di Massimo Bernardi 18 Febbraio 2010

Un micio

Sapete cosa? Lo sforzo di Stefano Caffarri meritava miglior fortuna. Riconoscerete che riabilitare Beppe Bigazzi a cadavere ancora caldo (il suo, televisivamente parlando, o quello del micio?) era complicato anche per il brillante autore di Dissapore. Però gli ultimi commenti al suo post sul 77enne buongustaio toscano, non li meritava. Fanno così “Paese Reale” che da oggi uno potrebbe tranquillamente smettere di guardare Il Grande Fratello. Vediamo se trascorsa qualche ora ci riesce di ragionare. Dunque, il perentorio Beppe Bigazzi ha detto di non meritare la sospensione da La Prova del Cuoco. Voleva solo esaltare i piaceri del Gatto in umido. Sicuramente non la sola ricetta che può rivoltare lo stomaco di chi ama gli animali.

Per dire. Ce li ricordiamo i medici di famiglia che consigliano alle mamme in gravidanza e ai loro bambini la carne di cavallo ricca di proteine, vero? E provate a togliere ai pugliesi il ragù di cavallo se ci riuscite. Ce lo chiediamo mai cosa pensano gli stranieri davanti alla foto di un nobile cavallo quando entrano in una macelleria di carne equina?

Come in molti altri paesi d’Europa, gli uccelli figurano nei menù di molti ristoranti italiani. Sono testimone diretto di una splendida cena a base di cacciagione consumata di recente nel ristorante di Mauro Uliassi, a Senigallia. Tra i piatti preferiti di molti amici ci sono allodole e tordi arrosto. I veneti ne usano una dozzina per cucinare la Polenta e osei.

Restando tra gli amici, c’è chi dice che il grasso del ghiro, cucinato già dagli antichi romani e molto amato nelle zone rurali della Calabria, sia irresistibile. E sì che la specie è protetta, come un paio di anni fa lamentava la LIPU denunciando che nella zona di Catanzaro se ne mangiano 20.000 ogni anno.

Il Caso Marzu, una formaggio sardo, è un caso a parte. Si tratta di un pecorino infestato deliberatamente di larve della mosca casearia che crescono e si nutrono dello stesso formaggio. Gli intenditori lo mangiano avidamente con tutte le larve, rischiando nausea, vomito e diarrea. La soluzione è mettere il formaggio in una busta a chiusura ermetica, così i vermi sentendosi soffocare saltano fuori dal formaggio.

Questa non è una provocazione, si era detto che cercavamo di ragionare. Però scusate, nessuno si preoccupa della sofferenza di questi animali?