Per uscire dalla crisi che attanaglia il vino serve agire su molti fronti: ne abbiamo parlato con Federico Gordini, che con la sua Milano Wine Week affronta anche questi temi.
Esplorare i birrifici artigianali calabresi significa andare alla scoperta nella nuova generazione gastronomica che sta animando la regione. Ne abbiamo scelti cinque, tra veterani e nuovi arrivi.
Il mondo ha sempre meno voglia di vino: non se ne consumava così poco 1957, ma nel frattempo ci siamo triplicati. Cosa ci dicono i numeri del nuovo report firmato American Association of Wine Economists.
La Valtellina ridisegna la sua mappa del vino: nuove sottozone per la DOCG e vigneti fino a 1.000 metri. Una risposta al clima che punta anche a recuperare terrazzamenti e viticoltura storica
Difficile che si prospetti un'ottima annata, probabile che ci venga a costare come le altre. Ma cosa succede, esattamente, alla pianta della vite e al vino che verrà, quando fa troppo caldo?
Frescobaldi apre agli espianti dei vigneti per affrontare la crisi del vino italiano, ma il piano solleva dubbi, contraddizioni e mancano soluzioni concrete.
Se il vegetale al centro è ormai un classico, nei ristoranti di fine dining e tra le tapas delle vinerie, è il momento di esplorare gli ortaggi nella mixology. Ecco gli indirizzi che lo fanno bene.
Quella della Opencola è una storia che va oltre quella di una semplice bibita: ha a che fare con la libertà di informazione e la proprietà intellettuale, e non va dimenticata.
Giorgio Bargiani, Assistant Director of Mixology del Connaught Bar di Londra, fresco dell'ennesimo premio della The World's 50 Best Bars, ci spiega la sua visione di un settore che, in Italia, latita.
Uno studio universitario ha correlato la quantità di solfiti nel vino alla sicurezza al volante. Il risultato? Titoli fuorvianti.
Si nota di più il vino premiato o quello che non vuole esserlo? Se poi a premiare è la Guida Michelin, che ha appena pubblicato la sua prima edizione dedicata ai produttori vinicoli, volerne restare fuori da parecchio scalpore.
Se nel 2026 non raccogliessimo neanche un chicco d'uva, avremmo vino sufficiente per coprire comunque l'intera vendemmia.