di Anna Silveri 29 Novembre 2018

Davide Oldani e le donne: ci risiamo. “Le D’Onne lo sanno“, ottavo libro del cuoco pop (La nave di Teseo, pagg. 204, prezzo 18 euro) non è tra i 100 libri del 2018 secondo il New York Times. Potete controllare.

Per essere in quella o in altre liste del genere è stato pubblicato tardi, ma impedimenti tecnici a parte, è l’intreccio narrativo a non sembrare indimenticabile.

[Davide Oldani: a rinascere, non fareste anche voi lo chef pop?]

Nel nuovo libro, lo chef del D’O –ristorante stellato nella milanese Cornaredo– dialoga con nove donne, poi affida a ciascuna un ruolo in un’ipotetica brigata di cucina.

Donne e ruoli sono:

– La Pina, conduttrice radiofonica (chef garde-manger, che si occupa cioè delle preparazioni fredde);
– Cristiana Capotondi, attrice (chef patissier);
– Malika Ayane, cantante (chef aboyer, che legge le comande in arrivo nella cucina);
– Patricia Urquiola, architetta (chef tournant, che sostituisce i vari chef durante le assenze);
– Lella Costa, attrice (sous-chef);
– Francesca Lavazza, imprenditrice (chef saucier, che si occupa delle salse);
– Federica Pellegrini, campionessa di nuoto (chef entremetier, che si occupa dei primi piatti);
– Marinella Soldi, manager (chef poissonier, che si occupa dei secondi piatti);
– Rosangela Percoco, giornalista (chef potager, che si occupa di zuppe, creme e vellutate).

La scelta nasce da un’antica polemica all’epoca (marzo 2010) molto sentita su Dissapore: qualcuno chiede come mai nella cucina del D’O non ci sono donne. Lo chef milanese risponde più o meno “perché è un lavoro faticoso”, e viene accusato di non ritenere le donne all’altezza.

[“Non ci sono donne in cucina perché non ce la fanno”. Firmato Davide Oldani]

A distanza di tempo Oldani torna sul tema delle differenze tra i sessi in cucina.

Come fai sbagli, è il caso di dire. Perché ieri, alcuni pensieri affidati al Corriere della Sera da Oldani, intervistato sul nuovo libro, sono stati presi di mira da Camillo Langone su Il Foglio.

“DIO li creò maschio e femmina, D’O ossia Davide Oldani cerca di disfarli. ‘Nella mia cucina non ho uomini o donne, ma persone che vogliono lavorare al D’O” ha dichiarato al Corriere. Il narcisismo è più potente del biologismo se davvero nel ristorante di San Pietro all’Olmo si entra sessuati e si diventa oldaniani agender”.

Lo scrittore e critico gastronomico prosegue:

“Oldani insiste: ‘Sento dire che i miei piatti hanno un gusto elegante, da donna: è un modo di pensare vecchio”. Vecchio come la realtà umana, certo. E’ vero che capita di vedere uomini vagamente eterosessuali mangiare macaron, eppure ancora oggi una donna incinta non può bere l’alcol che può concedersi l’uomo che l’ha fecondata, ancora oggi le ragazze possiedono un maggior numero di recettori gustativi, ancora oggi anoressia e bulimia colpiscono le femmine nove volte più dei maschi”.

E siamo al finale ad effetto:

“Oldani voglio prenderlo sul serio, se la sua cucina è il regno dell’indifferenziato rinuncerò alla sua buonissima cipolla caramellata e mi comprerò delle gran costate in macelleria. DIO mi ha dato il testosterone, D’O non me lo tocchi”.

E pensare che Oldani voleva solo fare pace con le donne.

Vedi cosa succede a prendere sul serio il libro di un cuoco?

[Crediti | Il Foglio]