Il senso di Pino Cuttaia per Licata: Il buonappetito

Non c’è volta che si parli di Pino Cuttaia –uno dei più grandi cuochi del Buon Paese, una delle persone più sensibili del mondo della cucina italiana– senza che qualcuno, nella conversazione, non dica, a un certo punto: “certo che Licata…”

Ci si riferisce al fatto che il suo ristorante La Madia –due stelle Michelin– è a Licata, un comune di 37.089 abitanti nella Sicilia meridionale. Ed è, usando una litote, non bello. Soprattutto se confrontato con i tanti meravigliosi centri siciliani e italiani.

Licata è non bella, non turistica, non attrattiva.

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È a un passo da Gela, che è non bella pur’essa (lì accanto c’è pure una frazione che si chiama Femmina Morta; allegria). Se negli ultimi anni avete trovato Licata sui giornali molto probabilmente era per vicende di abusi edilizi, settore in cui la cittadina ha più di un record.

licata

Dunque, tutte le volte che si parla di Cuttaia si dice: “certo, se il ristorante fosse da un’altra parte…” Personalmente ci sono stato una volta sola e arrivarci, pur partendo da Palermo, fu un viaggio avventuroso. Licata è distante da tutto.

Il fatto è che Cuttaia a Licata c’è nato. Licata è casa sua. Lui è di Licata. Lui è Licata.

Come le persone di un tempo –quelle cresciute prima della società liquida e di internet– l’identità di Cuttaia è innervata di radici nel posto in cui è stato bambino. I palazzi, le strade, l’aria, il profumo, naturalmente i prodotti, ma persino le cose non belle hanno fatto di Cuttaia quello che è.

Senza Licata Cuttaia non sarebbe Cuttaia.

E lui si deve essere reso conto –immagino– che oggi senza Cuttaia anche Licata non sarebbe Licata.

Cuttaia

Se non ci fosse Cuttaia nemmeno io, adesso, ne starei scrivendo. Se lui se ne andasse sarebbe una sconfitta per la città e una resa da parte sua (chissà quante offerte avrà ricevuto a Milano o a Shanghai).

Ci sono volte in cui è coraggioso partire. Altre, come questa, in cui è coraggioso restare.

Luca Iaccarino

4 Settembre 2018

commenti (3)

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  1. Hamburgese ha detto:

    Anche io ci sono stato da Cuttaia, pur sapendo in anticipo che la città non aveva nulla da offrire.
    Ma vale comunque il viaggio, anche tenendo conto che non è poi così distante da altri posti turistici (in particolare Agrigento).
    C’è da sottolineare che Licata, prima di Cuttaia, aveva avuto un altro periodo di gloria grazie alla squadra di calcio che andò in Serie B circa 30 anni fa.

  2. Giovanni ha detto:

    Complimenti, uno dei pezzi più belli e sentiti che abbia letto a sua firma. Cuttaia è l’orgoglio dei quella Sicilia, di quel Sud che a volte preferiamo tenere nascosto o addirittura dileggiare. Grazie.

  3. renato angelillo ha detto:

    Tre anni fa ho organizzato un viaggio in Sicilia con il proposito di fermarmi a Licata e cenare alla Madia. E questo testimonia quanto merito abbia lo Chef nell’attirare l’attenzione del pubblico su quest’angolo di Sicilia. Credo, tuttavia, che il paese, riflettendo su questo successo, dovrebbe programmare una fase di rinnovamento perchè, oltre Cuttaia, non ci sono altri “stimoli” e per arrivarci…

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