di Chiara Cavalleris 25 Gennaio 2018

Bello come un modello di quelli che si vedono sui giornali di moda. Bravo, indiscutibilmente. E ora di nuovo alla ribalta. Certa gente sembra essere nata per stimolare invidie, anche se, magari, vuole soltanto cucinare.

Come Floriano Pellegrino, 28enne proprietario e chef del ristorante Bros’ di Lecce, che un curriculum dal respiro internazionale ha portato dritto tra i “30 under 30“, (30 non ancora trentenni che saranno famosi e probabilmente ricchi, come scrive Il Messaggero) di Forbes, la rivista economica americana nota per l’annuale classifica dei multimiliardari paperoni.

Esattamente come Davide Caranchini, chef 27enne del ristorante Materia di Cernobbio, in provincia di Como.

[Chi è Davide Caranchini, e che ci fa nella classifica under 30 di Forbes]

Esattamente un anno dopo la sua fidanzata (nonché pasticciera del Bros’), Isabella Potì, un’altra bella, brava e spesso sulla ribalta.

[Pastry chef: chi è Isabella Potì e che ci fa a 21 anni nella lista di Forbes]

Un agriturismo in famiglia e un premio come miglior commis al Bocuse d’Or vinto a 18 anni, quando lavorava nel ristorante dello chef stellato Ilario Vinciguerra, Floriano è passato per le cucine blasonate di Luis Andoni Aduriz, Eneko Atxa, Alexandre Gauthier, Rene Redzepi e Claude Bosi.

Forbes dice che il suo ristorante è “ambizioso”: come non essere d’accordo.

In cucina si ricava il massimo da ogni materia prima sottraendo condimenti invece che aggiungerli, lasciandola più pura che si può. I piatti salentini? Sì, ma Bros è “uno spazio di decompressione in ricercato contrasto con la ridondanza del barocco leccese” (copyright Il Ventre dell’architetto), dove Floriano, in collaborazione con suo fratello Giovanni, fa un uso smodato di interiora e aromi vegetali, applica tecniche orientali, mette il dolce dove di solito non c’è.

Il suo menù degustazione più generoso, 120 euro per 15 portate, è forma e sostanza, ma soprattutto estetica pop.

I piatti alla carta hanno un costo abbordabile, tra i 10 e i 20 euro, e il dolce di Isabella diventa d’obbligo, costi quel che costi. Specie se è un soufflé, la sua specialità.

Altri due assi nella manica di Floriano, molto diversi tra loro, ma vitali entrambi.

Il pane, accompagnato da olio e grasso di maiale.

La brigata, giovanissima: Claudia Patarnello, chef di Partita, è del 2000, Francesco Doria, commis, del 1999.

[ Crediti | Forbes, Il Messaggero]