di Luca Iaccarino 7 Dicembre 2017

Amo Palermo. Adoro Palermo. Stravedo per Palermo. Sarà che son piemontese e abituato alla flemma, alle vie ortogonali, alle Alpi. E dunque, per reazione, bramo l’esuberanza, i vicoli, il Mediterraneo.

E poi a Palermo si mangia alla grandissima. Non tanto in tema gourmet –certo, c’è il Bye Bye Blues a Mondello, i Pupi a Bagheria e qualcos’altro–, quanto nel campionato della cucina popolare, in particolare di quella da strada.

[Se Don Ciccio è la trattoria di Bagheria, allora I pupi è l’evoluzione]

Il cibo di strada e la rosticceria, a Palermo, sono una cosa seria. Serissima. I “pezzi”, cioè gli incredibili prodotti da forno –pizzette, pasticci farciti…– sono squisiti; e cosa dire delle arancine; delle panelle; del pane con la milza; della quarume; della stigghiola; dei mangia e bevi (adoro che abbia questo nome della pancetta avvolta attorno a un cipollotto)…

Dunque lo Street Food Fest che parte oggi in città fino al 17 dicembre, non è uno dei tanti ritrovi di Food Truck di cui, francamente, non se ne può quasi più. Un festival del cibo di strada a Palermo è come un festival del cinema a Los Angeles, un festival di samba a Rio, un festival della birra a Monaco di Baviera.

[Il Buonappetito – Liberate i food truck]

Ci saranno trentadue casette di cibo di strada siciliano e non, e vi divertirete. La versione sugnosa dei mercatini di Natale nordici. Ma il mio sentitissimo consiglio è: dopo aver goduto delle casette e dei vari intrattenimenti del Festival, buttatevi nella città, nel cibo che sta sulla strada 365 giorni l’anno, non solo questi dieci.

Andate in piazza Beati Paoli a mangiare la quarume, in corso Vittorio da Rocky a prendere il pane con la milza, in via Maqueda da Mario e Luigi a mangiare lo sfincione, alla Vucciria da Tanino a farvi una stigghiola. E poi, la sera, spingetevi fino al Sanlorenzo Mercato, la dimostrazione che la tradizione con tutte le sue incredibili meraviglie può essere portata nella contemporaneità.

Insomma: in questi giorni andate a Palermo, diamine, sono quelli giusti. Anche se, personalmente, ritengo che ogni giorno sia quello giusto per andare a Palermo.