di Luca Iaccarino 3 Gennaio 2019

Claudio Sadler è certamente un buon cuoco, un ottimo imprenditore, persino un valente cittadino visto che ha appena ricevuto l’Ambrogino d’Oro, importante riconoscimento meneghino.

La Citrosodina è certamente un buon prodotto, un ottimo bicarbonato di sodio (per quanto non mi intenda particolarmente di bicarbonati), da bambino la adoravo e ricordo ancora gli zii che dopo i mega-pranzi natalizi ne versavano un cucchiaino nel bicchiere d’acqua, per assicurarsi una pronta e fragorosa digestione.

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Dunque Sadler e Citrosodina sono due cose buone. Così come sono due cose buone la marmellata e la maionese. Non per questo mi faccio delle gran fette di pane, marmellata e maionese, però.

Invece qualche creativo astuto deve aver pensato che associare un buon chef a un buon bicarbonato avrebbe giovato all’immagine di entrambi: al bicarbonato perché magari si leva di dosso quella patina da prodotto per nonne anzianissime; allo chef perché magari si rende pop e dimostra di tenere alla digestione dei propri clienti (oltre a venire retribuito, immagino).

Il risultato è che l’altro giorno vado in farmacia e sull’espositore giallissimo del bicarbonato campeggia la faccia del cuoco e uno strillo avverte che “Cistrosodina ti regala esclusive lezioni on line con lo Chef Sadler – Premio sicuro”. Un’altra immagine comunica che i più fortunati potranno anche aggiudicarsi una multi-cooker al mese.

Non sindaco i cuochi che fanno pubblicità, per carità, che noia i moralismi. Voglio solo dire che secondo me grande chef-bicarbonato non è una buona associazione. E’ come se il Maalox ti regalasse uno stage di frittura da Pasquale Torrente. Oddio, a scriverla mi sembra quasi una buona idea.