di Adriano Aiello 5 Aprile 2012
segnale, carrello, supermercato

Il supermercato, ma soprattutto l’ipermercato è un regno che mi affascina. Senza ammorbarvi maldestramente direi che sposo totalmente l’immagine da turista del grande magazzino fornita dall’editor Sara Porro. Ecco allora che, una volta inciampato nella classifica dei Super americani, ho pensato di compilarne una io. Italiana, va da sè, velleitaria, metodologicamente anarchica e istintiva. Tragicamente arbitraria insomma.

Permettete due parole sul supermercato, prima. Da una parte c’è l’impulso deteriore e gastrofighetto che genera una vaga indignazione all’acquisto negli algidi luoghi coi pomodori e le fragole tutto l’anno (e i vini che non mi interessano), dall’altra l’individuo moderno e accelerato che vive in me gradisce comprare nello stesso luogo le gomme della macchina e lo sgombro. E chi dice che il pesce al supermercato non è generalmente buono è in mala fede e dovrebbe vedere i pescatori che mettono da parte il meglio per la grande distribuzione.

D’altronde il supermercato rimane per la gran parte di noi, il luogo privilegiato dove spendere la fetta più larga del nostro budget per l’alimentazione e il sapersi muovere, leggere i prezzi (al kg) dei prodotti, selezionare e comparare, è una piccola arte che richiede tempo e abnegazione.

In attesa dei vostri spunti, negazioni e disappunti un paio di paletti li metterei. Ho eliminato i due estremi dalla classifica, quindi i supermercati specializzati (penso a Eataly e ai biologici in genere) e gli hard discount. Ho valorizzato la varietà di proposte e gli eventuali servizi (ristorazioni, igene, spazi, offerte, aperture domenicali, eventuali aree per bambini). Partiamo.

10. Penny Market:
teoricamente un soft discount. Il buon prezzo è il suo traino. Sorprese nell’angolo birra e tra le cioccolate.

9. Carrefour:
colosso francese accessibile e soddisfacente. Ha i benzinai con il miglior prezzo sul mercato.

8. Conad:
può apparire come la versione light della Coop. Rivedibile l’area frutta e ortaggi, notevole la scelta di pesce nelle zone marittime toscane, interessante la linea Sapori&Dintorni.

7. Gigante:
di nome e di fatto. Ma senza guizzi. Con un’eccezione: il miglior pane da supermercato della Lombardia.

6. Unes:
perfetto per una spesa veloce e di qualità. Buon reparto salumi. Eccellente la frutta fresca.

5. Super Elite:
si è ricavato un posto al sole in una piazza dura come Roma, anche se i prezzi non fanno gridare al miracolo. Ottimi formaggi e ci si può imbattere in vini sorprendenti.

4. Despar:
eccellenza del nordest. Buon rapporto qualità-prezzo e il migliori pane decongelato in circolazione.

3. Ipercoop:
antitesi “politica dell’Esselunga” (può irritare dare i soldi agli pseudo-riformisti) ne condivide le eccellenze ma a prezzi (generalmente) più alti. Ed è più debole nel bio. Ottima macelleria.

2. Iper:
l’area gastronomica troneggia ed è imponente, i prezzi sono medio-alti, ma la qualità anche. Anche il reparto affettati e formaggi non ha concorrenza.

1. Esselunga:
ok i dipendenti raccontano dure vessazioni personali, mentre spendi pensi di dare i soldi a Berlusconi (e la cosa turba non più della metà della popolazione) ma il rapporto qualità prezzo è il migliore. Gli ipermercati hanno un buon bar all’uscita, ha l’unico biologico davvero a buon mercato, ha inventato l’acquisto online nel settore e la freschezza dell’area carne e pesce è indiscutibile.

[Crediti | Link: Dissapore, Huffington Post, immagine: BBC]