Consigli della nonna e qualche accenno di ricetta per sopravvivere alle feste, non spendere molto, e fare comunque la figura dei gastronomi navigati.
Nuova puntata del dibattito tra destra e sinistra sul riconoscimento ottenuto dalla cucina italiana all'Unesco. Questa volta c'entra il kebab.
Oltre alla Cucina italiana, l'Unesco riconosce molte pratiche alimentari e tradizioni culinarie nel mondo come patrimonio culturale immateriale. E non vogliamo smontare entusiasmi, ma accade su per giù da quando è nato Masterchef.
Col tricolore sul Colosseo questa cosa ci sta sfuggendo di mano. E comunque quella italiana non è la prima cucina premiata dall'Unesco.
Questa mattina, dopo due anni dall'inizio formale della candidatura, la cucina italiana è diventata Patrimonio Immateriale dell'Umanità UNESCO.
Le sacche spermatiche di pesce sono una specialità, dal Giappone all'Italia più gourmet. Rare, costose e nondimeno assai buone, originano lo Shirako. Ecco come si presenta, di cosa sa e in quali modi viene preparato.
La corsa al riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio Unesco è alle battute finali, e naturalmente in molti vogliono indossare la corona di quello che sarebbe un grande risultato: eppure, se una corona c'è, bisognerebbe darla a una persona.
Sulle lapidi di tutto il mondo sono incise ricette di zuppe e biscotti. Non è un trend recente di certo, ma un'archivista ha da poco portato la questione alla luce.
Un nome solo per molti ortaggi diversi, la zucca ha una storia di simboli che parte da lontano, molto prima dell'isteria collettiva dei nostri giorni.
Derivato del miele che trova le proprie radici nell'epoca nuragica, l'Abbamele è un PAT sardo dal grande potenziale gastronomico. Come si fa, come utilizzarlo.
Un baccalà alla vicentina poco ortodosso, cucinato con il merluzzo fresco al posto dello stoccafisso, fa discutere. E una manifestazione di Vicenza, complice lo zampino del suo sindaco e dello chef Matteo Grandi, apre a un serio dibattito. Ma su quale sia la scelta più sostenibile non ci sono dubbi.
Dalla tradizionale fregola con lo zafferano alla minestra di anguilla in chiave contemporanea, passando per i pitzottis (volgarmente detti "gnocchetti sardi") preparati a mano, come una nonna dell'entroterra sardo e, in alternativa, come un grande chef: ecco il ricettario di Saboris Antigus, dedicato alle regioni della Trexenta e del Sarcidano.