi. Altro che Mr. Nespresso. Io sono qui per lui, per quello scoppiato tossico e tenero di Mark Renton. “Ewan Ewan”, grido a fine conferenza stampa. Inspiegabilmente riesco ad avvicinarmi ai divi. Allungo una free press verso McGregor nella speranza che lasci un segno. Avverto uno strappo verso la mia destra: qualcuno sta scarabocchiando qualcosa sul foglio

clloney-0074George Clooney mi ha fatto l’autografo e mi sorride. Ewan McGregor è andato via. Ora voi potreste pensare a un falso. Vi assicuro che è autentico e lo dimostra il fatto che me ne libero volentieri. Però in cambio di qualcosa.

Qui tutti noi amiamo cibo e vino. Io più il secondo. Si accettano baratti interessanti.