di Massimo Bernardi 1 Ottobre 2009

Il nuovo look di Carlo CraccoE’ tempo di un aggiornamento sul cammino di conversione che sta trasformando Carlo Cracco da chef della ricca e compiaciuta borghesia milanese “con aziende e professioni locate qua e là nella provincia“, a guerriero ambientalista (pure nel look) propugnatore di una cucina meno costosa. Oggi, il Magazine del Corriere (non online) in un articolo titolato “De profundis per il lusso in tavola”, sostiene di aver raccolto questo pensiero proprio Carlo Cracco, colui che fu lo chef prediletto dai ricchi e famosi.

Non vedo un grande futuro per le boutique del lusso. Più diventi d’élite e più ti avvicini al collasso. L’unico modo di salvarsi è prepararsi a un’evoluzione necessaria per affrontare la sostenibilità dell’universo gourmet (???) che è un movimento perpetuo di idee. Ma realizzare queste idee costa, e per governare questo processo di idee e qualità suprema dei materiali, si devono fare sforzi disumani a livello aziendale.

Un momento difficile? Sostanze? Che diavolo significano queste parole? Urgono risposte, se non proprio una traduzione.

[Immagine: Club di Papillon]