di Antonio Tomacelli 24 Luglio 2009

Un mese dopo l’imprescindibile sfida tra chinotti, Dissapore tenta l’impossibile: una degustazione comparata di acqua, limone e zucchero. La Gazzosa, insomma, il cui rigido disciplinare prevede solo perlage aggiunto. In campo Lurisia contro Sprite del gigante CocaCola.

Sprite contro gazzosa Lurisia: degustazione comparata

LURISIA
La Gazzosa (o gassosa, per i puristi) è fatta con limoni Igp della Costiera Amalfitana, quelli per intenderci del limoncello, da tempo presidio SlowFood. Versata nel calice, la spuma effetto champagne promette senza mantenere, e della cuvée resta solo il finissimo perlage. L’agrume punge il naso con un sottile odore di bucce che ricorda il limoncello, però senz’alcol. In etichetta è riportato l’uso di “oli essenziali di limoni” e “aromi naturali”: niente di chimico, e si sente. Il profumo è la parte migliore dell’assaggio, perché in bocca la Gazzosa Lurisia è troppo dolce. Il gas aggiunto fissa perfettamente l’aroma di bucce al palato. Stupisce in un prodotto semi-industriale il rispetto per la materia prima.
Punteggio: 85 centesimi, senza sforzo.

SPRITE
Lattina d’alluminio e grafica bisognosa di restyling per un prodotto popolare dalle ambizioni cool. Alla prova del bicchiere (vedi foto) la gazzosa americana tradisce le origini da sobborgo industriale: schiuma *a bolle* che si disfa subito, senza il minimo perlage. L’odore ricorda vagamente i limoni, però con tutta la scatola di cartone. L’etichetta non accenna all’uso di agrumi, solo aromi, acido citrico e sostanze chimiche (benzoato di sodio). Del limone si percepisce un curioso effetto astringente, quasi un tannino giovane, spinto da una carbonica volgare, grossier. Meno dolce della Lurisia (risparmio?) scorre via facile.
Punteggio: 55 centensimi

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Nella foto: a sinistra la Sprite, a destra Lurisia

La Sfida
Un confronto senza storia che per sicurezza ho ripetuto a temperatura ambiente. Senza freddo aggiunto, l’effetto chimica Vs. natura è più marcato e Lurisia mette al tappeto Sprite senza difficoltà. Il problema è che così dolce, finisce per non dissetare. Prezzi rilevati al banco del bar Gorizia di Cerignola (FG).
2 € E CINQUANTA per la Lurisia contro 1 E CINQUANTA per la Sprite. Aggiunta la tara bicchiere-ghiaccio-limone che però il barman Nicola sconsiglia nella Lurisia: “rovina il perlage“, dice.