Condividere by Lavazza a Torino: cos’è di preciso?

Ieri, quando gli hanno chiesto di introdurre Condividere, il ristorante che Lavazza aprirà il prossimo 8 giugno all’interno della Nuvola, il suo nuovo quartier generale a Torino, Ferran Adrià ha citato l’amico Bob Noto, fotografo e ironico gourmet torinese scomparso un anno fa.

“Voleva un Tickets qui, nella sua città”, ha detto lo chef star del ristorante catalano El Bulli, che con le sue spume molecolari è stato per anni, fino alla chiusura del 2011, il numero uno del mondo.

[La Nuvola: nuova sede per Lavazza a Torino]

Tickets è un posto singolare e colorato a Barcellona, con vari bar, di cui Ferran Adrià è proprietario insieme al fratello Albert, dove la cucina a base di tapas preparata sotto gli occhi del cliente, è ispirata ai piatti che un tempo illuminavano El Bulli.

Ieri, davanti a oltre 140 giornalisti provenienti da tutto il mondo, Adrià ha spiegato che Condividere non è il suo nuovo ristorante, e che non verrà a cucinare stabilmente a Torino.

[Si chiama Condividere by Lavazza il ristorante con Ferran Adrià a Torino]

“Ho contribuito con la mia esperienza a sviluppare il menu del ristorante ispirato al pranzo domenicale delle famiglie italiane, come atto d’amore verso la famiglia Lavazza (che da molti anni non fa mancare il suo sostegno a El Bulli Foundation, centro di creatività culinaria voluto da Adrià). Ma il vero protagonista sarà lo chef Federico Zanasi”.

Modenese, 41 anni, nel 2013 “il Capitano” (copyright Ferran Adrià) era executive chef del ristorante annesso all’hotel “Principe delle stelle” di Cervinia.

Quindi si è spostato a Barcellona, al Tickets e a La Bodega 1900, due ristoranti della costellazione Adrià (Ferran e Albert) per una full immersion di quasi due anni su tutti gli aspetti della ristorazione.

Il nuovo locale occupa un’area di circa 500 metri quadri, e comprenderà una torrefazione dove spostarsi a fine pranzo.

“Un ristorante dev’essere un’impresa culturale, prima che economica —ha aggiunto Adrià— “infatti in tanti sbagliano, la media della durata di un locale è cinque anni appena. Il ristorante del futuro è un luogo che va totalmente ripensato”.

“Condividere –ha proseguito Adrià– sarà al servizio del gusto italiano, dell’allegria, della condivisione, dell’ospitalità. Un’esperienza che, nella tradizione Lavazza, sarà accessibile e alla portata di tutti, soprattutto dei piemontesi, perché non è, come ho sentito dire, un posto per gente di passaggio o per turisti”.

Ieri, in coincidenza con la presentazione del ristorante, disegnato dallo scenografo premio oscar Dante Ferretti, che non a caso somiglia a un set cinematografico, pieno di tubi, specchi e ingranaggi, è stata inaugurata Nuvola, la nuova sede di Lavazza a Torino progettata da un italiano, l’archistar Cino Zucchi.

Un complesso di 30mila metri quadrati dove lavorano 600 persone che ospita gli uffici dell’azienda, un museo interattivo, una mensa aziendale-bistrot aperta a tutti, un centro per eventi e congressi costato 120 milioni di euro e realizzato tra le strade dove Lavazza è nata 123 anni fa.

[Crediti | Foto copertina: Andrea Guermani]

Anna Silveri

13 aprile 2018

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