di Chiara Cajelli 27 Gennaio 2020

Conoscete i felafel? Sono delle polpettine a base di ceci, fritte, appartenenti alla cucina mediorientale. Sono irresistibili e da fare in abbondanza, perché sono una pietanza conviviale: presentateli accumulati su un bel vassoio e ponetelo al centro della tavolata. Se volete cimentarvi, qui sotto la ricetta e soprattutto 3 errori da evitare!

Ecco, brevemente, la ricetta. Lasciate in ammollo 500 g di ceci, per 12 h. Scolateli e asciugateli, quindi frullateli con 100 g di cipolla rossa, 1 spicchio di aglio, sale, pepe, prezzemolo, semi di cumino tritati, poco brodo vegetale. Versate delle cucchiaiate di impasto nell’olio caldo et voilà: felafel pronti!

1. Non mettere l’aglio

I sapori tipici mediorientali sono avvolgenti e intensi, sembra quasi di percepire un colore brillante quando li si assaggia… per questo, in una ricetta tipica, andrebbero modificati il meno possibile. Nei felafel, ad esempio, l’aglio deve essere ben presente (così come nel pesto alla genovese). Se non volete un aroma eccessivo di aglio, rimuovete l’anima, ovvero il germoglio al centro dello spicchio: è la parte che racchiude il sapore più forte e persistente.

2. Usare ceci precotti

Una scorciatoia allettante e davvero utile è usare ceci precotti al posto del lungo procedimento di ammollo… ammettiamo che la tentazione è forte e ovviamente non sarebbe grave cedere, tuttavia fare i felafel con i ceci “freschi” è tutt’altra cosa anche perché, come scritto, i ceci servono crudi. Organizzatevi il giorno prima con l’ammollo: ponete i ceci in abbondante acqua fresca e mezzo cucchiaino di bicarbonato, copriteli e lasciateli 12 ore nella parte inferiore del frigorifero. Il giorno dopo scolateli, sciacquateli e asciugateli molto bene, dovranno perdere più acqua possibile… il sale sarà aggiunto solo durante la composizione dei felafel.

3. Cuocerli in forno

Ci sono tre motivi per cui non dovreste cuocere i felafel in forno, anziché friggerli:

  • gli originali e tradizionali sono fritti;
  • il sapore, in questo caso (a differenza di molte ricette che nascono fritte ma possono essere molto apprezzabili anche al forno, le chips ad esempio), cambia moltissimo;
  • la frittura permette una cottura abbastanza veloce e manterrebbe l’umidità dell’impasto, cosa che la cottura in forno non farebbe: i felafel cotti al forno risulterebbero molto fragili e asciutti

Se siete preoccupati delle calorie… fate bene! Potete tuttavia rendere la frittura meno pesante adottando preziose accortezze: olio di arachidi perché ha un punto di fumo molto alto, e un termometro da cucina per poter friggere alla temperatura costante di 175°C – non un grado di più (i felafel brucerebbero) e non un grado in meno (se friggete ad una temperatura inferiore a 170-175°C, i felafel si inzupperebbero di olio).

Ora avete tutti gli strumenti per fare dei felafel perfetti: gustosi, umidi, croccanti fuori, morbidi al cuore, da condividere con tutti gli amici.