di Luca Iaccarino 23 Maggio 2018

Arriva l’estate e ci si prepara al peggio. Mi spiego.

La stagione calda è una meraviglia, per carità, ma la ristorazione non dà certo il meglio di sé: i locali si affollano, le località turistiche brulicano di affamati a milioni, le trattorie si riempiono di umori, sudori, tanga, infradito, bermuda e tavolini appiccicosi.

In questo quadretto –di cui tutti facciamo parte, sia chiaro: io per primo sotto il solleone vado a mangiare in infradito (ma non in tanga)– spicca la barbarie di certi stranieri che vengono nel nostro paese a maltrattare la nostra cucina.

[Come non essere giudicati stranieri ignoranti in Italia quando si mangia]

Gente con un reddito e una cultura, ma che non ha avuto tempo di verificare un paio di cose.

Dunque, nella speranza che questo articolo venga tradotto in tedesco e inglese, mi permetto di compilare un breve vademecum:

— Non si mette il parmigiano sugli spaghetti con le vongole;
— Non si mangia il parmigiano direttamente dalla formaggiera a cucchiaiate;
— Non si pasteggia a cappuccino;
— Non si mette il ketchup sugli spaghetti;
— Non si mette la maionese sulla pizza (anche se nelle Marche la chiese Helmut Kohl e da allora si fa);
— Non si accompagnano gli agnolotti con la Coca Cola;
—Non si mangia la mozzarella con la Fanta…
(a voi la continuazione)

Si vedono in giro cose indicibili. E i peggiori sono indubbiamente i barbari della perfida Albione.

[Cose della cucina italiana che anche i più cosmopoliti di noi, implicitamente, sanno che gli stranieri non capiranno mai]

Per citare Marco Malvaldi: “chi è privo della vista è cieco, chi è privo dell’udito, sordo, chi è privo del senso del gusto è inglese” (La carta più alta, Sellerio)

PS: oh, poi: siamo in un paese libero, ognuno faccia un po’ come cacchio gli pare.