di Anna Silveri 14 Luglio 2018

Abbinarne un pezzo a qualcosa di salato, come una bottarga di muggine o la colatura di alici, potrebbe trasformare l’anguria in una nuova religione. Esagerato?

Forse un po’, ma mettere insieme il sapore del pesce, il gusto del sale con tutta la dolcezza e la freschezza dell’anguria, e quella nota di leggera acidità, non è una spacconata da nuovi gourmet, ma una sorpresa da leccarsi i baffi.

Chiamatela con il nome che volete, anguria o cocomero (il primo è la variante settentrionale dell’altro, usato in Toscana, al sud e più corretto, spiega l’Accademia della Crusca), ma il gigantesco frutto estivo mette tutti d’accordo. Piace ai goderecci e a chi ne apprezza il modesto contenuto calorico (54 calorie per 100 grammi) rispetto alla sensazione di sazietà che fornisce. Una fetta non si nega a nessuno quando il caldo morde, dagli avamposti della riviera ligure fino all’ultima spiaggia siciliana.

[5 errori da non fare: la serie]

Inevitabile che oggi Dissapore torni sull’argomento con un nuovo episodio dei “5 errori da non fare”, il primo e più macroscopico dei quali è, senza tema di smentite, ignorare la mostruosa versatilità.

1) Ignorare la mostruosa versatilità

Se non sapete che con la polpa dell’anguria si possono fare infinite cose datevi bassi voti in mondanità gastronomica. O bella, e perché sarebbe così versatile? Perché sa rinfrescare, sgrassare e alleggerire.

Anguria e carne: sperimentate se non ci credete. Potete farlo senza risparmiarvi, scegliendo tra il pollo o anche l’anatra glassata, addirittura con una salsiccia dolce appena spadellata. Infine, chiedetevi perché dev’essere per forza prosciutto e melone, e non magari anguria e speck, oppure salame e cocomero.

Anguria e pesce: tagliate un pezzo di anguria togliendo i semi, appoggiatevi sopra un calamaretto appenna scottato sulla piastra, e completate con una fettina di bottarga. L’anguria si scioglie, il calamaro porta masticabilità e consistenza, la bottarga sprigiona salinità. Una delizia!

Letteralmente proibito non continuare il giro al mare: anguria e capesante scottate, anguria e baccalà, anguria e gamberi al vapore (anche alla piastra), anguria e pezzetti di pescatrice.

Comunque, procedendo così non potete sbagliare: funzionano sia l’abbinamento dolcezza con dolcezza, vedi i crostacei, che dolcezza con sapidità, per esempio con il baccalà.

2) Sottovalutare anguria e formaggi

Nella grammatica dei sapori e delle loro infinite combinazioni formaggio di capra & anguria non va sottovalutata. Usata nelle insalate greche da tempo immemore, l’anguria contagia il formaggio con la sua freschezza. L’abbinamento funziona anche con l’anguria al barbecue appena velata di miele.

Avvertenza: dato che il formaggio salato e le olive, se le usate, tendono a estrarre il succo dall’anguria, aggiungeteli all’ultimo momento.

[Tutto il giorno è anguria]

Ridotta a composta, con cipolla rossa, zucchero, aceto e grani di senape, quasi fosse un chutney, l’anguria è ottima anche con i formaggi stagionati. Ma siccome fa caldo e qualcosa di più fresco ci vuole sempre, provate una caprese di bufala. Con il verde del basilico e il rosso delle sottili fette di anguria.

3) Trascurarla nei cocktail e nelle bevande

Per Mark Twain l’anguria era “il primo dei lussi del mondo”, merito del succo, che ha un bel color rubino e un sapore dolce delizioso. Oltre a una forte compatibilità con la vodka, molto amata dal sagace scrittore americano.

Tonifica e ripara dal caldo dell’estate in un cocktail di polpa frullata con zucchero di canna, menta e succo di limone o lime. Accoppiate gli stessi ingredienti al rum ed ecco inventato un insolito mojito rosso.

Tornando in Italia, se vi servono ulteriori tracce della versatilità dell’anguria cercatele nel gelo di melone siciliano. Quella deliziosa e luccicante gelatina è sì uno spettacolo per gli occhi ma ancora di più per il palato, specie se sostenuta da mandorle o pistacchi, aromatizzata da fior d’arancio e gelsomino e ancora speziata alla cannella.

Vogliamo sorvolare sulla granita d’anguria o sul sorbetto? Certo che no, come pure su una macedonia minimalista marinata nel vino dolce.

E per finire, nulla fa più estate di un drink servito in mezze angurie baby svuotate, con il corredo di cannucce e ombrellini.

4) Anguria &…

Anguria & Cetriolo: l’anguria è imparentata con il cetriolo appartenendo alla stessa famiglia botanica, anche il sapore è simile, non ve ne siete mai accorti? Non a caso l’anguria si sposa molto bene con i tradizionali partner del cetriolo, in particolare feta, il formaggio tradizionale greco, e menta. Provatela anche come sostituzione del cetriolo nel gazpacho, dove l’interpretazione fruttata della freschezza del cetriolo dà a un piatto salato il richiamo di un ghiacciolo delizioso.

Anguria & Ostriche: le note di cetriolo presenti nell’anguria funzionano molto bene con le ostriche, che a loro volta esaltano la dolcezza del frutto.

[Non è mai troppo tardi per voltare pagina: come guardare all’anguria in modo completamente nuovo]

Anguria & Peperoncino: una combinazione amata in alcune scuole di pasticceria come per esempio quella messicana. Da quelle parti spopolano dolcetti come lecca lecca all’anguria con sorbetto al peperoncino e caramelle dure all’anguria e cuore di peperoncino.

Anguria & Verdure: Mescolata con i pomodori l’anguria regala soddisfazioni estive, ma può essere aggiunta a ogni genere di insalata verde e croccante, come lattuga o rucola: in questo caso il tocco in più è una grossolana macinata di pepe nero.

Non sapere come sceglierla

cocomeri

Come si sceglie a colpo sicuro l’anguria migliore? Dove per migliore s’intende quella sugosa e dolce, che è un piacere anche solo addentare facendo colare il succo giù per il mento.

La questione è spinosa, tanto che per dirimerla è sceso in campo addirittura il New York Times. E cos’ha detto in merito il più prestigioso quotidiano del pianeta?

In sintesi questo:

– Preferiamo angurie opache, o insomma, con la scorza non lucida e abbastanza uniforme. Bitorzoli e altre stranezze potrebbero segnalare esposizioni irregolari all’acqua o al sole.
– Perfino il NYTimes ha tirato fuori la storia della macchia chiara nella scorza causata dalla maturazione al suolo, che in caso non ci fosse, vorrebbe dire che l’anguria è stata raccolta prima del tempo.
–L’anguria va soppesata con un po’ d’attenzione perché in rapporto alla sua dimensione dev’essere bella pesante.
– Ci sarebbe anche l’ineffabile suono sordo provocato dal palmo della mano. Che secondo noi, tuttavia, presenta troppe variabili per essere un parametro attendibile.

Ad ogni modo, secondo il quotidiano di New York un suono più profondo può significare che l’anguria non è matura e c’è troppa acqua. Che la causa sia questa o un’altra poco importa, visto che il difetto si chiama “cuore vuoto”, condizione inaccettabile per la vostra anguria.