di Caterina Vianello 24 Maggio 2018

Sta per tornare. L’inventore della cucina molecolare, lo chef che ha rivoluzionato la cucina contemporanea, il padre di sifonature e gelificazioni sta accarezzando in questi giorni l’idea di una clamorosa rentré con un progetto innovativo.

Ferran Adrià, che nel luglio del 2011, dopo 20 anni di lavoro, tre stelle Michelin e il primo posto nella classifica dei 50 Best, aveva spiazzato stuoli di fan adoranti chiudendo il suo ristorante catalano con lista d’attesa lunga come un menu degustazione da 15 portate, ha finalmente deciso di riaprire El Bulli.

Si chiamerà “El Bulli 1846” (1.846 come i piatti elaborati e serviti nel ristorante prima della chiusura) e non sarà un vero e proprio ristorante ma un laboratorio gastronomico che sorgerà all’interno degli spazi del vecchio ristorante a Roses, sopra Cala Montjoi in Costa Brava.

[El Bulli: Ferran Adrià pretendeva piatti riprodotti perfettamente]

L’apertura è prevista tra giugno e ottobre 2019 e la soddisfazione di Adrià è percepibile dalle parole con cui ha commentato il via libera ottenuto dalle autorità municipali: “Sono sette anni che prepariamo questo momento: finalmente l’idea vedrà la luce”.

La gestazione del nuovo spazio è stata tutt’altro che semplice: Adrià aveva chiuso El Bulli (“era diventato un mostro ed era necessaria una trasformazione”, aveva detto all’epoca) con l’intenzione di aprire un centro di studi, di ricerca e sperimentazione culinaria.

L’apertura della Fondazione, così l’aveva ideata lo chef catalano, era prevista per il 2014, ma i lavori di ristrutturazione del locale sono stati ritardati da restrizioni ambientali (El Bulli si trova nel parco protetto Cabo de Creus). Adrià è stato costretto a rivedere il progetto riducendo le dimensioni dei nuovi spazi.

C’è da dire che nonostante i lunghi tempi di attesa, Adrià in questi anni non è rimasto fermo: lo scorso ottobre infatti è uscito il primo volume della sua Bullipedia, un’enciclopedia gastronomica dalle dimensioni impressionanti: 35 volumi, di 500 pagine ciascuno, per un totale di 17.000 pagine, dal prezzo indicativo di oltre 2.500 euro.

[Bullipedia: l’enciclopedia di Ferran Adrià da 35 volumi e 17000 pagine]

Un’opera colossale che si comporrà nel 2018, dopo il primo tomo dedicato alle bevande, di altri volumi dedicati ai prodotti trasformati e a quelli non elaborati.

Ma lo chef che ha inoculato nelle nostre papille di gastrofanatici il “Bullivirus” non si è limitato a scrivere: insieme al fratello Albert Adrià, ha aperto ben otto ristoranti di cui cinque nello stesso quartiere di Barcellona, dove ha creato un distretto gastronomico improntato sulla cucina spagnola rivisitata con varie contaminazioni, che ogni anno attira circa 100.000 clienti, di cui la metà stranieri.

[Condividere by Lavazza a Torino: cos’è di preciso]

Inoltre ha scelto Torino come luogo di elezione di un nuovo progetto, il collaborazione con Lavazza. A giugno, all’interno della Nuvola, nuova sede della grande azienda italiana del caffè, aprirà infatti Condividere, ristorante da 500 metri quadri con torrefazione dove spostarsi a fine pranzo, che avrà Adrià come consulente.

[Crediti | Business Live]