di Carlotta Girola 10 Agosto 2015
Pizza lasagna

Il cibo in Italia è una questione maledettamente seria. Così seria da essere in fondo l’unica cosa sulla quale gli italiani non transigono. Visto che i consigli basici per far mimetizzare uno straniero nella folla italica li hanno già dati tutti, noi passiamo al livello avanzato.

Una guida per stranieri più sgamati, utile non solo per evitare i passi falsi che provocano “orrore culinario” negli italiani (quelli che ordinano il cappuccino a fine cena, quelli che si aspettano il refill della bibita a vuoto, quelli che si presentano a cena alle 18 puntuali) ma per sentirsi integrati e anche un po’ sul pezzo.

#10 NON FATE STRANE AGGIUNTE ALLA PIZZA 

Ne abbiamo parlato di recente, visto il caso della giornalista inglese che pensava di poter ordinare una marinara + mozzarella, la “pizza che non esiste“.

Dunque, sappiate che in Italia, 9 volte 10, se il pizzaiolo ha assemblato quegli ingredienti non è un caso, e la vostra fantasiosa aggiunta (oltre che essere presa per “il classico straniero che non ne capisce niente”) potrebbe rovinare la pizza, cosa assai più grave. Fidarvi del pizzaiolo è cosa buona e giusta (quasi sempre).

#9 FORMAGGIO INVECE DEL DESSERT

Da noi è possibile. Se volete essere un po’ alternativi e allo stesso tempo vintage, potete optare per il formaggio a fine pasto. In alcuni casi potrete ancora trovare il carrello dei formaggi e scegliere qualche assaggio di tipologie diverse. Ogni regione nutre profondo orgoglio per i propri formaggi, e voi potreste farvi un’idea delle sfaccettature locali dello stivale provandoli tutti durante il vostro tour.

Provate anche a chiedere un vino in abbinamento e magari qualche marmellata: insomma, trattate il formaggio esattamente come fosse un dolce.

#8 NON SIAMO ANCORA PRONTI PER LA DOGGY BAG

La storia di sentirsi provinciali vale anche per i ristoranti, ma non per tutti. Se alcuni hanno ormai acquisito l’usanza della doggy bag, il maggior numero di locali pubblici in Italia non vede ancora di buon occhio la richiesta di portare a casa gli avanzi. In molti casi potrebbero guardarvi come si guarda un italiano in America che non lascia la mancia: disprezzo e sdegno.

Il consiglio è quello di non ordinare antipasto, primo, secondo e dessert da subito, ma di osservare le porzioni e andare per gradi. L’importante è che non nominiate la doggy bag, soprattutto se non siete nelle grandi città.

#7 NON ESISTONO SOLO GLI SPAGHETTI

Si sa: l’Italia è il regno della pasta. Se all’estero i formati sono un numero limitato, in Italia (al supermercato come al ristorante) vi troverete davanti ad una miriade di formati diversi, alcuni intraducibili in qualsiasi idioma, ma mimabili con le mani. Non è solo un vezzo: è una questione di tradizioni, di sposalizio col tipo di sugo, un modo per distinguersi e per dare il giusto risalto al piatto.

Oltre a maccheroni, spaghetti e fettuccini, sperimentate i paccheri (molto in voga di recente), i mezzi paccheri, le mafalde, i bigoli, le trofie, le orecchiette… Non chiedete spaghetti a prescindere: potrebbe piacervi.

# 6 I NOSTRI CONTORNI NON SONO RIEMPITIVI

In molte parti del mondo il piatto unico prevede anche il contorno annesso. Se anche in Italia si va sempre più verso questa tendenza, per fortuna sono ancora tanti i ristoranti che sfoggiano diversi contorni in carta. Insomma, da noi il contorno di verdura ha una dignità tutta sua, un proprio motivo di esistere.

Volete solo qualche esempio? Cicoria ripassata, caponata, carciofo alla giudea, fagioli all’uccelletto. Non fate i timidi, andate oltre le patatine fritte e non ve ne pentirete.

pizza margherita lasagna

pizza margherita lasagna

pizza margherita lasagna

#5 COSA BERE ALL’ORA DELL’APERITIVO

Non volete sembrare quelli “fuori dal giro” e sprovveduti? Se nessuno vi ha visto arrivare in piazza grazie al navigatore sull’iPhone, allora siete ancora in tempo. Qualche volta insieme al vostro drink riceverete qualche oliva e patatine, a volte anche qualche assaggio in più. In altri casi (ma in via d’estinzione) ci sarà un vero buffet – normalmente di basso livello – a disposizione. Se non state per morire di fame, girate alla larga.

Oggi per la maggiore vanno lo Spritz oppure un bicchiere di Prosecco, ma se volete provare qualcosa di diverso (e reggete l’alcol) provate un Americano o (incrociando le dita) prendete l’aperitivo della casa. Per socializzare con la fauna locale, fate due o tre giri e trasformatelo in “aperitivo lungo”: dal quarto giro tutti parleranno la vostra lingua.

#4 NIENTE SOUVENIR IN AUTOGRILL

L’Autogrill italiano non è un semplice luogo di sosta, ma un tempio della sopravvivenza. Lo scopo principale è quello di usare il bagno, ma per chi non ne può fare a meno, può essere utile anche per mangiare un panino. Di recente molti Autogrill si sono rifatti il look e appaiono anche belli, ma dovete essere coscienti di alcune cose che, invece, non cambieranno mai: i panini scaldati alla piastra saranno incandescenti fuori e freddi dentro; l’espresso bruciacchiato; i prodotti gastronomici locali a volte sono specchietti per le allodole.

I ristoranti self service sono piuttosto cari rispetto alla qualità offerta (come la benzina in autostrada costa di più, anche un pacchetto di biscotti viene venduto un po’ maggiorato), e non crediate che la cotoletta vera sia quella. Capito?

#3 NON FIDATEVI DI GOOGLE TRANSLATE 

In Italia il vocabolario gastronomico striminzito della vostra Lonely Planet non vi basterà. E nemmeno Google Translate potrà aiutarvi con il suo essere spudoratamente letterale, soprattutto nel caso dobbiate tradurre cose come “medaglioni”, “reginette”, “mozzarella in carrozza” o “arancino”.

Se non è possibile trattenere il cameriere mezzora per un terzogrado, allora fate le vostre ricerche e traduzioni su internet, ma non fidatevi mai della traduzione parola per parola.

#2 PROVATE IL QUINTO QUARTO

Cercate di andare oltre i vostri tabù alimentari per godere appieno della riscoperta moda gastronomica del quinto quarto. Dimenticati per anni e relegati alla cucina di casa, ora le interiora sono tornate nei menu dei ristoranti.

Da qualche mese, ad esempio, nella zona di Roma si è tornati a mangiare la pajata (che era stata vietata per 14 anni). Forse questo è davvero quel piatto che non avete mai provato: ora è il momento.

#1 NON CHIAMATE “RISO” UN RISOTTO

Si parte dalla stessa materia prima, ma sono due cose decisamente diverse. Nelle ricette italiane il riso è semplice riso bollito (un piatto riservato ai degenti dell’ospedale e pochi altri), mentre il risotto è uno dei re indiscussi della tavola italia nel 2015. Tutti i grandi chef stellati hanno il loro risotto, le trattorie pure, persino le sagre propongono il proprio. Se una volta si mangiava più in inverno, oggi fa strage di cuori anche in estate.

Ma, ricordate: riso e risotto sono due cose ben diverse. Non sbagliate, questo è un errore grossolano. Come dire “spaghetti bolognese” invece di “pasta al ragù”!

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Vincenzo Pagano]