Siete in Sicilia? Fate colazione con le frittole

C’è qualcosa di antico nei gesti di Toni, il frittularu, mentre fa scivolare il braccio sotto il panno a fiori adagiato sulla cesta in vimini e ne estrae una precisa dose di prelibatezze calde e croccanti, cospargendo poi il tutto con una spolverata di pepe e succo di liomne.

Ed è con orgoglio che ti porge il pacchetto fumante, formato da un semplice foglio di carta oleata da cui attingere quelle calde bontà, mentre passeggi tranquillo per le vie di Palermo.

A Palermo, la prima colazione è anche questo, o meglio, è soprattutto questo, più degli ordinari cappuccino e croissant, forse anche più della granita con la brioscia.

E’ la frittola, una specialità che si trova solo qui, in Sicilia, uno degli “street food” più antichi e apprezzati. Si tratta in pratica della carne che resta attaccata alle carcasse dei vitelli, di frattaglie che prima vengono bollite e poi abilmente fritte dal frittularo, fino a prendere consistenza e sapore simili a quelli della pelle del pollo arrosto.

Le frittole, a Palermo, sono proteine, vitamine e gusto amorevolmente cucinati in mezzo al traffico, che si possono gustare al prezzo di  pochi euro.

Ma sono anche altre le calde squisitezze da far leccare i i baffi (oltre che le dita) che si mangiano in Sicilia, e che costringono a camminare quasi chini sul proprio pasto per non sporcarsi con quello squisito grasso gocciolante.

pizza palermo

Quali ad esempio il pani câ meusa, il panino con milza di vitello e ricotta, poi ovviamente le arancine, le classiche palline di riso ripiene di ragù e piselli, o anche lo sfincione, una sorta di pizza ricca e soffice, alta e variamente condita.

Bocconi di conforto, serviti caldi caldi dalle sapiente mani dei frittulari come Toni.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

24 Luglio 2017

commenti (9)

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  1. Avatar Emanuele ha detto:

    È un cibo per temerari già a pranzo o a cena, figuriamoci a colazione!

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Grazie, ma continuo con cappuccino e brioche, o una granita rinfrescante se sono in Sicilia.
    La frittola ci può stare magari come aperitivo…

  3. Avatar Luca63 ha detto:

    Mi sembra rientri nell’ ambito delle colazioni salate , piuttosto impegnative ,che in tempi passati erano tipiche di ogni regione e di lavori che cominciavano la mattina presto , faticosi anche per l’assenza dei mezzi odierni .
    Da noi in Toscana epiche le colazioni dei netturbini a base di trippa e di chiocciole , gli sfilatini imbottiti al mercato ortofrutticolo , la zuppa di fagioli per la trebbiatura .

  4. Avatar mcop ha detto:

    Mia cara Cinzia, la Sicilia è grande. Capisco che per voi nordici quei luoghi sono un po’ “hic sunt leones”…. ossia luoghi sostanzialmente sconosciuti. Mi permetta allora di spiegarle che Palermo non è la Sicilia intera. Che le frittole, cosi come il pane ca meusa e le panelle le fanno solo a Palermo. Non le fanno a Messina, non a Enna, non a Siracusa, Catania, Ragusa, Caltanissetta, Agrigento, credo neppure a Trapani. Detto questo, l’assicuro, al mattino i siciliani (soprattutto d’estate) la colazione al bar la fanno con la granita e la brioscia. E fanno bene.

    1. Avatar drocco ha detto:

      Ma infatti nell’articolo è ben specificato che si parla di Palermo 🙂

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Grazie per la precisazione 🙂

  5. Avatar Pierluigi ha detto:

    Leggendo le prime righe ho pensato,” la Pettignano colpisce ancora ! Per gli articoli descrittivi è insuperabile e per certi versi poetica ! “….. E invece alla fine … Cinzia Alfé…… e allora cosa dire …. BRAVA CINZIA !!!!!

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Pierluigi, ma grazie! Arrossisco .-))

  6. Avatar Sarbatore ha detto:

    In realtà la frittola, ‘u pani ca’ mievusa, ‘u spinciuni, i cazzilli, ‘a rascatura, ‘u pane e panelle, i stigghiula, ‘a quarume, tutti i pezzi di rosticceria comprese le arancine vengono considerati grapipititto (apriappetito), cose da mangiare a metà mattinata o a metà pomeriggio. Per cui se l’aperitivo è stato inventato a Milano, noi a Palermo abbiamo inventato l’apriappetito.