Lo street food si è preso Roma: 50 indirizzi da non perdere

A Roma si è compiuta una vera street food revolution, con il cibo di strada sempre più protagonista. Ecco 50 indirizzi del cibo di strada da non perdere nella capitale

Il mio amico calabrese che abita da una vita a Roma dice che sì, buona la carbonara, fantastica la cacio e pepe, niente da dire sulla gricia, “ma poi l’anno è lungo”.

L’affermazione ardita mi ha fatto riflettere sul fatto che la cucina siciliana potrebbe potenzialmente non stancare mai, quella romana invece alla lunga potrebbe soffrire qualche sbadiglio, non per qualità ma per varietà.

Come sopravvive 365 giorni all’anno un romano a Roma?

Al netto di una cospicua porzione di primi, un corposo rinforzo di trippa e coda e una buona dose di carciofi, il resto dei giorni cosa si mangia?

Si mangia street food, ovviamente.

Ce n’è ovunque, a qualsiasi ora, bello, brutto, buono o cattivo. Insomma, appena dopo i piatti di mamma Roma, nel cuore dei romani il cibo di strada si è scavato una breccia che Porta Pia al confronto “je spiccia casa”.

Non è una new wave, dato che il porchettaro non è certo arrivato ieri, ma l’esplosione irrefrenabile di Ape Car agghindate a bistrot, chioschetti in evoluzione gourmet e gente passeggiante con scartozzi unti tra le dita, spinge a gridare al fenomeno.

A Roma hanno trasformato tutto in street food, perfino gli gnocchi, perfino i ditaloni, si sono persino inventati il triangolo di pasta della pizza con dentro le polpette al sugo. Sacrilegio? Macchè: si sa che lo street food lavora sull’aggiunta, non certo sul braccino corto.

Per questo, con l’aiuto di amici, colleghi, fidati palati e mangiatori senza mignoli alzati, siamo riusciti a raccontare “il fenomeno” di Roma oggi.

Ecco 50 locali, suddivisi per genere, che lo street food lo issano a bandiera dei pirati capitolini.

PIZZA

96 Ore – Via della Giuliana, 31

96 ore, roma
Nomen omen: il segreto del successo di questo trancetto delle meraviglie sta tutto nelle 96 ore di lievitazione che fanno dell’impasto una soffice (e digeribile) base per degli ingredienti scelti con cura, come la carciofi, aglio, olio, pancetta e salsa di senape e miele.

Angelo e Simonetta – Via Nomentana, 581

Angelo e Simonetta

Siete di fretta e non avete tempo di sedervi per gustarvi una gricia? Non c’è problema: da Angelo e Simonetta si sono organizzati per mettere gli ingredienti della gricia sull’impasto della piazza, il che è riuscito loro notevolmente bene. Valore aggiunto: la troverete sempre aperta (7 giorni su 7 e fino a tardi).

Farro Zero – Via A. Rendano, 31

Farro zero, roma

Non avrete altro farro al di fuori di questo: le pizze oblunghe che escono dal forno, qui, hanno un impasto di farina di farro e (solo in piccola percentuale) grano tenero. Buone le più tradizionali, ma vi consigliamo di buttarvi a pesce su quelle più ardite, tipo la peperoni, pomodori secchi, ricotta e cannella.

Opulentia – Via Ascoli Piceno, 44

Opulentia, Roma

La pizza farcita. La Pizza Farcita, ci siamo capiti? Come da nome in insegna, l’opulenza sta tutta nella semplicità: una lievitazione lenta (da 48 a 72 ore) da far venire il latte alle ginocchia, ma per cui la vostra digestione ringrazierà sempiternamente. Gli ingredienti sono scelti con cura e, anche basici, sono una favola: l’esempio è broccoli e salsiccia. Che volete di più?

Orsini – Via Magna Grecia, 38

Orsini pizza roma

Tradizionale, quasi reazionaria, senza frizzi e lazzi che gourmetizzano qua e là il mondo della pizza. No, quella di Orsini è una pizza come deve e dovrebbe essere fatta. Con farine selezionate, con ingredienti e abbinamenti vari, ma mai troppo azzardati. Solo che, a differenza di molte altre, questa è buona vera.

Pane e tempesta – Via Dè Calvi, 23

pane e tempesta, roma
Pane buono e ricercato (ce ne sono tantissimi e diversi, persino quello alla canapa), ma la reginetta del forno è la pizza, una lunga lingua sottile e croccante alla maniera classica (margherita), ma anche con scarola stufata, olive e pachino.

Pizza 120 – Via di Acilia, 120

pizza 120, roma

Alvaro Paganelli è uno di quelli che vive per la pizza. La fa, la racconta, la spiega, la insegna. Ma da Pizza120, soprattutto, la fa, e pure gourmet: con fiori di zucca e burrata di bufala con alici, per esempio. Farine bio e macinate a pietra, potrete scegliere tra impasto al farro, enkir, kamut.

Prelibato – Viale di Villa Pamphili, 214

Prelibato, Roma
Ci sono pizze che sembra che ti parlino, ancora non le hai nemmeno infilate in bocca e loro già sono lì a chiamarti. Ecco, la pizza del Signor Preli è di una bellezza eloquente, tutto riconfermato al palato. Anche nella versione amatriciana.

Pizza e mortazza

pizza e mortazza, roma

Un grande classico che non tramonta mai, perché la perfezione della semplicità conquista tutti, c’è poco da fare. L’ape rosa impazza per tutta Roma portando felicità vera ai palati: mortadella di qualità e pizza bianca dai migliori forni capitolini.

Pizzarium – Via della Meloria, 43

pizzarium, roma

Rieccolo Gabriele Bonci. Qui in versione pizza al taglio e cucina veloce. C’è tutto quello che un fan dello street food gourmet può desiderare: un blend di farine studiate dal Maestro, abbinamenti classici eppure molto sfiziosi, lievitazione che non ci ricordiamo nemmeno più quando era iniziata.

Serenella – Via Salaria, 70

Pizzeria Serenella, Roma

Bianca, rossa, alla boscaiola o con le patate. Non brillano per fantasia da Serenella, ma non vorremmo nulla di più, dopo 72 ore di lievitazione, una morbidezza notevole e soprattutto dopo una digestione da bicchiere d’acqua.

Trapizzino P.le di Ponte Milvio, 13

trapizzino

La pizza che incontra i classici della cucina romana. Fino a qui, già visto. Ma l’idea di Trapizzino è quella di fonderli, contaminarli, farli convolare a nozze a suon di sugo e scarpetta intrinseca. L’idea di Stefano Callegari è semplice quanto geniale: provatelo con polpette o pollo alla cacciatora, poi ne parliamo.

Zazà – Piazza Sant’Eustachio, 49

zazà, roma

La pizza romana proprio come deve essere. Aggiungeteci anche un pizzico di biologico e siamo a cavallo. La versione classica di pizza bianca è croccante al punto giusto, e considerato che qui siamo nel bel mezzo dei ristoranti turistici, sembra quasi un miracolo.

PANE – PANINI

Box 102 Mercato Trionfale – Via Doria, 3

Panino con la porchetta

C’è Arsenio, c’è Ivo e poi c’è la porchetta. Tutti e tre vengono da Ariccia, con sommo gaudio dei romani che, dentro al Mercato Trionfale, si concedono una pausa gourmet e, al contempo, di sostanza. Il cazzottino (la pagnottella ben cotta e croccante) con l’orgoglio di Ariccia IGP é assolutamente imperdibile.

Panificio Bonci – Via Trionfale, 36

panificio bonci, roma

Ha forse bisogno di presentazioni? Mister Bonci fa il pane, e già questo potrebbe bastare. Ma oltre al Pane (con la P), al banco potete sbizzarrirvi tra pizze, focacce, cosine sfiziose che cambiano spesso, e pure dolci. E il Pane, naturalmente, si può imbottire, praticamente con qualsiasi cosa vi salti in mente.

La Baguetteria – Via G. Castellini, 20

La baguetteria, roma

“Maledetti francesi”, direbbe qualcuno. In questo caso, invece, sono da benedire: loro e la baguette che si presta alle più fantasiose declinazioni dove si sprecano diciture DOP e IGP. Ingredienti tutti selezionati, non solo italici (salmone scozzese che incontra brie francese che incontra rucola “di casa”) per questo franchising che piace a tutti. Persino a New York.

Dall’Antò – Via della Madonna dei Monti, 16

dall'antò, roma

Una miriade di cose buone che vi farà perdere il controllo. Il filo logico è quello delle specialità toscane, liguri e pure sarde, ma la vera filosofia di Antò è il cibo povero e “antico”: pane carasau farcito, farinate che diventano doppie e si riempiono di baccalà mantecato. Focaccia di Recco: devo dire altro?

Dar Ciriola – Via Pausania, 2

Dar Ciriola, roma

In città ce ne sono due, e in entrambi non troverete traduzioni per turisti di panini sbiaditi, ma nomignoli alla romana (da “er burino” a “er vorpe”) per le ciriole imbottite. Tipico pane “der popolo romano” ripieno di ingredienti semplici, senza abbinamenti astrusi, ma con tanto da masticare.

Il Forno di Campo de’ Fiori – Piazza Campo dè Fiori, 22

forno campo de fiori, roma

In piazza (e ben oltre) é un mostro sacro del mondo dello street food, al quale contribuisce con la sua pizza bianca che, col passare degli anni, è diventata una vera e propria istituzione in materia. Diciamo, per onor di cronaca, che anche la pizza rossa se la cava egregiamente, come diversi altri prodotti di panificazione fatti con lavorazioni artigianali.

Mordi & vai – Mercato di Testaccio, via Franklin

Mordi e vai, roma

Fate voi: senza rinforzo (nelle vaschette d’asporto), oppure nel panino. L’importante è che vi potete sbizzarrire con una miriade di buone cose che assumono le forme più disparate di panino con trippa alla romana, panino con carciofo alla romana e scaglie di pecorino, coratella di abbacchio con carciofi. Non so, vedete voi!

Mr Doyle – Via Massaciuccoli, 66

mr doyle, roma

Sì, siete a Roma, ma vi sembrerà di stare altrove: l’altrove simile all’Ammerica. La salsa BBQ impazza, il pulled pork regna sovrano. Per i veri temerari c’è anche la versione killer: il Fucking Doyle è un panino con Pork Belly (pancetta di maiale affumicata), tabasco, jalapeno, pomodoro, insalata, cetriolini. Da very cowboy senza paura.

Nanù – Via Varrone, 2

nanù, roma

Street food salutare: si-può-fare! Pochi sgabelli e “green” imperante: Alessandro e Michela, nel loro piccolo regno, servono insalate da comporre a piacimento, estratti di frutta e succhi detox. Il vero padrone i casa, però, è il bagel in diverse versioni. C’è persino quella al pastrami, ma per l’amico vegetariano ci sono quelli con parmigiana, caprese, caponata o falafel.

Panino Divino – Via dei Gracchi, 11

Panino con roast beef freddo

Si inizia dal pane: croccante e saporito. Si passa ai ripieni più classici (guanciale di suino nero, caciotta mista, pomodori secchi sott’olio, marmellata di peperoncini) e poi a quelli più coraggiosi (bottarga, cicoria ripassata, fior di latte). E poi ne vorrete ancora.

Pianostrada – Vicolo del Cedro, 26

Pianostrada, roma

Sono 4 donne l’anima di questo locale a Trastevere spesso preso d’assalto. Sarà che tutti sembrano amici, che si respira aria buona, o forse sarà per il Baccaburger, panino morbido al nero di seppia con burger di baccalà. Diciamo che anche le focacce imbottite potrebbero avere un ruolo in tutto questo.

Que te pongo – Via di Ripetta, 40

Que te pongo, roma

Pesce incontra pane ed è subito bontà. Qui tutti i panini sono studiati ad hoc e a voi non resta che scegliere se preferite il salmone d’Alaska, Irlanda, Scozia o Canada, se le alici le volete del Cantabrico e se la polpa di riccio la preferite da portare a casa o da mangiare in loco.

Antico Forno Roscioli – Via dei Chiavari, 34

antico forno roscioli, roma

Una vera e propria istituzione in città, un mostro sacro che non delude mai. La pizza bianca pura e semplice merita di per sé, immaginatevela con la mortadella o in qualche altra versione più contemporanea. Niente da fare, non sbagliano un colpo da Roscioli.

La Sandwicheria – Largo Nazareno, 16

La Sandwicheria, roma

A leggere sul menù sembra di essere tornati negli anni ’80: qui il panino all’italiana è rimasto tale e quale, slo che gli ingredienti sono di qualità e il prodotto finale conquista. Crema di carciofi, speck, brie, rucola, o magari un vecchio caro crema di tartufo, provola, prosciutto cotto, lattuga.

Zia Rosetta – Via Urbana, 54

zia rosetta, roma

Le rosette di zia Rosetta a Roma le conoscono tutti. Oltre ad essere buone di loro, hanno un’imbottitura di ingredienti che farebbe invidia, o forse sarebbe meglio dire fame, a chiunque. C’è con pollo, mela verde, indivia, salsa allo yogurt ed erba cipollina, oppure quella con tonno, robiole, capperi, olive e melanzane. Ambè.

SU TRE (O QUATTRO) RUOTE

Aperomeo

ape romeo, roma

Una stella Michelin su due ruote: il passo da Glass Hostaria al trabiccolo su ruote, per la chef Bowerman, è stato facile. Il pane (in ogni sua forma e consistenza) viene magicamente rinvigorito dagli ingredienti. Come ad esempio il pan bauletto con la polpetta al sugo: immaginatelo, poi correte a provarlo.

Ape Diogene

Ape diogene, roma

La base di tutto è il pane. Ma non un pane a caso, sia mai: la quota stellata va rispettata anche su un Ape Car, é chiaro. Quindi, oltre al pane di Romeo (quello di Cristina Bowerman e Fabio Spada, per capirci) ci sono le imbottiture esose che meriterebbero anche da sole. Una su tutte: salame, mostarda di pomodori e crema di pecorino.

Food Family

Ape Food Family, Roma

Cucina romana itinerante per questa Ape ronzante gialla e nera che porta in giro cibo laziale rivisitato (carbonara e cacio e pepe comprese) per quelli che l’hamburger lo vogliono strano. Ne esiste, infatti, una versione con la porchetta d’Ariccia e le puntarelle che è davvero una favola.

Ape Magna

Ape magna, roma

Di tutto un po’, per accontentare tutti. E, in effetti, la coppia di fratelli che prima guida e poi spadella sull’Ape rossa non delude: imprescindibile testare il classico dei classici: pizza con la mortazza. Poi, però, lasciate che il vostro stomaco emigri allegramente verso panini, crocchette e supplì.

Mozao

Mozao, roma

Gnocchi e tigelle itineranti: per alcuni potrebbe chiamarsi paradiso. Invece l’ape (che ha un nome, e per tutti è “la Bruna”) schizza qua e là in tutta la capitale, per diffondere il suo verbo di cibo di strada mai raffazzonato, anzi. Ci sono degli gnocchi alla carbonara (con uova e guanciale), la tigella zozzona (battuto di lardo di colonnata e scaglie di parmigiano) o la ammiccante con ratatouille di melanzane, menta e mascarpone.

Straw & Berry

straw & berry, roma

Quest’Ape Car è monotematica: innanzitutto è dolce. E poi gira tutto attorno alle fragole. Non credereste mai di quante cose ci si possano fare: cioccolata bio fondente, spiedini di frutta in stagione, cheesecake e tiramisù alle fragole e poi anche qualche vezzo salato, come le insalate con pinoli, songino e fragole.

PIADINE

Kalamaro Piadinaro – Viale di Tratevere, 83

kalamaro piadinaro, roma
Immaginatevi un bel fritto di calamari e gamberi avvolto in un cartoccio di piadina che, arrivati alla fine, potrete mangiare con il gusto del “non è finita”. Questa parentesi romagnola in capitale è il tempio dello strutto, dell’impasto classico e della piada tradizionale, di farro e di grano spezzato.

Piadina Maioli – Eataly – Piazzale 12 ottobre 1492

piadina romagnola

Presenza fissa negli Eataly di tutta Italia, anche a Roma se ne apprezza la pasta che si scioglie in bocca e gli ingredienti classici che la rendono una vera delizia fuorisede. Pure il crescione non è male, prezzi un po’ altini…

DOLCI

Dess’Art – Mercato di Testaccio – Via Francklin

Cannoli con ricotta e cannella

Nel cuore del Mercato di Testaccio, c’è un posto che potrebbe anche piacervi, se siete degli irriducibili del cannolo siciliano. Qui, infatti, ne trovate per colazione, pranzo-dessert o spuntino, se proprio ne fate una questione di vita o morte. Oltre ai cannoli, ci sono tanti altri dolci e dolcetti siculi che meriterebbero di tornare qualche volta in più.

SEDUTI O TAKE AWAY

Ciao Checca – Piazza di Firenze, 25

ciao checca, roma

Loro dicono di fare dello slow street food. Noi diciamo che fanno delle piccole meraviglie da portarsi in giro in appositi bicchieroni, in modo da sfamarvi con godimento anche mentre camminate. Il piatto della casa è la Checca, ovviamente, ditaloni rigati al dente, con pomodori a grappolo, mozzarella di bufala e basilico. Ma non dimenticatevi della crema di cicerchie!

Ciuri Ciuri – Via Leonina, 18

Ciuri Ciuri, Roma

Ciuri di tuttu l’annu… Se siete dei fan della cucina siciliana canterete anche voi le odi di questa piccola parentesi isolana in capitale. Gastronomia sicula a 360 gradi: dagli arancini allo sfincione, dalla caponata ai bucatini con le sarde. Prima di chiudere bottega, date una chance anche alle cassatine, alla granita e ai dolcetti di mandorla.

L’involtino – Via dei Gracchi, 28

l'involtino, roma

In origine fu una macelleria cum laude in involtini. Oggi che L’involtino ha aperto la sua seconda sede, ci si può fermare a mangiare oppure fare incetta dei piatti siciliani e portarseli a casa. L’involtino, anche qui, impazza: di tante carni diverse, con ripieni di tutti i tipi, ma anche di pesce spada. E poi via di pasta alla Norma, e con finale di cannolo, what else?

Mariolina – Via Panisperna, 22

Mariolina Monti, Roma

Take away oppure al tavolo: la formula non importa poi molto, se i ravioli che mangerete vi conquisteranno. A Marzia Greco, con tutta probabilità, sarete molto grati dopo i ravioli al baccalà e patate con pomodori confit, olive nere infornate e origano, oppure quelli con alici, ricotta di pecora e menta con patate, scalogno, granella di mandorle e zeste di limone.

San Bartolomeo Street Food – Via dei Parioli, 206

San Bartolomeo street food

Si parte dagli allevamenti di pollo e tacchino fuori città. Poi si passa al Mercato dei Parioli dove si possono assaggiare in versioni tradizionali e inaspettate: in primis arrosto (che è la vera perla di casa), poi le alette croccanti con il ketchup “vero” e naturalmente l’hamburger di pollo.

Sapori di Gaeta – Via Porta, 19

Sapori di Gaeta, Roma

La torta salata tipica di Gaeta ha fatto le sue meritate vittime anche a Roma. Sarà che nella versione ripiena di baccalà e scarola sembra atterrata direttamente dal paradiso. La versione con broccoletti e salsiccia di Maranola è altrettanto meravigliosa.

DAL MONDO (ETNICO)

Kalapà – Via Ascoli Piceno, 17

kalapà, roma

Take away oppure seduti, poco importa: se guardate ancora al cibo greco con circospezione, questo è il posto per la vostra conversione. La pita esiste nella versione con pollo, vegetariana oppure vegana, e poi via di moussaka, tzatziki, hummus, dolcetti con yogurt e pasta fillo. Che l’aglio sia con voi, fratelli.

Kebab – Via Valenziani, 14

Kebab, Roma

Non è il classico chioschetto che ben conoscete. Qui potete prenotare e assaggiare piatti mediorientali seduti al vostro tavolo. Ma, una volta entrati, vi sfido a non scegliere il kebab, dopo averlo visto in tutto il suo splendore mentre gira lento, lento e ipnotico. A volte lo si può trovare anche di pesce: stessa cura per le spezie e la cottura.

FRITTI

Freetto – Via Spaventa, 20

freeto

Se non siete capaci di dire al no al fritto, di qualsiasi genere, girate al largo da qui. Se invece volete abbondarvici e regalarvi emozioni in pastella, non fate i reticenti e provate un po’ di tutto: olive all’ascolana, filetti di baccalà, fiori di zucca, arancini, paranza e verdure pastellate. Per dirne solo una piccola parte.

I fritti de Sora Milvia – Via Cassia, 4

I fritti de Sora Milvia

La Sora Milvia è una donnina chic e di sostanza allo stesso tempo. Qui, nei tavolini all’aperto, si consuma tutti i giorni il gran festival del panzerotto, a cui partecipano anche i compari supplì, crocchette, polpette, mozzarelle in carrozza e quant’altro. Anche il dessert è a tema (ravioli e crema fritta).

Pastella – Viale Gottardo, 39

pastella, roma

Da pastella, manco a dirlo, una passata di fritto non si leva a nessuno. Le polpette vanno dal ripieno di bollito a quello di besciamella, poi si frigge la polenta e pure la crema, per non farsi mancare nulla. Ingredienti in maggioranza biologici e la coscienza è salva.

I Supplì – Via San Francesco a Ripa, 137

supplì

Altro che supplì al telefono: qui coi “fili” ci si arriva fino a Milano, in interurbana. Non c’è molto da dire: sono fatti come tutti i supplì al mondo vorrebbero essere. Croccanti fuori, con un ripieno che goloso è un eufemismo. Arancine e crocchette, le cugine, sul secondo gradino del podio.

Supplizio – Via dei Banchi Vecchi, 143

supplizio

Arcangelo Dandini deve essere stato un grande fan dei supplì se ha deciso di dedicarci un intero locale. E non si è sbagliato, visto che il popolo romano apprezza e ringrazia. Ci sono i classici filanti “al telefono”, opre per esempio la versione alla carbonara. Una piccola matrioska di romanità.

[Crediti immagini: via dei gourmet, streatit, 10best, corriere roma, cucinadigitale, giorgio salvatori, ersanpietrino, zero.eu]

Carlotta Girola Carlotta Girola

11 Marzo 2016

commenti (15)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Achel86 ha detto:

    96 ore adesso….sono curioso di vedere fino a quante ore di lievitazione arriverà questa moda.

  2. Avatar Veruska Massarenti ha detto:

    aggiungo Al Panino a piazza Euclide, nuova apertura assolutamente da provare!

  3. Avatar Gianbalvo ha detto:

    In periferia si mangia meglio
    No al radical chic commerciale finto street food

  4. Avatar Attila Krugher ha detto:

    Perchè volete inculcarci il concetto di street food che in Italia NON ESITE! Street food è cibo cucinato in strada, venduto in strada e mangiato in strada, come in Vietnam ad esempio o come le caldarroste in Italia. Faremo la fine degli USA, solo catene e cazzate. Io sto con la tradizione. Saluti!

    1. Avatar I know who I am ha detto:

      a Napoli il cibo da strada esiste da sempre, mi dicono. E pure a Palermo.

    2. Avatar Gianbalvo ha detto:

      Ecco, quello che volevo dire.

    3. Avatar lucaschiavoni ha detto:

      quindi il pane con la milza, a palermo e non solo, è un americanata ? 😀 ehm.
      non è che è vero il contrario? gli USA sono formati SOLO da immigrati europei, ognuno con il suo street food.
      in USA esiste lo street food perchè glielo abbiamo portato noi. Dalla pizza a taglio in poi…

    4. Avatar Attila Krugher ha detto:

      Scusate caldarroste e pani ca meusa… insomma un mondo di street food…

    5. Avatar Giovanni Puglisi ha detto:

      Lo street food È la cucina italiana – o meglio, è una buona metà del suo DNA; quella bassa, che si integra con la cultura degli scalchi del Cinquecento e che ne imitava i risultati e i modi partendo da ben più umili ingredienti… Se al Nord effettivamente il mangiare di strada non è tradizionale, al Centro e al Sud è radicato da sempre. Dalle mille varietà di sfizi palermitani (meusa, stigghiole, peri e mussu, frittola, purpu maiulinu, panelle e via dicendo) e catanesi (arancini e tavola calda mista, arrusti e mancia, sanceli) a Napoli (frittatine di pasta, pizza a portafoglio, crocché); da Roma (filetti di baccalà, fiori di zucca, supplì) all’Abruzzo (arrosticini, fritti di mare) e alle Marche (olive all’ascolana, crema fritta) e fino all’Emilia Romagna (gnocco emiliano, piadina, crescione)… Non è un’ “americanata”, se non nel modo di chiamarlo – in effetti, perché “street food”? – ma quello che mangiamo da che ne abbiamo memoria, mentre giriamo nei mercati rumorosi in attesa di cucinare a casa e mangiare ancora.

  5. Avatar Giovanni Puglisi ha detto:

    Molto bene, ma mancano due capisaldi della tradizione di strada romana: IL filetto di baccalà “dar filettaro”, a Campo de’ fiori, e IL supplì di Sisini sempre caldo (piazza Re di Roma).

    1. Avatar Attila Krugher ha detto:

      Esatto cibo da asporto. come la Pizza.

  6. Avatar Ferencino ha detto:

    Bravi!!ma…… ma come avete fatto a dimenticare i filetti di baccalà Dar Filettaro a Santa Barbara.

  7. Avatar Emanuele Tozzato ha detto:

    Non dimenticatevi di “cottocrudo” vicino al vaticano!

  8. Avatar Marzia ha detto:

    Le bravissime ragazze di Pianostrada si sono trasferite già da diversi mesi a Via delle Zoccolette (ex Zoc). Nel locale a Vicolo del Cedro ha appena aperto Eggs. Aggiornatevi, è il vostro lavoro!