di Massimo Bernardi 14 Dicembre 2010

Abbiamo già visto cibi inessenziali vivere i famosi 15 minuti warholiani. Il punto non è essere invecchiati e raccontare lo stesso teatrino – la stessa folgorazione, lo stesso sudore freddo, la solita perentoria necessità di possederli (o di farli), le solite spese scellerate pur di procurarseli, no. Il punto è l’inopinabile. In certi momenti, inopinatamente, si mettono in moto flussi di sintonia, si alzano ondate di consenso, maree di popolarità, così esplodono i best seller. E l’ultimo dei nostri problemi è che siano cibi indispensabili, più buoni, più salutari, più utili degli altri, no, il requisito è diverso: il solo fatto di possederli deve elevare il nostro tasso di fighezza.

Palla di vetro alla mano, Dissapore predice 3 i cibi inessenziali che vivranno (o continueranno a farlo) i loro 15 minuti warholini nel 2011.

Macaron | La fenomenologia macaronica è straordinaria. Andiamo in pellegrinaggio a Parigi solo per avere ognuno il nostro momento-Pierre Hermé (lo ha appena fatto la nostra Sara Porro scoprendo definitivamente il sesso dei macaron — gay —), rendiamo cerimonie religiose esperienze fondamentalmente gioiose come l’abbuffarsi di biscottini (“il color Rosa e Petali di rosa è più o meno intenso di Mela Cotogna e Rosa?”), spendiamo 85 euro per un kg di gusci ripieni ma ci attacchiamo a qualunque cosa pur di giustificare l’investimento, e non è che una volta a casa… basta: no, compriamo tutte le bibbie di settore, anzi scegliere inizia a diventare un casino, anche se le più autorevoli si confermano (1) I love macarons, (2) Macaron. Ingredienti, tecniche e ricette, e (3) Macarons, di imminente uscita. Scommettiamo che nel 2011 la dipendenza contagerà anche voi? Passion fruit e Castagna + Tè Verde Matcha i gusti più trendy.

Lievito/pasta madre | La pasta madre è così virale che leggendo nel titolo di un post “le mie ciabatte con la pasta madre” nessuno pensa più che l’autore sia in acido. Tutti capiscono che parla di pane, il trojan horse della panificazione, cui in un turbinio travolgente seguiranno trecce, grissini, pizze, biscotti, ciambelle, perfino le bombe alla crema — ma con pasta madre — perché panificare è tutto ciò che chiediamo. Ormai è il dinamico ammasso di batteri a possedere noi, non viceversa, è lui a scandire le nostre vite a colpi di rinfreschi e rabbocchi, elevando le sorelle Simili (Margherita e Valeria, riferimento obbligato di ogni lievitista almeno quanto il panettiere romano Gabriele Bonci) al rango di maitre à peinser. I corsi di cucina su YouTube delle arzille bolognesi sono il nuovo culto, come (1) La buona cucina di casa, il best seller più recente, e (2) Tutta la bontà del pane, oltre a (3) Il pane fatto in casa. Più di 100 ricette per preparare pani squisiti con la macchina per il pane, scritti da altre maestre. E faremo meglio a non illuderci, lievito e pasta madre saranno ancora qui per molto tempo, di sicuro per tutto il 2011.

Tofu. Schizofrenici che non siamo altro. Mentre i macellai diventano le nuove rockstar quelle più attempate tipo Paul McCarney sollecitano il pubblico a tirar fuori gli accendini per un mondo senza carne. E complici iniziative tipo il Meatless Monday (lunedì senza carne) raggiungono l’obiettivo. Allora cosa mangiamo al posto della carne? Chiamatelo segno dei tempi. Oppure senso del marketing. Ma il principale indiziato si chiama tofu, il panetto vegetale discendente del latte di soia che sta alla cucina vegetariana come Lady Gaga alle classifiche di Billboard. E come la ragazza-Germanotta è proteinico, ricco di vitamine, epperò poco grasso e senza colesterolo. La subdola strategia per imporlo al mondo occidentale pare sia incorporarlo nei piatti che stimolano la nostra libido: pasta, pizza, purè, torte al cioccolato, biscotti, perfino la panna montata. Non fatevi cogliere impreparati, le letture consigliate sono (1) Cucinare tofu & seitan. Oltre 100 ricette per sostituire con gusto la carne e le altre proteine animali, (2) Il tofu e la cucina vegetariana.

[Crediti: Spigoloso, Amazon, Ibs, Meatless Monday]